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TAR Veneto Sez. III n. 3810 del 23 dicembre 2009
Rifiuti. Attività di cava e riempimento
Nella prospettiva di prevenire la produzione di rifiuti da destinare allo smaltimento in discarica, l’art. 10 del decreto n. 117/08 permette agli operatori di utilizzare i rifiuti di estrazione, vale a dire i rifiuti prodotti nel corso o a seguito dell’attività estrattiva, per il riempimento dei vuoti e delle volumetrie causati dalle escavazioni, subordinando però tale possibilità a una serie di condizioni. La scelta del legislatore delegato concerne il riempimento, con rifiuti di estrazione, di vuoti e di volumetrie prodotti dall’attività estrattiva. L’art. 10 , intitolato, in modo assai generico, “vuoti e volumetrie prodotti dall’attività estrattiva”, non sembra distinguere in alcun modo, nemmeno nel comma 3, tra cave in esercizio e cave dismesse o abbandonate, tra vuoti e volumetrie (pre)esistenti e vuoti e volumetrie conseguenti a una attività di cava in esercizio. L’unica distinzione presente nell’art. 10 è quella tra rifiuti di estrazione e rifiuti diversi dai rifiuti di estrazione. La norma che assoggetta il riempimento alle disposizioni del decreto n. 36 del 2003 sulle discariche di rifiuti si applica perciò ai “vuoti di cava” relativi sia alle cave in esercizio, sia alle cave dismesse o abbandonate. Del resto, parrebbe illogico, oltre che contrario alla lettera della norma, interpretare l’espressione “riempimento” (o “ripiena”) “di vuoti o di volumetrie prodotti dall’attività estrattiva” (cfr. art. 10, commi 1 e 3) ritenendo l’espressione stessa riferibile, in via esclusiva -e in maniera restrittiva- a una attività estrattiva in corso: è invece vero che i rifiuti in questione devono essere prodotti della attività estrattiva, e ciò indipendentemente dal periodo in cui tale attività sia stata svolta.
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Cons. Stato Sez. IV n. 8532 del 21 dicembre 2009
Rifiuti. Localizzazione impianti di smaltimento
La disciplina normativa (articoli da 195 a 198 sulle competenze di Stato, Regioni, province e comuni in materia ambientale) in tema di localizzazione degli impianti prevede all’articolo 195 comma 1 lettera p) del D.Lgs.n.152 del 2006 che tra le competenze statali vi è la indicazione dei criteri generali relativi alle caratteristiche delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti. Si tratta quindi di una indicazione in negativo, che comporta la esclusione di una serie di aree da quelle potenzialmente allocatarie di impianti. Tale competenza statale è conforme ad una recente sentenza del giudice delle leggi, che ha sostenuto che la determinazione dei criteri generali per la individuazione delle caratteristiche delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti non risulta lesiva di alcuna competenza regionale, costituendo esercizio della competenza statale a dettare i principi fondamentali in tema di governo del territorio. Per le regioni, la legge prevede all’art. 196, comma 1 la competenza “alla definizione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, nel rispetto dei criteri generali indicati nell’articolo 195, comma 1, lettera p) (lettera o)”, ma prima ancora “la definizione di criteri per la individuazione, da parte delle provincie, delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, nel rispetto dei criteri generali indicati nell’articolo 195, comma 1, lettera p” (lettera n). Pertanto, non è in dubbio la competenza nei termini sopra previsti sia della Regione che della Provincia.
