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Urbanistica - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 50624 del 3 dicembre 2014 (Ud 17 set 2014)
Pres. Mannino Est. Di Nicola Ric. PM in proc. Baldolini
Urbanistica.Violazione normativa antisismica

Le prescrizioni per le costruzioni in zona sismica si applicano a qualsiasi manufatto indipendentemente dai materiali impiegati e dalle relative strutture in quanto nelle zone dichiarate sismiche ricorre l'esigenza di maggiore rigore e proprio l'eventuale impiego di materiali strutturali meno solidi rende ancor più necessari i controlli e le cautele prescritte, sicché ricorre il reato antisismico nel caso di opere realizzate nelle zone sismiche senza adempimento dell'obbligo di denuncia e di presentazione dei progetti allo sportello unico (art. 94 T.U.E.) e senza la preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della regione (art. 94 T.U.E.), a nulla rilevando la natura dei materiali impiegati e delle relative strutture

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Rifiuti - Giurisprudenza Comunitaria

Corte di Giustizia (Sesta Sezione) 18 dicembre 2014

«Rinvio pregiudiziale – Direttiva 2008/98/CE – Articolo 15 – Gestione dei rifiuti – Possibilità per il produttore di rifiuti di provvedere personalmente al loro trattamento – Legge nazionale di trasposizione adottata, ma non ancora entrata in vigore – Scadenza del termine di trasposizione – Effetto diretto»

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Beni Ambientali - Corte dei Conti

Corte dei Conti Sez. II giuridizionale d'appello sent.684 del 27 novembre 2014
Beni Ambientali.Trasformazione di terreni comunali e danno erariale

Vicenda riguardante la trasformazione di terreni comunali, dati in concessione per l’apertura di una cava. Trasformazione assentita su autorizzazione del competente Ufficio regionale, nonostante il Coordinamento del Corpo Forestale avesse più volte evidenziato che su quei terreni – già fatti oggetto di consistenti opere di rimboschimento – gravava il diritto di uso civico

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Elettrosmog - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. III, n. 5455, del 5 novembre 2014
Elettrosmog.Installazione SRB preavviso di rigetto e silenzio assenso

L’applicazione dell’art. 10-bis della l. 241/1990 al procedimento in questione costituisce un’ulteriore e importante forma di garanzia procedimentale per l’operatore, non incompatibile con la speciale disciplina del d. lgs. 259/2003, ma comporta per il Comune l’obbligo, laddove esso si determini a comunicare il preavviso di rigetto e si autovincoli all’osservanza dell’art. 10-bis della l. 241/1990, al rispetto anche della previsione del comma 2, secondo cui il preavviso interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di dieci giorni inutilmente decorso per presentarle. Il termine, stante la specifica previsione dell’art. 87, comma 9, del d.lgs. 259/2003, non può che essere quello di novanta giorni per la formazione del silenzio-assenso, poiché diversamente il preavviso di diniego, lungi dal configurarsi quale ulteriore garanzia per il privato, si risolverebbe in uno strumento per procrastinare sine die la conclusione del procedimento, anche quando invece, come nel caso di specie, è espressa volontà del legislatore che esso si concluda, anche per silentium, in un termine assai breve per l’evidente favor che assiste il sollecito rilascio delle autorizzazioni relative alle infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. V, n. 5469, del 5 novembre 2014
Urbanistica.Legittimità ordinanza demolizione opere edili e rimozione n. 63 roulotte da fondo agricolo

Il fatto che le 63 roulotte poste in un uliveto di una cooperativa agricola risultino incorporate al suolo è dimostrato dagli accertamenti compiuti a distanza di più di 6 mesi l’uno d’altro. Emerge inequivocabilmente che l’area era stata occupata stabilmente da numerosissime roulottes e autocaravans, inoltre, è evidente che la realizzazione di opere funzionali alla trasformazione urbanistica, come la costruzione di quattro servizi igienici abbondantemente sovradimensionati rispetto alle esigenze degli addetti alla coltivazione dell’olivo, costituiscono circostanze che ulteriormente confermano la natura stabile delle strutture di cui si è ingiunta la rimozione. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Rifiuti - Dottrina

Ci risiamo: per la Cassazione anche un trasporto occasionale di rifiuti è punibile penalmente.

di Vincenzo PAONE

 

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Aria - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Lombardia (BS), Sez. I, n. 997, del 29 settembre 2014
Aria.Legittimità modifica regolamento locale d’igiene per distanza minima tra allevamenti e nuove costruzioni

