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Ambiente in genere - Giurisprudenza Penale Merito

G.I.P. Tribunale Milano 28 ottobre 2014
Est. D'Arcangelo
Ambiente in Genere. Caso Ilva: trasferimento dei beni in sequestro

Decreto emesso ai sensi dell'art.1, comma 11-quinquies dl 61\2013 con il quale i beni sottoposti a sequestro nell'ambito del procedimento penale vengono trasferiti, in conto futuro aumento di capitale, alla Ilva s.p.a.

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Rifiuti - Dottrina

Successione fra società obbligate, gestione delle acque di falda emunte, destinazione d’uso
(nota a TAR Veneto n. 255/2014)

di Maria Cristina BREIDA

 

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Rifiuti - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 40811 del 2 ottobre 2014 (Ud 9 lug 2014)
Pres. Fiale Est. Marini Ric. Gosetti
Rifiuti.Discarica ed operazioni di campionamento e analisi

In presenza di una discarica che si assume gestita irregolarmente e che abbia raccolto e miscelato rifiuti diversi, gli organi di accertamento si trovano a operare non in costanza di movimentazione dei singoli rifiuti ma dopo che le condotte si sono perfezionate e i prodotti trasportati e depositati hanno perso la propria individualità. Le metodologie di campionamento e di analisi non possono essere le medesime di quelle che concernono la singola partita. Questo impone agli organi di accertamento di procedere secondo le migliori tecniche disponibili e con le cautele necessarie ad evitare conclusioni non solide sotto il profilo tecnico e quello scientifico, assicurando alla parte privata la possibilità di un effettivo contraddittorio a supporto della correttezza della metodologia seguita.

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Rifiuti - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Puglia (BA), Sez. I, n. 1016, del 6 agosto 2014
Rifiuti.Legittimità prescrizioni di un limite giornaliero massimo di 178 tonnellate/giorno, e del divieto di recupero di C.D.R. aventi codice diverso da C.E.R. 19.12.10

Le limitazioni giornaliere sono state poste dalla Provincia con il parere di compatibilità ambientale al fine di delimitare l’ampiezza delle modifiche del ciclo produttivo compatibili con l’ambiente circostante, in relazione a tutte le ripercussioni dirette ed indirette sui vari fattori coinvolti. Le precisate prescrizioni giornaliere, nella misura in cui sono stabilite quale variabile indipendente da cui si calcolano le ulteriori limitazioni annue, risultano conformi alle finalità di tutela ambientale avute di mira dal provvedimento in questione, in quanto conformi al principio di precauzione e prevenzione, in un contesto caratterizzato da particolare sensibilità a causa della collocazione del cementificio a ridosso di un centro abitato, risultando, pertanto, immune dalle censure lamentate. La decisione di ritenere necessaria una nuova istruttoria tecnica in sede di V.I.A. al fine dell’esame della richiesta di ampliamento delle tipologie di rifiuti utilizzabili come combustibili dalla ricorrente, risulta non irragionevole e conforme ai principi di precauzione e prevenzione. Va comunque ulteriormente rilevato, da un lato, che le prescrizioni imposte dalla Valutazione ambientale risultano conformi alla normativa tecnica all’epoca vigente (le Norme UNI CEN/TS 15339/2011 sono in vigore dal 13/12/2011, successivamente all'adozione del provvedimento impugnato); dall’altro, che la diversità dei rifiuti contraddistinti con i codici 19.12.10 e 19.12.12 emerge anche dalla loro definizione contenuta nell’allegato D alla Parte IV (Elenco dei rifiuti istituito dalla Decisione della Commissione 2000/532/CE del 3 maggio 2000). (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Rifiuti - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Liguria, Sez. I, n. 1346, del 5 settembre 2014
Rifiuti.Legittimità intimazioni a provvedere per gli interventi necessari per la messa in sicurezza delle aree come prescritti dall’ARPA

La messa in sicurezza del sito è misura di correzione di (diffusione o propagazione dei) danni. Rientra quindi, nel genus delle precauzioni, insieme al principio di precauzione vero e proprio e al principio dell’azione preventiva. Grava sul proprietario o detentore del sito da cui possano scaturire i danni all’ambiente, e, non avendo finalità sanzionatoria e/o risarcitoria, non presuppone affatto l’individuazione dell’eventuale responsabile. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Rifiuti - Dottrina

La determinazione delle CSC nella bonifica dei siti produttivi

di Matteo BENOZZO

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Rifiuti - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 40789 del 2 ottobre 2014 (Ud 12 giu 2014)
Pres. Squassoni Est. Aceto Ric. Arnaldi
Rifiuti.Operazioni di recupero

E' vero che l'art. 184-ter, comma 2, d.lgs. 152/2006, estende l'operazione di recupero dei rifiuti anche al solo controllo per verificare se soddisfano i criteri elaborati conformemente alle condizioni indicare nel comma 1, tuttavia, a prescindere dalla immediata precettività o meno di tale indicazione, si tratta pur sempre di operazione di «recupero>> che, in quanto tale, è comunque necessario che venga effettuata da soggetto autorizzato.