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Corte dei Conti Sez. Giur. Campania n. 1492 del 9 dicembre 2009
Rifiuti. Raccolta differenziata
In tema di responsabilità del Sindaco del Comune di Marcianise (Caserta) e dei funzionari preposti al settore, per mancato raggiungimento della percentuale minima di raccolta differenziata dei rifiuti urbani
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Dottrina: Elettrosmog. Immissioni elettromagnetiche
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LE IMMISSIONI ELETTROMAGNETICHE TRA INCERTEZZE SCIENTIFICHE E CERTEZZE LEGISLATIVE
di Michele Nardelli
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TAR Veneto Sez. III n. 3803 del 23 dicemre 2009
Rifiuti. Ordinanza di rimozione (illegittimità)
E’ illegittima una ordinanza emessa ex art. 14, comma 3, del D.lg 5 febbraio 1997, n. 22, con la quale il Sindaco ha ordinato al proprietario di un’immobile di procedere all rimozione e all’avvio al recupero o allo smaltimento dei rifiuti ivi presenti, senza svolgere alcuna preventiva valida attività istruttoria finalizzata ad accertare ed individuare l’effettivo responsabile dell’abbandono dei rifiuti medesimi, atteso che gli adempimenti concernenti l’eliminazione dei rifiuti ed il ripristino dei luoghi non possono essere addossati indiscriminalmente al proprietario per il solo fatto di questa sua qualità, ma è necessario l’accertamento di un suo comportamento, anche omissivo, di corresponsabilità e quindi di un suo coinvolgimento doloso o quantomeno colposo
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TAR Toscana Sez. II n. 3973 del 18 dicembre 2009
Rifiuti. Bonifiche (sistema della barriera fisica)
In tema di bonifiche, riguardo alla scelta del sistema della barriera fisica, la scelta in parola richiede: a) un’attenta istruttoria circa gli effetti che l’indicata barriera avrebbe sortito sulle dinamiche idriche e geologiche dell’area sottostante; b) un’altrettanto attenta istruttoria sulle possibili interazioni tre le due tipologie di barriera (idraulica e fisica), onde impedire duplicazioni di interventi, con inutile aggravio dei costi, nonché interazioni negative comportanti aggravamento dei rischi che si intendevano scongiurare; c) un’analisi costi/benefici in merito alle quantità di materiale contaminato di cui la realizzazione dell’opera avrebbe richiesto la movimentazione. Vi è poi l’esigenza di sottoporre l’opera di confinamento fisico delle acque ad un’analisi dell’impatto che essa ha sul territorio circostante, onde scongiurare che produca sull’ambiente più problemi di quelli che tende a risolvere . L’opera è soggetta a procedura obbligatoria di valutazione di impatto ambientale, ai sensi sia del sopravvenuto d.lgs. n. 152/2006, sia del precedente art. 1, comma 1, lett. l) del d.p.c.m. n. 377/1988.
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TAR Campania (NA) Sez. I sent. 8874 del 17 dicembre 2009
Aria. Limitazioni traffico veicolare
I provvedimenti limitativi della circolazione stradale nei centri abitati e istitutivi di zone a traffico limitato sono espressione di scelte ampliamente discrezionali, devolute alla esclusiva competenza decisionale dell’autorità amministrativa e non suscettibili di sindacato in sede giurisdizionale, a meno che non si palesino vizi di forma o di procedura, ovvero che non emerga una manifesta irragionevolezza
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Cass. Sez. III n. 3910 del 28 gennaio 2010 (Cc. 4 nov. 2009)
Pres. Grassi Est. Amoresano Ric. Calosci ed altri
Urbanistica. Lottizzazione abusiva e buona fede dell’acquirente
In tema di lottizzazione abusiva (trasformazione d'uso da alberghiera a residenziale) e buona fede dell'acquirente, evidenzia di per sé un profilo di colpa la circostanza che nei contratti di compravendita si rinvii ad un regolamento in cui si disciplinano le parti comuni, costituendosi così un vero e proprio condominio composto di singoli appartamenti di proprietà individuale destinati ad abitazione, mentre le previsioni del regolamento di condominio riguardanti la residenza turistico alberghiera sono prive di qualsiasi effetto giuridico sostanziale (contemporaneamente era prevista sia la vendita di unità immobiliari a singoli acquirenti sia la realizzazione di una residenza turistico alberghiera relativa allo stesso complesso immobiliare). La colpa è aggravata dal fatto che gli acquirenti possono conoscere le previsioni dei vigenti strumenti urbanistici e rendersi conto che può essere realizzata solo una residenza turistico- alberghiera.