La modifica del regolamento locale d’igiene disposta dal Comune appare fondata su presupposti adeguati, infatti, le concentrazioni odorigene variano sul territorio in relazione alle attività insediate, e dunque non sarebbe ragionevole applicare alle espansioni residenziali verso zone agricole i medesimi livelli di immissione delle aree meno esposte. Chi costruisce o acquista un appartamento a contatto con aziende agricole deve accettare come normale anche un grado di disturbo olfattivo più elevato, sia pure entro limiti tollerabili. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Lombardia (BS), n. 1057, del 15 ottobre 2014
Urbanistica.Concorso tra funzioni di vigilanza edilizia e di protezione del vincolo paesistico

Nel caso di concorso tra le funzioni di vigilanza edilizia ex art. 31 del DPR 380/2001, di cui è titolare il Comune, e quelle di protezione del vincolo paesistico ex art. 167 del Dlgs. 42/2004, attribuite all’ente gestore del Parco, ciascuno dei due enti è quindi legittimato ad adottare le misure repressive nei confronti degli abusi edilizi, compresa l’ingiunzione di rimessione in pristino. Le valutazioni che i due enti svolgono nell’esercizio delle funzioni repressive non sono sovrapponibili. Il Comune deve certamente tenere conto dei limiti e dei divieti di natura urbanistico-edilizia posti dal piano territoriale di coordinamento del Parco, ma nella qualificazione dell’abuso e nell’accertamento di conformità ex art. 36 del DPR 380/2001 applica definizioni e categorie esclusivamente edilizie. Il Parco, in quanto autorità preposta al rilascio dell’autorizzazione paesistica, esercita un potere differente, perché decide sulla compatibilità paesistica ai fini della sanatoria adattando le definizioni e le categorie edilizie al proprio peculiare punto di osservazione. Di conseguenza, il Comune si concentra sul contenuto della singola opera abusiva, per stabilire se la stessa ricada in una delle facoltà edificatorie previste dalla disciplina urbanistica comunale o sovraordinata. Il Parco valuta invece la percepibilità dell’opera quale parte di un insieme, come evidenziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Un nuovo volume potrebbe quindi essere sanabile nella valutazione del Comune ma non nella valutazione paesistica del Parco. Cambiando le circostanze di fatto, potrebbe verificarsi il caso opposto. A maggior ragione le conclusioni possono divergere per gli interventi edilizi minori e accessori. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Rifiuti - Dottrina

La cessazione del rifiuto (eow) e le autorizzazioni ordinarie e semplificate. Ultime novita’ e orientamenti.

di Alberto PIEROBON

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Rifiuti - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 50309 del 2 dicembre 2014 (Ud 15 ott 2014)
Pres. Squassoni Est. Aceto Ric. Rizzi
Rifiuti. Nozione di rifiuto

Deve intendersi per rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il produttore o il detentore si disfi, o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi, senza che assuma rilievo la circostanza che ciò avvenga attraverso lo smaltimento del prodotto o tramite il suo recupero. E ciò sia in base all'interpretazione della definizione di rifiuto data dal legislatore nazionale, sia per giurisprudenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea, le cui decisioni sono immediatamente e direttamente applicabili in ambito nazionale, secondo la quale la nozione di rifiuto non deve essere intesa nel senso di escludere le sostanze e gli oggetti suscettibili di riutilizzazione economica, atteso che la protezione della salute umana e dell'ambiente verrebbe ad essere compromessa qualora l'applicazione delle direttive comunitarie in materia fosse fatta dipendere dall'intenzione del detentore di escludere o meno una riutilizzazione economica da parte di altri delle sostanza o degli oggetti di cui ci si disfa (o si sia deciso o si abbia l'obbligo di disfarsi)

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Caccia e Animali - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Lombardia (BS), Sez. II, n. 1079, del 17 ottobre 2014
Caccia e animali.Legittimità diniego rinnovo della licenza di porto d'armi per uso caccia per sei anni per omicidio colposo a seguito di sinistro stradale

E’ legittimo il diniego al rinnovo della licenza di porto d'armi per uso caccia per sei anni avvisando in capo al medesimo l’assenza dei requisiti di affidabilità e buona condotta, stante la sentenza dallo stesso patteggiata di anni uno di reclusione per omicidio colposo a seguito di sinistro stradale. La licenza di porto d'armi può essere negata anche in assenza di sentenza di condanna per specifici reati connessi proprio al corretto uso delle armi, potendo l'Autorità amministrativa valorizzare nella loro oggettività sia fatti di reato diversi, sia vicende e situazioni personali del soggetto che non assumano rilevanza penale, concretamente avvenuti, anche non attinenti alla materia delle armi, da cui si possa desumere la non completa "affidabilità" all'uso delle stesse. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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