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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Ecodelitti.Profitto e sequestro a fine di confisca nel delitto di cui all'art. 452-quaterdecies c.p.

Dettagli
Categoria principale: Ecodelitti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 17 Aprile 2024
Visite: 3712

Cass. Sez. III n. 11617 del 20 marzo 2024 (CC 6 mar 2024)
Pres. Ramacci Est. Galanti Ric. Ventrone 
Ecodelitti.Profitto e sequestro a fine di confisca nel delitto di cui all'art. 452-quaterdecies c.p.

La nozione di profitto del reato di cui all’articolo 452-quaterdecies cod. pen. non può essere ridotta al solo «utile netto», dovendosi invece ritenere, in conformità con la natura «riequilibratrice» di tale confisca (ed a differenza di quella dello «strumento del reato»), riferita a tutto ciò che consegue in via immediata e diretta al reato, senza considerare gli eventuali costi sostenuti, la cui detrazione sottrarrebbe il colpevole al rischio economico del reato.  In tema di sequestro finalizzato alla confisca del profitto del delitto di cui all’articolo 452-quaterdecies cod. pen., ove la natura della fattispecie concreta e dei rapporti economici ad essa sottostanti non consenta d’individuare la quota di profitto concretamente attribuibile a ciascun concorrente, o la sua esatta quantificazione, il sequestro preventivo deve essere disposto per l’intero importo del profitto nei confronti di ciascuno, pur senza alcuna duplicazione e nel rispetto dei canoni della solidarietà interna tra i concorrenti.

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Beni culturali.Circolazione internazionale

Dettagli
Categoria principale: Beni Culturali
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 17 Aprile 2024
Visite: 2717

Il “modello” italiano per la circolazione internazionale dei beni culturali: stato attuale e possibili riforme 
di Francesco GRASSI
Pubblicazione dell'Ufficio Studi della Giustzia Amministrativa

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Rifiuti.Interdittiva antimafia e delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 17 Aprile 2024
Visite: 3700

Consiglio di Stato Sez. III n. 2373 del 12 marzo 2024
Rifiuti.Interdittiva antimafia e delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti

E' infondata la tesi secondo cui, ai fini del diniego d’iscrizione nella white list, occorrerebbe il concorso di entrambe le condizioni previste dall’art. 84 del Codice antimafia, ossia la condanna per un reato “spia” e, comunque, cumulativamente ad essa, anche la sussistenza di “tentativi di infiltrazione” tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa interessata. Il testo dell’art. 2, secondo periodo, del D.P.C.M. 18 aprile 2013, così come sostituito dal D.P.C.M. 24 novembre 2016 (secondo il quale “L’iscrizione nell’elenco è soggetta alle seguenti condizioni : a) l’assenza di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’art. 67 del Codice antimafia; b) l’assenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa, di cui all’art. 84, comma 3, del Codice antimafia”) nulla dice circa la necessaria compresenza, ai fini del diniego di iscrizione, di entrambi i suindicati presupposti, diversamente da quanto sostenuto dalla società ricorrente. La disposizione si limita a prevedere due condizioni negative che devono entrambe sussistere ai fini dell’iscrizione nella white list (l’assenza di misure di prevenzione impeditive e l’assenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa), essendo evidente che la presenza anche solo di una delle due evenienze negative giustifica di per sé l’esclusione dalla lista. Ciò non implica, pertanto, che, ai fini del diniego di iscrizione, il Prefetto debba dimostrare il concorso di entrambe le condizioni impeditive. D’altra parte, a voler dare seguito a tale tesi si arriverebbe all’esito paradossale, e certamente non assentibile, per cui la sola sussistenza di una prognosi di infiltrazione di cui alla lettera b), non accompagnata anche da una condanna o da altro pregiudizio rientrante nella lettera a), consentirebbe l’iscrizione nella white list.

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Rifiuti.Momento consumativo del reato di inottemepranza alla ordinanza di rimozione

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 16 Aprile 2024
Visite: 2450

Cass. Sez. III n. 11831 del 21 marzo 2024 (UP 13 mar 2024)
Pres. Ramacci Est. Galanti Ric. Schiava
Rifiuti.Momento consumativo del reato di inottemepranza alla ordinanza di rimozione

In ordine all'individuazione del momento consumativo del reato di cui all'art. 255, comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006 si ritiene che la fattispecie abbia natura permanente e la scadenza del termine per l'adempimento non indica il momento di esaurimento della condotta, bensì l'inizio della fase di consumazione che si protrae sino al momento dell'ottemperanza all'ordine ricevuto.  Tale principio muove dal presupposto che la natura di reato omissivo permanente della contravvenzione in esame è individuata tenendo conto del fatto che il termine per l'adempimento di quanto indicato nell'ordinanza è fissato al solo fine di stabilire il regolare e tempestivo adempimento della prescrizione, che può essere adempiuta in modo utile, sia pure tardivo; sicché non viene meno l'obbligo di agire anche dopo la scadenza del termine. 

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Urbanistica.Sanatoria sismica Regione Marche

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 16 Aprile 2024
Visite: 5735

In tema di sanatoria sismica in Regione Marche di cui capitolo specifico della dgr Marche n. 975/2021

di Mauro FEDERICI

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Rifiuti.Ordinanze contingibili e urgenti

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 16 Aprile 2024
Visite: 3742

Consiglio di Stato Sez. IV n. 2395 del 12 marzo 2024
Rifiuti.Ordinanze contingibili e urgenti

L’adozione di una ordinanza contingibile e urgente è manifestazione di un potere eccezionale esercitabile dal Sindaco nelle ipotesi di incolumità pubblica e sicurezza come ufficiale di governo, con i connessi obblighi di preventiva comunicazione al Prefetto (art. 54, d.lgs.267/2000); detto potere eccezionale può essere esercitato come capo dell’amministrazione comunale nelle ipotesi di emergenza sanitaria o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale (art. 50, d.lgs. 267/2000). Il presupposto per l’adozione di una ordinanza contingibile e urgente, sia che venga adottata dal Sindaco quale capo dell’amministrazione comunale sia quale ufficiale di governo, è comunque la necessità di provvedere con immediatezza - l’urgenza - in ordine a situazioni eccezionali ed imprevedibili che non possono essere fronteggiate con gli strumenti ordinari, ossia la contingibilità. Non è pertanto possibile adottare ordinanze contingibili e urgenti per fronteggiare situazioni prevedibili e permanenti o quando non vi sia urgenza di provvedere, intesa come assoluta necessità di porre in essere un intervento non rinviabile, a tutela della pubblica incolumità 

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  • Urbanistica.Nozione di centro abitato e sua rilevanza urbanistica
  • Urbanistica.Realizzazione campo di padel
  • Ambiente in genere.Riscaldamento globale e cambiamenti climatici
  • Sostanze pericolose.Regolamento REACH
  • Urbanistica.Demolizione e fiscalizzazione abuso
  • Sviluppo sostenibile.Significato giuridico e attuazione da parte di giudici e tribunali
  • Rifiuti.Qualificazione ed accertamento della pericolosità
  • Urbanistica.Valutazione unitaria del complesso delle opere abusive
  • Urbanistica.Revoca della sospensione condizionale subordinata alla demolizione
  • Urbanistica.Silenzio assenso sulla istanza di permesso di costruire

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