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Cons. Stato Sez. VI n. 8103 del 16 dicembre 2009
Elettrosmog. Regolamentazione comunale
Il potere regolamentare comunale ( ai sensi dell’art. 8 della L. 36/2001) non può spingersi fino al punto di ritenere che al comune sia consentito di introdurre limiti generalizzati di esposizione ai campi magnetici diversi da quelli previsti dallo Stato, ovvero di costituire deroghe pressoché generalizzate rispetto a tali limiti statali per il tramite di generalizzate interdizioni localizzative, essendo al più consentita l'individuazione di specifiche e diverse misure precauzionali, la cui idoneità al fine della “minimizzazione” emerga dallo svolgimento di compiuti ed approfonditi rilievi istruttori sulla base di risultanze di carattere scientifico.
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Sulle riviste. Ambiente e sviluppo
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Ambiente & Sviluppo sommario n. 1- 2010
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Articolo inserito da God il Giovedi, 4 Febbraio 2010 (230 letture)
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Corte Costituzionale sent. 29 del 4 febbraio 2010
Norme impugnate: Art. 28, c. 2° e 7°, della legge della Regione Emilia Romagna 30/06/2008, n. 10.
Oggetto: Ambiente - Norme della Regione Emilia Romagna - Servizio idrico - Assunzione da parte della Regione dei compiti di individuazione della tariffa di riferimento quale corrispettivo del servizio idrico integrato e di redazione del piano economico e del piano finanziario - Costituzione di una nuova struttura organizzativa con costo di funzionamento a carico delle tariffe dei servizi nel limite di spesa fissato dalla Giunta regionale.
Dispositivo: illegittimità costituzionale
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TAR Toscana Sez. III n. 3867 del 18 dicembre 2009
Urbanistica. Pianificazione
In tema di pianificazione, il Comune può accettare le modifiche proposte dalla Regione, aderendo senza controdedurre alle osservazioni della stessa, soprattutto allorquando le proposte sono supportate da esigenze di tutela dell’ambiente, le quali possono giustificare anche modifiche d’ufficio ex art. 10, comma 2, della legge n. 1150/1942.
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TAR Veneto Sez. II sent. 3638 del 18 dicembre 2009
Urbanistica. Nozione di pertinenza
Il concetto di pertinenza, previsto dal diritto civile, va distinto dal più ristretto concetto di pertinenza inteso in senso edilizio e urbanistico, che non trova applicazione in relazione a quelle costruzioni che, pur potendo essere qualificate come beni pertinenziali secondo la normativa privatistica, assumono tuttavia una funzione autonoma rispetto ad altra costruzione, con conseguente loro assoggettamento al regime concessorio, come nel caso di un intervento edilizio che non sia coessenziale al bene principale e che possa essere utilizzato in modo autonomo e separato
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Il caso di microraccolta di rifiuti.
di Rosa Bertuzzi
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TAR Veneto Sez. II sent. 3635 del 18 dicembre 2009
Beni ambientali. Divieto sanatoria e sanzione alternativa
Nessuna contraddizione discende dalla contemporanea vigenza di un assoluto divieto di rilascio formale di autorizzazione paesaggistica in sanatoria (art. 146, comma 8, lett. c, d.lg. 22 gennaio 2004 n. 42) e della sanzione alternativa tra la demolizione dell'opera ed il pagamento di un'indennità equivalente alla maggior somma tra il danno arrecato ed il profitto conseguito (art. 167, d.lg. citato); deve osservarsi, infatti, come siano profondamente diversi gli ambiti operativi delle due norme, di tal che alcuna incongruenza logico-giuridica può desumersi dal loro confronto. Ed, invero, l'opzione della p.a. di optare per la sanzione pecuniaria in luogo della demolizione non è configurabile come una sorta di autorizzazione postuma implicita, presupponendo comunque l'accertamento di una violazione rispetto al valore paesaggistico, sia pure di consistenza tale da non imporre la demolizione dell'opera.
