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DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 35 Attuazione della direttiva 2008/68/CE, relativa al trasporto interno di merci pericolose.
GU n. 58 del 11-3-2010
Entrata in vigore del provvedimento: 12/03/2010
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Corte Costituzionale sent. 67 del 26 febbraio 2010
Ambiente in genere. Cave
giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 3, comma 2, della delibera legislativa della Regione Siciliana approvata dall’Assemblea regionale nella seduta del 25 novembre 2008 (disegno di legge n. 133, recante «Norme sulla proroga delle autorizzazioni all’esercizio di cava e sull’aggiornamento del piano regionale dei materiali da cava e del piano regionale dei materiali lapidei di pregio»), e della legge della Regione Campania 6 novembre 2008, n. 14 (Norma urgente in materia di prosecuzione delle attività estrattive),
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TAR VENETO, Sez. III sent. 149 del 26 gennaio 2010
Rifiuti. Sottoprodotti
La nozione di rifiuto non dipende solamente dalla presenza o meno, nei residui da lavorazioni, di sostanze potenzialmente idonee ad un successivo utilizzo e dalla concorrente volontà di utilizzare dette sostanze.Pertanto affinché un residuo di produzione possa essere sottratto alla qualifica di rifiuto è necessario che esso sia riutilizzato in maniera certa nel corso del medesimo processo di produzione, in assenza di un trattamento preventivo o di trasformazioni preliminari, ed è quest’ultima condizione che difetta nel caso all’esame poiché, come sopra precisato, è pacifico che la ricorrente procede all’estrazione del ferro dai residui di produzione mediante il loro trattamento.
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Dottrina: Rifiuti. Tassa e tariffa rifiuti
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La Tassa e la Tariffa rifiuti alla luce del “mille proroghe” e della circolare Ifel-Anci del 2 marzo 2010
di Alberto PIEROBON
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Tribunale di Pinerolo sent. 27 del 14 gennaio 2010
Est. Reynaud Imp. Bocco
Acque. Analisi
Su tempi, modalità e validità dell'attività di campionamento e analisi
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TAR Lombardia (BS) Sez. I sent. 211 del 22 gennaio 2020
Ambiente in genere. Rapporto tra V.i.a. e A.i.a
Con l’introduzione dell’AIA diverse autorizzazioni sono state raggruppate in un giudizio complessivo e ad ampio raggio. Nell’AIA sono tra l’altro confluite (v. allegato II del Dlgs. 59/2005) l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera di cui al DPR 203/1988, l’autorizzazione allo scarico di cui al Dlgs. 152/1999, l’autorizzazione alla realizzazione e modifica di impianti di smaltimento o recupero di rifiuti ex art. 27 del Dlgs. 22/1997, nonché l’autorizzazione all'esercizio delle operazioni di smaltimento o recupero di rifiuti ex art. 28 del Dlgs. 22/1997. Formalmente è rimasta autonoma la procedura di VIA, che deve precedere il rilascio dell’AIA e ne condiziona il contenuto (v. art. 5 comma 12 e art. 7 comma 2 del Dlgs. 59/2005). È però evidente che l’ampiezza delle valutazioni svolte in relazione all’AIA si riflette sulla procedura di VIA, nella quale assumono rilievo necessariamente anche gli studi effettuati in vista del rilascio dell’AIA. L’impatto ambientale di un’opera o di un impianto non potrebbe infatti essere compiutamente inquadrato senza prendere in considerazione gli approfondimenti tecnici che conducono al rilascio dell’AIA e alla contestuale formulazione dei limiti relativi alla produzione di inquinanti (v. art. 7 commi 3 e 4 del Dlgs. 59/2005). In definitiva il medesimo materiale è esaminato due volte, ai fini della VIA e per il rilascio dell’AIA. Esiste quindi una retroazione dell’AIA sulla valutazione di assoggettabilità e sulla stessa procedura di VIA, nel senso che la prima, benché cronologicamente successiva, definisce l’oggetto delle seconde. Ovvero, non è possibile decidere sulla VIA senza conoscere anticipatamente il materiale tecnico dell’AIA, intendendo per tale non solo le analisi tecniche ma anche le prescrizioni (o gli schemi di prescrizione) che limitano e indirizzano il contenuto del progetto. Il fatto che la VIA e l’AIA tendano ormai a formare un unicum non impedisce tuttavia l’impugnazione separata dei relativi atti, in quanto se il materiale tecnico è comune rimangono diversi gli effetti giuridici dei provvedimenti finali.
