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Caccia e Animali - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Abruzzo, Sez. I, n. 554, del 14 giugno 2014
Caccia e animali.Illegittimità Ordinanza di divieto di pascolo e sosta di greggi sul territorio comunale

Il potere di ordinanza del Sindaco è fondato sul disposto dell’art. 54, 2° comma, D.Lgs. n.267/2000, potere extra ordinem giustificato solo per affrontare situazioni di carattere eccezionale, costituenti concreta minaccia per la pubblica incolumità, per le quali sia impossibile utilizzare i normali mezzi apprestati dall’ordinamento giuridico che dette situazioni, per definizione “imprevedibili”, non hanno previsto. Il caso di specie configura, al contrario, una situazione non affatto imprevedibile ed anzi sostanzialmente ricorrente (precisamente con cadenza annuale, coincidente con i periodici ritmi secolari della “transumanza”), che, per quanto sopra detto, non può essere regolata con lo strumento “extra ordinem” e atipico utilizzato. Peraltro, l’evidenziata periodicità dell’evento osta, ontologicamente, ad una regolazione “contingibile”, ossia meramente temporanea, ed invero l’ordinanza impugnata, che dispone il “divieto di pascolo e la sosta di greggi”, senza neppure stabilire un limite di durata, si pone come disciplina duratura e persistente, evidentemente non contingibile, e come tale non sussumibile nella normativa considerata. Neppure risulta evidenziato il preteso pericolo per la salute pubblica, peraltro confutato dalla documentazione sanitaria prodotta da parte ricorrente, ovvero per la circolazione stradale, atteso che “il gregge pascola su terreni e non sulle strade”. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Lombardia (BS), Sez. I, n. 600, del 4 giugno 2014
Urbanistica.Tensostruttura costituita da montanti in acciaio zincato con copertura e chiusura dei quattro lati mediante materiale plastico. Possibilità di classificazione come pertinenza minore

Questione del funzionamento retrattile. Quando la tensostruttura è chiusa il volume è reale, quando è aperta il volume è solo virtuale. Per una parte del tempo, quindi, il manufatto non comporta alcuna particolare alterazione del contesto. Tale circostanza può assumere rilievo ai fini della qualificazione come pertinenza minore, qualora sia stabilito, tramite un accordo tra la proprietà e il Comune, che la chiusura della tensostruttura sarà limitata a periodi e orari ben definiti. Può essere preso come riferimento (necessariamente approssimativo) il rapporto di 90 giorni su base annua utilizzato dall’art. 6 comma 2-b del DPR 380/2001 per definire le opere collegate a necessità temporanee. La possibilità di individuare nel manufatto una pertinenza minore è subordinata alla soluzione dei problemi del volume e della distanza dalle pareti finestrate. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Ambiente in genere - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 3044, del 17 giugno 2014
Ambiente in genere.Decadenza della concessione demaniale marittima

Al ricorrere delle ipotesi decadenziali disciplinate dall'art. 47 del codice della navigazione l'Amministrazione concedente esercita una discrezionalità di tipo tecnico, dovendosi essa cioè limitare al riscontro dei relativi presupposti fattuali. Ciò comporta sul piano sostanziale che, una volta appunto accertata la sussistenza di detti presupposti, il provvedimento di decadenza ha natura sostanzialmente vincolata, con conseguente esclusione di ogni possibile bilanciamento tra l'interesse pubblico e le esigenze del privato concessionario. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. V, n. 3094, del 17 giugno 2014
Urbanistica.Potenzialità edificatorie dell'area asservita

Nel caso di realizzazione di un manufatto edilizio la cui volumetria va calcolata sulla base anche di un'area ‘asservita’, ai fini edificatori deve essere considerata l'intera estensione interessata (nella specie il comparto edificatorio unitariamente considerato), con l'effetto che l'area asservita non è più edificabile anche se è stata oggetto di frazionamento o di alienazione separata dalle aree su cui insistono i manufatti. Gli effetti derivanti dalla conformazione urbanistica (poiché i criteri legali di computo della volumetria, integrano una qualità oggettiva del terreno) hanno carattere definitivo ed irrevocabile ed evidenziano la già avvenuta utilizzazione delle potenzialità edificatorie dell'area asservita, con permanente dovere di tener conto di tale computo da parte di chiunque ne sia il proprietario. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Aria - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. V, n. 3081, del 17 giugno 2014
Aria.Legittimità ordinanza del Sindaco a sospendere l’utilizzo del forno a legna