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TAR Sicilia (PA) Sez. I sent. 2013 del 16 dicembre 2009
Beni Ambientali. Apertura cave
L'art. 152 d.lv. 42/04 postula l’attribuzione di un potere discrezionale (tecnico) in capo all’Amministrazione che, nel contemperamento delle contrapposte esigenze di tutela del vicolo paesaggistico (non direttamente gravante sulle zone interessate dall’apertura della cava) e l’attività estrattiva, può condurre unicamente alla prescrizione di distanze, misure e variazioni progettuali. Per espressa revisione normativa, in detto bilanciamento occorre tenere in considerazione anche la rilevanza economica delle opere (in specie) da realizzare. In mancanza di vincoli diretti o indiretti sulla zona, ed ai sensi dei poteri concretamente esercitabili dall’Amministrazione ai sensi dell’art.152 cit., detto contemperamento non potrebbe giungere alla totale reiezione del progetto di coltivazione di una cava da ubicare in vista di zone sottoposte a vincoli paesaggistici.
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TAR Liguria Sez. I sent. 3741 del 15 dicembre 2009
Rifiuti. Terre e rocce da scavo
Le rocce ed i materiali di scavo vanno considerati alla stregua di rifiuti, anche se appaiono come idonei all’utilizzo fatto in concreto, ove non siano state seguite le procedure per il loro riutilizzo (art. 186 del d.lvo 3.4.2006, n. 152).
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TAR Emilia Romagna (PR) Sez. I sent. 871 del 15 dicembre 2009
Rifiuti. Bonifiche e proprietario dell'area
L’art. 253, comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006 («Norme in materia ambientale») nel richiedere un “provvedimento motivato”, impone all’Amministrazione di specificare quale delle fattispecie ivi previste e quali presupposti di fatto legittimino l’accollo all’incolpevole proprietario delle spese conseguenti alla bonifica dell’area inquinata; occorre, insomma, che il privato e, su sua eventuale richiesta, il giudice siano messi in grado di comprendere le concrete ragioni per le quali gli oneri di bonifica non sono stati fatti gravare sul responsabile dell’inquinamento, onde consentire loro la verifica della conformità della decisione al modello legale.
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Regolamento (CE) n. 66/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 relativo al marchio di qualità ecologica dell'Unione europea (Ecolabel UE)
GUCE L27 del 30 gennaio 2010
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Cass. Sez. III n. 2912 del 22 gennaio 2010 (Cc. 17 nov. 2009)
Pres. Lupo Est. Fiale Ric. Calise
Urbanistica. Dissequestro, restituzione e demolizione d’ufficio
Il giudice che dispone il dissequestro di un immobile abusivo, dopo che il responsabile dell’abuso non ha ottemperato nel termine di legge all’ingiunzione comunale di demolire, e quindi dopo che si è verificato l’effetto ablativo a favore dell’ente comunale, deve disporre la restituzione dell’immobile allo stesso ente comunale e non al privato responsabile, che per avventura sia ancora in possesso del bene. Per individuare l’avente diritto alla restituzione, infatti, non è sufficiente il favor possessionis, occorrendo invece la prova positiva dello ius possidendi, che non compete più al privato inottemperante.
Può procedersi immediatamente alla demolizione di ufficio ex art. 27 TU edilizia non soltanto in presenza di un vincolo di inedificabilità assoluta ovvero in caso di opere realizzate su aree quanto meno di interesse pubblico, bensì anche in tutte le ipotesi di contrasto dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici e per tutto il corso dell’esecuzione dell’opera abusiva (non più soltanto nella fase iniziale di essa). Deve ritenersi, comunque, che la demolizione immediata di ufficio non possa attuarsi successivamente all’avvenuto completamento dell’opera, tenuto conto che, ove la si consentisse anche oltre tale momento, non residuerebbe alcuno spazio applicativo al sistema ordinario di repressione amministrativa dell’abuso edilizio posto dagli artt. 31 e seguenti del TU. n. 380/2001, compromettendosi altresì ingiustificatamente le possibilità del privato di fare valere le proprie ragioni prima dell’esecuzione della misura demolitoria.