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Beni Ambientali - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Puglia (LE), Sez. III, n. 2207, del 27 agosto 2014
Beni Ambientali.L’annullamento ministeriale del nulla-osta paesistico non richiede motivazione approfondita

Del tutto irrilevante la circostanza secondo cui l’immobile si troverebbe in un’area già fortemente urbanizzata, in quanto la preesistente compromissione delle bellezze naturali, oltre a non giustificare la sanatoria dell’abuso, maggiormente avrebbe richiesto, da parte del Comune, una più approfondita disamina degli interessi coinvolti, al fine di evitare che le nuove costruzioni deturpassero l’ambito territoriale protetto.  Il parere negativo al superamento del divieto legale non richiede una motivazione particolarmente approfondita, essendo invece sufficiente anche una motivazione succinta, in quanto si pone in posizione di preminenza il vincolo di inedificabilità a tutela del paesaggio, avente un diretto ascendente costituzionale nell’art. 9, comma 2, della Costituzione. Viceversa, il parere positivo che supera il vincolo d’inedificabilità ha bisogno di motivazione più articolata, dovendo dar conto della mancanza di lesione all’interesse pubblico primario, nonostante l’assentimento all’edificazione in zona paesaggisticamente tutelata. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese).

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Urbanistica - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Puglia (LE), Sez. III, n. 2128, del 5 agosto 2014
Urbanistica.Il piazzale non è pertinenza

La giurisprudenza ha chiarito che la realizzazione di un piazzale attraverso lo spianamento e la deruralizzazione di un’area agricola, pur senza l’esecuzione di opere in muratura (e, quindi, senza incremento di volumi utili), non può essere considerato opera meramente pertinenziale (ai fini urbanistici ed edilizi) e determina comunque una alterazione significativa dell’assetto del territorio rilevante sotto il profilo edilizio e urbanistico. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese).

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Beni Ambientali - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 40550 del 1 ottobre 2014 (Ud 24 giu 2014)
Pres. Fiale Est. Andronio Ric. Molinaro
Beni Ambientali. Allevamentio ittici ed attività agrosilvopastorale

Gli allevamenti ittici non possono essere ricompresi tra gli interventi inerenti l'esercizio dell'attività agrosilvopastorale, trattandosi di allevamenti che si svolgono in ambienti acquatici e che nulla hanno a che vedere con l'agricoltura e la pastorizia . Anche a prescindere da tale assorbente rilievo, detti interventi non rientrano comunque nell'ambito di applicazione della lettera b) dell'art. 149 del d.lgs. n. 42 del 2004, perché tale disposizione trova applicazione solo per quegli interventi che non comportino l'alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie e altre opere civili, cosa invece avvenuta nel caso di specie, attraverso la realizzazione di un vero e proprio edificio prefabbricato

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Ambiente in genere - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Puglia, (LE), Sez. I, n. 2313, del 5 settembre 2014
Ambiente in genere.Legittimità provvedimento preventivo volto a prevenire la diffusione dell’inquinamento

Il provvedimento impone alla società non già un obbligo di bonifica della falda, obbligo che per il principo <Chi inquina paga>, può essere legittimamente posto soltanto a carico del soggetto inquinatore, e non anche al proprietario incolpevole, ma un intervento di carattere preventivo, volto a prevenire la diffusione dell’inquinamento, basato per l’appunto su un sistema di confinamento fisico che garantisca la completa intercettazione dell’acqua di falda contaminata e impedisca la sua diffusione all’esterno dell’area dello stabilimento. E’ evidente che un ordine siffatto, mira unicamente ad impedire nell’immediato la propagazione dell’inquinamento, può legittimamente essere imposto al proprietario/gestore dell’area inquinata, sebbene si tratti di soggetto diverso dall’autore dell’accertato inquinamento iniziale. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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