L’imposizione delle misure di un’accurata pulizia della canna fumaria e di una periodica manutenzione della stessa, risulta intrinsecamente ragionevole, perché scaturisce prima dal buon senso, nonché dalla più elementare esigenza del rispetto non solo degli abitanti dell’area circostante ma della stessa clientela del pubblico esercizio; senza sottacere, poi, che la mancata pulizia periodica delle canne fumarie è sovente causa di incendi, posto che le incrostazioni di fuliggine, a prescindere dal materiale con il quale le canne medesime sono realizzate, possono determinare ostruzioni con conseguenti ritorni di fiamma. Va anche rimarcato che le misure imposte dall’ordinanza sostanziano meri adempimenti materiali, di scarso impatto organizzativo ed economico, e non già la realizzazione di opere tali da comportare interventi definitivi. In tale contesto, il provvedimento non fuoriesce dal perimetro del contenuto necessitato delle ordinanze contingibili e urgenti proprio in quanto, di per sé, non dispone l’intervento definitivo, ma si limita ad ipotizzarne l’imposizione, lasciando alle autorità verificatrici (Azienda sanitaria, Vigili del fuoco) il compito di accertarne la necessità nelle vie ordinarie e di prescriverlo nelle forme parimenti ordinarie. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Ambiente in genere - Dottrina

Appunti sul concetto di vicinalità delle strade.

di Cristiano MANNI

 

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 3009, del 12 giugno 2014
Urbanistica.Aggiornamento del contributo di costruzione, illegittimità richiesta in epoca successiva

Ai sensi dell'art. 16 del d.P.R. 380/2001, il contributo afferente al permesso di costruire, commisurato all'incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione, è determinato e liquidato all'atto del rilascio del titolo edilizio, onde non può ammettersi, peraltro in mancanza dell'inserimento nel permesso di costruite di una clausola che ne riservi la rideterminazione, che l'Amministrazione comunale possa, in epoca successiva, e a distanza di alcuni anni, in relazione all'aggiornamento delle due componenti, provvedere ad una nuova liquidazione, richiedendo somme a conguaglio. La riliquidazione può essere consentita solo quando vi sia rilascio di nuovo titolo edilizio in relazione alla scadenza dell'efficacia temporale del precedente e per il completamento con mutamento di destinazione d'uso delle opere assentite in origine. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 2985, del 12 giugno 2014
Urbanistica.Opera abusiva e unitarietà dell'immobile

Costituisce principio consolidato quello per cui l'opera abusiva va identificata con riferimento alla unitarietà dell'immobile o del complesso immobiliare, ove sia stato realizzato in esecuzione di un disegno unitario, essendo irrilevante la suddivisione in più unità abitative, e non essendo consentita la presentazione di distinte domande per aggirare il limite di volumetria normativamente previsto. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Caccia e Animali - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. III, n. 2987, del 12 giugno 2014
Caccia e animali.Legittimità diniego rilascio porto di fucile ad uso caccia per congedo dal servizio militare di leva per patologie

L’accertamento da parte di una struttura militare di disturbi di natura -xxxx- ha indotto la Questura a non concedere il rilascio del porto di fucile ad uso caccia, facendo prevalere l’interesse alla pubblica sicurezza rispetto a quello del singolo al rilascio del porto d’armi. In presenza di un dubbio sulla sufficienza di garanzie circa un uso lecito delle armi la Questura ha deciso di negare l’autorizzazione al porto d’armi, né avrebbe potuto ignorare il contenuto del referto medico dell’ospedale militare. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Sviluppo sostenibile - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 2997, del 12 giugno 2014
Sviluppo sostenibile.Illegittimità diniego proroga permesso di costruire impianto di cogenerazione alimentato a biomasse

Qualora la normativa urbanistica non sia mutata rispetto al momento del rilascio del titolo, non v’è dubbio che il medesimo progetto, se ripresentato, verrebbe nuovamente assentito: di conseguenza, negare la proroga di un progetto che rimane urbanisticamente valido equivale a costringere il proprietario del suolo ad una nuova richiesta di permesso a costruire, che si risolverebbe in una inutile formalità ed un corrispondente aggravamento del procedimento, non avendo infatti iniziato i lavori rispetto al precedente permesso a costruire, i relativi oneri di urbanizzazione sarebbero ripetibili, per cui neppure sul piano finanziario conseguirebbero vantaggi di alcun genere per l’Ente. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 2998, del 12 giugno 2014
Urbanistica.Illegittimità divieto di prosecuzione attività di allevamento avicolo in fabbricato in zona agricola comunicata con SCIA

Nella specie, sussiste un’evidente differenza nella tipologia di procedimento promossa, una tesa ad ottenere l’abilitazione ad eseguire opere edilizie propedeutiche alla riattivazione dell’allevamento, e l’altra caratterizzata dalla segnalazione della riattivazione dell’attività di allevamento medesima, procedimenti differenti negli scopi e nel tipo di istruttoria espletata. Ne consegue che nel provvedimento inibitorio dell’esercizio dell’attività di allevamento di cui alla S.C.I.A. potrebbe scorgersi semmai un atto confermativo, autonomamente lesivo ed impugnabile, ma non un provvedimento meramente confermativo. Si rileva l’assoluta irrazionalità ed illogicità della normativa di piano, la quale, da un lato vieta la riattivazione o la prosecuzione dell’attività di allevamento nel compendio immobiliare degli appellanti, insistente in zona agricola, per natura deputata ad ospitare tali tipologie di attività e, dall’altro, invece, ne consente l’attivazione ex novo in aree, sempre a vocazione agricola, non lontane. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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