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Cass. Civ. Sez. III sent. 60 dell' 8 gennaio 2010
Pres. Varrone Est. Raffaella
Caccia e animali. Danni da fauna selvatica
La responsabilità aquiliana per i danni provocati da animali selvatici alla circolazione dei veicoli deve essere imputata all’ente, sia esso Regione, Provincia, Ente Parco, Federazione o Associazione, ecc., a cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna ivi insediata, sia che i poteri di gestione derivino dalla legge, sia che derivino da delega o concessione di altro ente (nella specie della Regione). In quest’ultimo caso, sempre che sia conferita al gestore autonomia decisionale e operativa sufficiente a consentirgli di svolgere l’attività in modo da poter efficientemente amministrare i rischi di danni a terzi, inerenti all’esercizio dell’attività, e da poter adottare le misure normalmente idonee a prevenire, evitare o limitare tali danni
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TAR Lazio (LT) Sez. I sent. 1287 del 14 dicembre 2009
Rifiuti. Bonifiche
L'art. 17 del decreto legislativo n. 22 del 1997, la cui impostazione sul punto è stata ora confermata e specificata dagli artt. 240 e ss. del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, recante norme in materia ambientale (c.d. Codice dell'ambiente), impone l'esecuzione di interventi di recupero ambientale anche di natura emergenziale al responsabile dell'inquinamento che può non coincidere con il proprietario ovvero con il gestore dell'area interessata; a carico di quest'ultimo (proprietario dell'area inquinata non responsabile della contaminazione), invero, non incombe alcun obbligo di porre in essere gli interventi ambientali in argomento ma solo la facoltà di eseguirli al fine di evitare l'espropriazione del terreno interessato gravato da onere reale, al pari delle spese sostenute per gli interventi di recupero ambientale assistite anche da privilegio speciale immobiliare.
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TAR Emilia Romagna (BO) Sez. I sent. 2861 del 9 dicembre 2009
Elettrosmog. Impianti ed equiparazione agli edifici
Le stazioni radiobase per le loro caratteristiche strutturali, non sono equiparabili alle costruzioni ex art. 873 del codice civile e la disciplina comunale non può assimilare tout-court gli impianti in questione agli edifici sotto il profilo edilizio-urbanistico (ad es.: assoggettando i primi ai limiti di altezza o in tema di distanze propri dei secondi), in ragione dell’inammissibile assimilazione ai fini urbanistici fra le costruzioni e gli impianti tecnologici
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Corte Costituzionale sent. 28 del 28 gennaio 2010
Norme impugnate: Art. 183, c. 1°, lett. n), quarto periodo, del decreto legislativo 03/04/2006, n. 152, nel testo antecedente alle modifiche introdotte con l'art. 2, c. 20°, del decreto legislativo 16/01/2008, n. 4.
Oggetto: Ambiente - Rifiuti - Esclusione dalla categoria delle ceneri di pirite, classificate come sottoprodotto non soggetto alla disciplina dei rifiuti - Riproposizione di questione già oggetto dell'ordinanza n. 83/2008 di restituzione atti per 'jus superveniens'.
Dispositivo: illegittimità costituzionale parziale
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Corte Costituzionale: Urbanistica. Impianti elettrici, radiotelevisivi, di riscaldamento ed altri, posti all'interno degli
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Corte Costituzionale sent. 21 del 28 gennaio 2010
Norme impugnate: Decreto legge 25/06/2008, n. 112, convertito con modificazioni in legge 06/08/2008, n. 133; discussione limitata all'art. 35, c. 1°.
Oggetto: Edilizia e urbanistica - Impianti elettrici, radiotelevisivi, di riscaldamento ed altri, posti all'interno degli edifici - Emanazione di decreti ministeriali concernenti la semplificazione degli adempimenti per i proprietari di abitazioni ad uso privato e per le imprese, la definizione di un sistema di verifiche per la sicurezza, la revisione della disciplina sanzionatoria - Lamentata incidenza sulle materie concorrenti del governo del territorio e della tutela della salute, delegificazione, mancato coinvolgimento delle Regioni.