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Cass. Sez. III n. 8275 del 3 marzo 2010 (CC 25 nov. 2009)
Pres. Grassi Est. Marmo Ric. Rizzi
Rifiuti. Abbandono fuori dei contenitori per la raccolta
E’ vietato l’abbandono dei rifiuti fuori dagli appositi contenitori e vi è l’onere, per le imprese addette alla raccolta dei rifiuti, di controllare la corretta attività di smaltimento rivolgendosi ad altro luogo di conferimento nel caso in cui siano saturi i contenitori ai quali vengano destinati i rifiuti.
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TAR Sicilia (PA) Sez. I sent. 584 del 20 gennaio 2010
Rifiuti. Abbandono e responsabilità ente gestore strade
Nella peculiare ipotesi in cui l’abbandono abusivo dei rifiuti non pericolosi avvenga in prossimità dell’area stradale, è illegittimo l’ordine di rimozione intimato nei confronti dell’ente gestore quando non risulti riscontrabile un profilo soggettivo (di dolo o, quanto meno, di colpa). Ai fini dell'imposizione dell'obbligo di rimozione dei rifiuti, non è sufficiente una generica « culpa in vigilando »
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Corte di Giustizia (Grande Sezione) 9 marzo 2010
«Principio “chi inquina paga” – Direttiva 2004/35/CE – Responsabilità ambientale – Applicabilità ratione temporis – Inquinamento anteriore alla data prevista per il recepimento di detta direttiva e proseguito dopo tale data – Normativa nazionale che imputa i costi di riparazione dei danni connessi a detto inquinamento a una pluralità di imprese – Requisito del comportamento doloso o colposo – Requisito del nesso di causalità – Appalti pubblici di lavori»
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Cass. Sez. III n. 8300 del 3 marzo 2010 (CC 25 nov. 2009)
Pres. Grassi Est. Marmo Ric. Cadelano
Rifiuti. Trasporto
Il trasporto di rifiuti propri non pericolosi, ancorché effettuato in via eccezionale, integra il reato di cui all’art. 256 comma primo D.lgs. 152 del 2006, ove il produttore, non avvalendosi delle prestazioni di imprese esercenti servizi di smaltimento regolarmente autorizzate ed iscritte all’Albo nazionale dei gestori ambientali, abbia utilizzato mezzi propri non autorizzati
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Cass. Sez. III n. 8739 del 4 marzo 2010 (CC 21 gen. 2010)
Pres. Grassi Est. Lombardi Ric. Perna
Urbanistica. Ristrutturazione edilizia
Tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche se soggetti alla cosiddetta D.I.A. semplice, ai sensi dell’art. 22, primo e secondo comma. del DPR n. 380/2001, in quanto non portano alla realizzazione di un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, secondo la previsione di cui all’art. 10, comma primo lett. e), non possono essere eseguiti su immobili originariamente abusivi.
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TAR Sicilia (PA) Sez. I sent. 581 del 20 gennaio 2010
Rifiuti. Sansa di olive
L’art.1 D.P.C.M 8/10/2004 ha introdotto la nuova lett.f) al punto.1 dell’All..3 D.P.C.M.08/3/2002 n.23959. Secondo la nuova disposizione, quindi, la sansa di oliva disoleata avente le caratteristiche riportate nella tabella di cui allo stesso D.P.C.M., ed ottenuta dal trattamento della sanse vergini con n.esano per l'estrazione dell'olio di sansa destinato all'alimentazione umana, e da successivo trattamento termico, rientra tra le biomasse combustibili purché i predetti trattamenti siano effettuati all'interno del medesimo impianto. Le sanse disoletate, quindi, prodotte direttamente dall’impresa , che rispettano i parametri di cui al novellato D.P.C.M.08/03/2002 (come modificato dal D.P.C.M. 08/10/2004), sono individuate non già come rifiuti (con le connesse implicazioni anche in ordine alla tenuta dei relativi registri ed alle autorizzazioni necessarie) bensì quali combustibili: solo in tali evenienze non trovano di conseguenza applicazione le disposizioni di cui al D.Lgs.22/97 (oggi sostituito dal D.Lgs.152/06). Tuttavia, in mancanza dello specifico presupposto regolamentare (i.e.: accertamento del rispetto dei parametri stabiliti dal D.P.C.M. per le sanse esauste al fine di poter ascrivere queste ultime alla categoria di <combustibili> da fonti rinnovabili) non può che trovare applicazione la differente disciplina stabilita rispettivamente dal D.Lgs.22/97 (oggi abrogato e sostituito dal D.Lgs.152/06) e dal D.M.05/02/1998, considerato vieppiù che non risultano conducenti al caso qui in esame i richiami ai limiti di emissione di cui al D.Lgs.133/05, all.to 2 paragrafo “A” punto 3.1.2 (biomasse) in quanto inerenti alla diversa tipologia impianti di coincenerimento.
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Cass. Sez. III n. 8273 del 3 marzo 2010 (CC 25 nov. 2009)
Pres. Grassi Est. Marmo Ric. De Nicolo
Aria. Articolo 674 c.p.
L’art. 674 c.p. non prevede due distinte ed autonome ipotesi di reato ma un reato unico, in quanto la condotta, consistente nel provocare emissioni di gas, vapori o fumo rappresenta una specie del più ampio genere costituito dal gettare o versare cose atte ad offendere, imbrattare o molestare persone. La previsione della condotta di provocare emissioni ha, in sostanza, il solo fine di specificare che, quando si tratta di attività disciplinata dalla legge, la rilevanza penale delle emissioni è subordinata al superamento dei limiti e delle prescrizioni di settore. Ove tali limiti e prescrizioni di settore non vi siano, come nel caso in esame, l’emissione va considerata idonea ad offendere o a molestare le persone anche sulla base del mero dato olfattivo, come del resto riconosciuto anche a livello europeo.
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TAR Lazio (RM) Sez. I sent. 319 del 18 gennaio 2010
Rifiuti. Emergenza Campania
L’art. 9, comma 5, del decreto legge 90/2008, per l’evidente ragione che l’emergenza rifiuti in atto nella regione Campania richiede la compressione dei tempi e lo snellimento delle procedure amministrative, ha previsto una procedura per il rilascio della VIA in deroga alle norme nazionali e regionali vigenti. A tal fine, peraltro, va osservato come l’ordinamento comunitario attribuisca agli Stati membri un certo margine di discrezionalità, atteso che, ai sensi dell’art. 2, comma 1, della Direttiva 27 giugno 1985 n. 85/337/CE (Direttiva del Consiglio concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati), gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché, prima del rilascio dell’autorizzazione, per i progetti per i quali si prevede un notevole impatto ambientale, in particolare per la loro natura, le loro dimensioni o la loro ubicazione, sia prevista un’autorizzazione e una valutazione del loro impatto. La stessa Direttiva (art. 1, comma 5) stabilisce che le relative disposizioni non trovano applicazione relativamente “ai progetti adottati nei dettagli mediante un atto legislativo nazionale specifico, inteso che gli obiettivi perseguiti dalla presente direttiva, incluso l’obiettivo della disponibilità delle informazioni, vengono raggiunti tramite la procedura legislativa”. Proprio le disposizioni introdotte dal decreto legge 90 integrano, ad avviso del Collegio, quell’“atto legislativo specifico”, in presenza del quale, secondo quanto disposto dalla Direttiva di cui sopra, è consentita la derogabilità alle disposizioni aventi generale applicazione in tema di valutazione di impatto ambientale.