Dispositivo: non fondatezza
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TAR Campania (NA) Sez. V sent. 8739 del 15 dicembre 2009
Rifiuti. Divieto di abbandono
La fattispecie normativa in tema di abbandono di rifiuti ha introdotto una sanzione amministrativa di tipo reintegratorio, potendo essere adottata anche in assenza di una situazione in cui sussista l’urgente necessità di provvedere con efficacia e immediatezza e avente a contenuto l’obbligo di rimozione, di recupero o di smaltimento e di ripristino a carico del responsabile del fatto di discarica o immissione abusiva, a carico, cioè, di “chiunque viola i divieti di abbandono e di deposito incontrollato di rifiuti sul suolo”, in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o di colpa; la norma, pertanto, ai fini dell’imputabilità della condotta del divieto di abbandono e di deposito incontrollato di rifiuti sul suolo, richiede, a carico del proprietario o dei titolari di diritti reali o personali sul bene, un comportamento titolato di dolo o colpa, così come richiesto per l’autore materiale, mentre le conseguenze sanzionatorie connesse alla violazione del divieto di abbandono incontrollato di rifiuti sul suolo o nel suolo sono accollate anche al proprietario dell’area, ma ciò solo nel caso in cui la violazione sia a lui imputabile a titolo di dolo o di colpa
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Giur.Amm. T.a.r.: Aria. Utilizzo oli combustibili per riscaldamento ad uso domestico
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TAR Lombardia (MI) SEz. IV sent. 5338 del 15 dicembre 2009
Aria. Utilizzo oli combustibili per riscaldamento ad uso domestico
Per nessun tipo di utilizzo è vietato l’uso di oli combustibili aventi percentuale di zolfo non superiori al 0,3% ed appare dubbio che in tale materia le regioni possano assumere provvedimenti ulteriormente restrittivi poichè le norme tuttora in vigore del D.lgs. 35199 prevedono l’adozione di piani per ridurre l’inquinamento nelle zone che superano certe concentrazioni di agenti inquinanti peraltro sempre di concerto con il Governo nazionale ed informando la Commissione europea ( vedasi il combinato disposto degli artt. 4,8 e 9 ), mentre non sembrano autorizzare misure ulteriormente restrittive circa la commercializzazione dei combustibili. Peraltro appare rispondere ad un principio di ragionevolezza e proporzionalità che eventuale restrizioni possano essere assunte solo all’esito di studi sul tipo di emissioni causate dai singoli combustibili autorizzati che permettano di individuare il loro contributo all’inquinamento e di conseguenza il beneficio che potrebbe trarsi dal divieto del loro utilizzo.
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Giur.Amm. T.a.r.: Beni Ambienteli. Rimozione barriere architettoniche su bene vincolato
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TAR Campania (NA) Sez. VII sent. 8834 del 16 dicembre 2009
Beni Ambienteli. Rimozione barriere architettoniche su bene vincolato
Come si evince dai commi 1 e 2 dell’art. 4 della l. n. 13/1989, gli interventi per la rimozione delle barriere architettoniche “ove l'immobile sia soggetto al vincolo di cui all'articolo 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497” (cioè il vincolo paesaggistico, sussistente nel caso di specie), “le regioni, o le autorità da esse subdelegate, competenti al rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 7 della citata legge, provvedono entro il termine perentorio di novanta giorni dalla presentazione della domanda, anche impartendo, ove necessario, apposite prescrizioni” (comma 1). La mancata pronuncia nel termine di cui al comma 1 equivale ad assenso (comma 2). Atteso il tenore delle norme sopra citate, non può dubitarsi del fatto che il legislatore abbia previsto, nel caso di specie, un’ipotesi di silenzio assenso
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Giur.Amm. T.a.r.: Beni Ambientali. Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale
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TAR Sardegna Sez. II sent. 2054 del 14 dicembre 2009