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Cass. Sez. III n. 8299 del 3 marzo 2010 (CC 25 nov. 2009)
Pres. Grassi Est. Marmo Ric. Del Prete
Rifiuti. Articolo 260 D.Lv. 152/06
L’avverbio “abusivamente” di cui al primo comma dell’art. 260 del Decreto Legislativo n. 152 del 2006 si riferisce a tutte le attività non conformi ai precisi dettati normativi svolte nel delicato settore della raccolta e smaltimento di rifiuti “pericolosi e non” analiticamente disciplinato dalla normativa.
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Corte Costituzionale sent. n. 83 del 5 marzo 2010
Oggetto: Reati e pene - Reati riferiti alla gestione dei rifiuti commessi nei territori in cui vige lo stato di emergenza ambientale dichiarato ai sensi della legge n. 225 del 1992 - Disciplina sanzionatoria.
Dispositivo: non fondatezza
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Dottrina: Acque. Acque meteoriche di dilavamento
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IL REGIME DELLE ACQUE METEORICHE DI DILAVAMENTO IN ASSENZA DI DISCIPLINA REGIONALE
di Luigi FANIZZI
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Corte dei Conti
Sezione giurisdizionale regionale per la Campania - Inaugurazione dell'anno giudiziario 2010
Relazione del Procuratore Regionale dott. Arturo Martucci di Scarfizzi
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CONSIDERAZIONI SULLA INTERMEDIAZIONE DI RIFIUTI
di Giovanni TAPETTO
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Giur.Amm. T.a.r.: Ambiente in genere. V.i.a. e siti di interesse comunitario (SIC)
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TAR Piemonte Sez. I sent. 234 del 15 gennaio 2010
Ambiente in genere. V.i.a. e siti di interesse comunitario (SIC)
Ove un progetto sia assoggettato a valutazione di impatto ambientale, interessando un sito di interesse comunitario (SIC) ovvero un SIC e una o più zone speciali di conservazione, e ove la procedura di VIA si sia conclusa favorevolmente, non occorre effettuare la valutazione di incidenza del progetto sull’ambiente, posto che in tal caso la procedura di VIA tiene conto anche degli effetti diretti ed indiretti del progetto sugli habitat naturali e sulle specie animali.
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Corte di Giustizia (Quarta Sezione) 4 marzo 2010
«Inadempimento di uno Stato – Ambiente – Direttiva 2006/12/CE – Artt. 4 e 5 – Gestione dei rifiuti – Piano di gestione – Rete adeguata ed integrata di impianti di smaltimento – Pericolo per la salute umana o per l’ambiente – Forza maggiore – Turbative dell’ordine pubblico – Criminalità organizzata»
Commissione europea contro Repubblica Italiana
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CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE JULIANE KOKOTT presentate il 4 marzo 2010
Cause riunite C‑105/09 e C‑110/09 Terre wallonne ASBL contro Région wallonne e Inter-Environnement Wallonie ASBL contr Région wallonne
(domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal Conseil d’État, Belgio)
«Direttiva 2001/42/CE – Valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente – Direttiva 91/676/CEE – Protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole – Programmi d’azione per quanto riguarda le zone designate vulnerabili»
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Corte di Giustizia (Seconda Sezione) sent. 4 marzo 2010
«Inadempimento di uno Stato – Direttiva 92/43/CEE – Art. 6, nn. 2 e 3 – Trasposizione non corretta – Zone speciali di conservazione – Conseguenze significative di un progetto sull’ambiente – Carattere “non perturbatorio” di talune attività – Valutazione delle incidenze sull’ambiente»
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Dottrina: Elettrosmog. Tumori e cellulari
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Tumori “cellulari”
Note a margine di una sentenza che serve alla tutela della salute pubblica
di Stefano PALMISANO
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TAR Piemonte Sez. I sent. 214 del 15 gennaio 2010
Aria. Prescrizioni autorizzazione
E' da ritenersi imposto dal sistema normativo comunitario, nonché dal DPR 203 del 1988, il cui art. 11 dispone, infatti, che le prescrizioni dell'autorizzazione possono essere modificate in seguito all'evoluzione della migliore tecnologia disponibile, nonché all'evoluzione della situazione ambientale, l’opposizione di un termine alle autorizzazioni del tipo rilasciate nel caso di specie.
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IL SISTRI, SISTEMA INFORMATICO DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI: UNA PRIMA RICOSTRUZIONE (parte terza)
di Alberto PIEROBON
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Dottrina: Urbanistica. Alienazioni e valorizzazioni immobiliari
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PIANO DELLE ALIENAZIONI E VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 340 DEL 16 DICEMBRE 2009. LA NUOVA NORMATIVA DELLA REGIONE VENETO – ART. 35 DELLA LEGGE REGIONALE 16 FEBBRAIO 2010 N. 11
di Carlo RAPICAVOLI
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TAR Campania (NA) Sez. VII sent. 157 del 15 gennaio 2010
Sviluppo sostenibile. Impianti eolici (autorizzazione)
L’art. 12 d.lgs. 387/2003 prevede il rilascio di un’autorizzazione unica, da parte della Regione o della Provincia delegata (dalla Regione stessa), all’esito di una conferenza cui devono partecipare tutte le Amministrazioni interessate (commi 3 e 4). L’atto del Comune, pertanto, deve ritenersi endoprocedimentale e non autonomamente lesivo: solo il diniego dell’autorizzazione da parte della Regione va impugnato entro il termine di decadenza suo proprio, pena l’irricevibilità del ricorso. Altrimenti, se il Comune potesse autonomamente adottare atti di sostanziale diniego dell’autorizzazione, di per sé lesivi, la ratio dell’art. 12 d.lgs. 387/2003 (una conferenza unificata, con un’autorizzazione unica) sarebbe vanificata
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SENTENZA DEL TRIBUNALE (Terza Sezione) 2 marzo 2010
«Ambiente – Direttiva 2003/87/CE – Sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra – Domanda di annullamento – Mancanza di incidenza diretta ed individuale – Domanda di risarcimento – Ricevibilità – Violazione sufficientemente qualificata di una norma di diritto conferente diritti ai singoli – Diritto di proprietà – Libertà di esercitare un’attività professionale – Proporzionalità – Parità di trattamento – Libertà di stabilimento – Certezza del diritto»
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Dottrina: Rifiuti. Gestione rifiuti urbani
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AFFIDAMENTO DI SERVIZI PUBBLICI LOCALI – TAR VENETO SENTENZA N. 336/2010 – L’ART.23 BIS DEL D. L. 12/2008 PREVALE SUGLI ORDINAMENTI DI SETTORE CON ESSO INCOMPATIBILI, COMPRESO IL D.LGS. N.152/06. SERVIZIO PUBBLICO DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI
di Carlo RAPICAVOLI
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| Martedì, 02 marzo | | · | Rifiuti. Gestione rifiuti urbani |
| · | Beni culturali. Vincolo indiretto |
| Lunedì, 01 marzo | | · | Rifiuti. Abbandono |
| · | Rifiuti. Regione Veneto |
| · | Beni ambientali. Compatibilità paesaggistica ed esecuzione della sentenza |
| Domenica, 28 febbraio | | · | Sviluppo sostenibile. Risorse geotermiche |
| · | Rifiuti. Sistri (nuovo decreto) |
| Sabato, 27 febbraio | | · | Rifiuti. Veicoli fuori uso |