Beni Ambientali. Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale
Le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, in assenza di atto applicativo, non comportano una lesione diretta e attuale della sfera giuridica dei privati proprietari delle aree coinvolte, salvo che l’interessato dimostri la diretta incidenza delle previsioni contestate sul bene di sua proprietà, anche senza l’interposizione di un atto applicativo
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Cass. Civile Sez. II sent. 659 del 18 gennaio 2010 (ud. 17 dic. 2009)
Pres.Elefante Est. Piccialli. Ric. Folgori ed altri
Rifiuti. Rifiuti pericolosi e sanzioni amministrative
Sulla responsabilità dell'azienda e dell'amministratore con delega a gestire l'impianto
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| Mercoledì, 27 gennaio | | · | Caccia e animali. Tabellazione aree con divieto di attività venatoria |
| · | Rifiuti. Bonifiche siti inquinati e responsabilità |
| · | Ambiente in genere. Accertamenti ed ispezioni a sorpresa |
| Martedì, 26 gennaio | | · | Caccia e animali. Conservazione uccelli selvatici |
| · | Urbanistica. Condono edilizio e false dichiarazioni |
| · | Urbanistica. Acquisizione immobile abusivo (piano o porzione) |
| Lunedì, 25 gennaio | | · | Segnalazione corso |
| · | Urbanistica. Lottizzazione e buonafede acquirente e subacquirente |
| · | Tutela dei consumatori. Legittimazione associazioni |
| Venerdì, 22 gennaio | | · | Acque. Depurazione acque meteoriche |
| · | Sviluppo sostenibile. Assoggettabilita` ad ICI degli impianti di produzione di energia elettrica da |
| Giovedì, 21 gennaio | | · | Rifiuti. Iscrizione all'Albo |
| · | Ambiente in genere. Le novità di fine anno |
| · | Urbanistica. Opere di pavimentazione |
| Mercoledì, 20 gennaio | | · | Rifiuti. Ordine di smaltimento impartito dal giudice |
| · | Rifiuti. Abbandono ed utilizzabilità videoregistrazioni |
| · | Caccia e animali. Volpi |
| · | Danno ambientale. Imposizione di fidejussione |
| Martedì, 19 gennaio | | · | Urbanistica. Piani di lottizzazione |
| · | Danno ambientale. Rapporti tra d.lv. 152-2006 e codice civile |
| · | Rifiuti. Riutilizzo della sansa di oliva disoleata quale combustibile |
| · | Rifiuti. Legislazione speciale e trasporto |
| · | Rifiuti. Ordinanza di rimozione (strada in concessione ANAS) |
| · | Acque. Acque minerali e termali |
| Lunedì, 18 gennaio | | · | Abiente in genere. Conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche |
| Domenica, 17 gennaio | | · | Rifiuti. Acque di falda emunte |
| · | Urbanistica. Ristrutturazione edilizia |
| · | Ambiente in genere. Costruzone centrale termoelettrica |
| Sabato, 16 gennaio | | · | Rifiuti. Discariche (regime transitorio) |
| Venerdì, 15 gennaio | | · | Rifiuti. Fanghi |
| · | Aria. Diffusione polveri e art. 674 c.p. |
| · | Urbanistica. Tettoie |
| · | Ambiente in genere. Legittimazione ad agire delle associazioni di protezione ambientale |
| Giovedì, 14 gennaio | | · | Urbanistica. Distanze tra edifici |
| · | Urbanistica. Vincolo cimiteriale e installazione tralicci per telecomunicazioni |
| · | Rifiuti. SISTRI |
| · | Rifiuti. Gestione integrata |
| Mercoledì, 13 gennaio | | · | Urbanistica. Pianificazione |
| · | Rifiuti. Asfalto |
| · | Urbanistica. Modifca destinazione d'uso |
| Martedì, 12 gennaio | | · | Beni ambientali. Nomina commissione |
| · | Acque. Acque meteoriche di dilavamento |
| · | Urbanistica. Ordine di demolizione e sequestro penale |
| Lunedì, 11 gennaio | | · | Rifiuti. Scheda di trasporto |
| · | Rifiuti. Deposito temporaneo |
| · | Urbanistica. Traslazione di cubatura |
| · | Rifiuti. Libera circolazione dei rifiuti speciali |
| · | Rifiuti. Bonifiche e disciplina transitoria |
| Sabato, 09 gennaio | | · | Sostanze pericolose. Importazione ed esportazione. |
| Venerdì, 08 gennaio | | · | Beni culturali. Restituzione all’avente diritto e onere probatorio |
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La IOWA University (USA) a Roma
e Tivoli vedi
Keisuke Tsurumi Giappone
(Università
di Tokio) vedi
Prof. Hector Jorge Bibiloni (Univ.
Buenos Aires) vedi
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