| · | Rifiuti. Incenerimento dei rifiuti |
| · | Caccia e animali. Conservazione degli uccelli selvatici |
| Venerdì, 26 febbraio | | · | Urbanistica. Inizio lavori. Vincolo archeologico |
| · | Caccia e animali.Avvelenamento animali |
| · | Beni Culturali. Prelazione artistica |
| Giovedì, 25 febbraio | | · | Rifiuti. Sistri (parte seconda) |
| · | Acque. Limiti tabellari |
| Mercoledì, 24 febbraio | | · | Nucleare. Nucleare incivile |
| · | Beni ambientali. Sanabilità dell’illecito ambientale |
| Martedì, 23 febbraio | | · | Urbanistica. Falso per induzione |
| · | Rifiuti. Bonifiche (amianto) |
| Lunedì, 22 febbraio | | · | Danno ambientale. Relazione Procuratore Corte dei Conti 2010 |
| · | Rifiuti. Calcolo volumetrico rifiuti solidi |
| · | Ambiente in genere. Inquinamento ed interesse ad agire |
| Venerdì, 19 febbraio | | · | Sviluppo sostenibile. Competenze |
| Giovedì, 18 febbraio | | · | Caccia e animali. Prelievi in deroga |
| · | Ambiente in genere. Accesso a un tribunale da parte di un’associazione ambientalista |
| Mercoledì, 17 febbraio | | · | Ambiente in genere. Accesso alle informazioni ambientali |
| · | Sviluppo sostenibile. Impianti di produzione energia da fonti rinnovabili |
| Martedì, 16 febbraio | | · | Rifiuti. SISTRI |
| · | Ambiente in genere. Diritto di accesso alle informazioni |
| · | Urbanistica. Obbligo del permesso di costruire |
| · | Urbanistica. Muro di cinta e di contenimento |
| · | Ambiente in genere. Individuazione delle zone da inserire nell’elenco europeo dei siti di interesse |
| Lunedì, 15 febbraio | | · | Urbanistica. Attività di cava |
| · | Urbanistica. Sequestro e potere di sgombero del PM |
| · | Beni Ambientali. Autorizzazione paesaggistica e motivazione |
| Venerdì, 12 febbraio | | · | Sviluppo sostenibile. Energie rinnovabili (impianti) |
| · | Sviluppo sostenibile. Impianti alimnetati da fonti rinnovabili, autorizzazione e dissenso P.A. |
| Giovedì, 11 febbraio | | · | Urbanistica. Interventi edilizi su manufatti abusivi |
| · | Sostanze pericolose. Diossina |
| Mercoledì, 10 febbraio | | · | Nucleare. Parere Cons. Stato su schema di decreto legislativo |
| · | Ambiente in genere. V.i.a. (integrazione documentale e termini) |
| · | Beni ambientali. Vincolo paesaggistico |
| Martedì, 09 febbraio | | · | Rifiuti. Attività di cava e riempimento |
| · | Rifiuti. Localizzazione impianti di smaltimento |
| Lunedì, 08 febbraio | | · | Beni Ambientali. Autorizzazioni |
| · | Rifiuti. Raccolta differenziata |
| · | Elettrosmog. Immissioni elettromagnetiche |
| · | Rifiuti. Ordinanza di rimozione (illegittimità) |
| · | Rifiuti. Bonifiche (sistema della barriera fisica) |
| Venerdì, 05 febbraio | | · | Urbanistica. Lottizzazione abusiva e buona fede dell’acquirente |
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La IOWA University (USA) a Roma
e Tivoli vedi
Keisuke Tsurumi Giappone
(Università
di Tokio) vedi
Prof. Hector Jorge Bibiloni (Univ.
Buenos Aires) vedi
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