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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Urbanistica. Natura e proporzionalità dell'ordine di demolizione e obblighi dell'acquirente

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 13 Mag 2026
Visite: 387

Cass. Sez. III n. 15697 del 30 aprile 2026 (CC 12 febbraio 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Andronio Ric. Donataccio Michele e altra.
Urbanistica. Natura e proporzionalità dell'ordine di demolizione e obblighi dell'acquirente

In tema di reati edilizi, l’ordine di demolizione del manufatto abusivo ha natura di sanzione amministrativa a carattere ripristinatorio e reale, non di "pena" in senso convenzionale (ex art. 7 CEDU). Ne consegue che tale misura non è soggetta alla prescrizione prevista dall'art. 173 cod. pen. ed è destinata ad operare nei confronti di chiunque sia in rapporto con il bene, compreso l'avente causa del condannato estraneo all'illecito. Nel bilanciamento tra l'interesse al ripristino della legalità e il diritto al domicilio (art. 8 CEDU), il giudice deve valutare la proporzionalità della demolizione considerando il tempo trascorso, la consapevolezza dell'abusività e l'effettiva disponibilità di alloggi alternativi. L'acquirente di un immobile ha l'onere di informarsi diligentemente sulla liceità urbanistica del bene al momento dell'acquisto e non può invocare la propria colpevole ignoranza o la mancata tempestiva conoscenza dell'ordine di demolizione per paralizzare l'esecuzione della misura ripristinatoria, le cui garanzie procedurali non si estendono automaticamente al terzo estraneo al processo penale.

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Rifiuti. VAS, VIA e varianti automatiche negli impianti di smaltimento rifiuti: il nodo irrisolto tra localizzazione e ampliamento

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 13 Mag 2026
Visite: 841

VAS, VIA e varianti automatiche negli impianti di smaltimento rifiuti: il nodo irrisolto tra localizzazione e ampliamento

di Oreste PATRONE

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Ambiente in genere. Rinnovo dell'attività estrattiva e necessità di autorizzazione paesaggistica per il recupero ambientale

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 13 Mag 2026
Visite: 440

Consiglio di Stato Sez. V n. 3161 del 23 aprile 2026
Ambiente in genere. Rinnovo dell'attività estrattiva e necessità di autorizzazione paesaggistica per il recupero ambientale

Il rinnovo dell’autorizzazione estrattiva, anche se richiesto al solo fine di completare il recupero ambientale di un’area già scavata, richiede obbligatoriamente l'acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica qualora l'area sia interessata da un vincolo sopravvenuto. Tale titolo, che nella Regione Lazio è di competenza della Giunta regionale, si rende necessario poiché le operazioni di ripristino morfologico, comportando movimentazione di terre e modifiche degli assetti territoriali, possono incidere sui valori tutelati dal vincolo. Tuttavia, l’amministrazione procedente non può concludere negativamente la conferenza di servizi lamentando la sola carenza del titolo paesaggistico senza aver garantito all'interessato il contraddittorio procedimentale o la possibilità di acquisire tale atto nel corso dell'istruttoria. In ossequio ai principi di economicità ed efficacia, il procedimento deve essere sospeso per consentire l'attivazione della procedura paesaggistica ordinaria, evitando che la chiusura improvvisa del modulo procedimentale leda il legittimo affidamento del privato.

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Rifiuti. Natura permanente del deposito incontrollato di rifiuti e regime della prescrizione

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Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 12 Mag 2026
Visite: 480

Cass. Sez. III n. 15002 del 27 aprile 2026 (UP 26 marzo 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Calabretta Ric. Farinosi
Rifiuti. Natura permanente del deposito incontrollato di rifiuti e regime della prescrizione

In tema di gestione dei rifiuti, la contravvenzione di abbandono (art. 256, d.lgs. n. 152 del 2006) ha natura di reato istantaneo con effetti eventualmente permanenti, mentre il deposito incontrollato integra un reato permanente. Tale condotta, configurandosi come deposito "controllabile" con persistente dominio sulle cose, perdura fino alla rimozione, allo smaltimento, al recupero, al sequestro o alla sentenza di primo grado. La data di consumazione, utile ai fini della prescrizione, coincide con l'effettivo smaltimento dei rifiuti.

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Urbanistica. SCIA, autotutela oltre i termini e falsa rappresentazione per omissione

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Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 12 Mag 2026
Visite: 483

Consiglio di Stato Sez. IV n. 2973 del 14 aprile 2026
Urbanistica. SCIA, autotutela oltre i termini e falsa rappresentazione per omissione

Ai sensi dell'art. 21-nonies, comma 2-bis, l. n. 241/1990, il superamento del termine di dodici mesi per l'esercizio del potere di autotutela (o l'inibitoria postuma su S.C.I.A.) è legittimo qualora il privato abbia fornito una falsa rappresentazione della realtà, configurabile non solo con dichiarazioni mendaci, ma anche mediante l'omessa indicazione di elementi essenziali per l'istruttoria. Tale condotta omissiva, laddove riguardi circostanze decisive per la sicurezza e l’incolumità pubblica — come la presenza di impianti a rischio di incidente rilevante entro il raggio di protezione — assume efficacia causale nell'indurre in errore l'Amministrazione, impedendo il rilievo immediato del vizio. In queste ipotesi, il privato non può invocare il legittimo affidamento, poiché la propria condotta fuorviante e la mala fede oggettiva precludono la tutela della buona fede, rendendo prevalente l'interesse pubblico alla prevenzione dei rischi per la popolazione.

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Rifiuti. Pianificazione regionale dei rifiuti, fabbisogno impiantistico e tutela della concorrenza

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 11 Mag 2026
Visite: 465

Consiglio di Stato Sez. IV n. 3657 del 11 maggio 2026
Rifiuti. Pianificazione regionale dei rifiuti, fabbisogno impiantistico e tutela della concorrenza

In materia di gestione dei rifiuti, le Regioni sono titolari di un ampio potere di pianificazione (ex artt. 196 e 199 d.lgs. n. 152/2006), che consente di orientare la localizzazione e quantificare il fabbisogno impiantistico regionale secondo i principi di autosufficienza e prossimità. Tale programmazione costituisce un limite vincolante per l'iniziativa economica privata (art. 41 Cost.), legittimando l’archiviazione di istanze autorizzatorie (PAUR) per impianti non coerenti con le necessità individuate dal Piano, purché frutto di discrezionalità tecnica non inficiata da manifesta illogicità. Tuttavia, mentre il servizio di raccolta può costituire oggetto di riserva monopolistica, il segmento a valle del trattamento e recupero energetico deve svolgersi in regime di libera concorrenza. È pertanto illegittima la clausola del Piano regionale che imponga una riserva di attività in favore del soggetto pubblico o l’esclusivo ricorso alla finanza di progetto per la realizzazione e gestione di detti impianti, configurando una "privativa" non prevista dalla legge e lesiva dei principi eurounitari di libertà di stabilimento e prestazione dei servizi.

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  • Urbanistica. Reati edilizi, doppia conformità e ampiezza dell'ordine di demolizione 
  • Elettrosmog. Condizioni dell'azione e prova del pregiudizio per impianti di telefonia mobile
  • Urbanistica. Potere di controllo del giudice dell'esecuzione e frazionamento artificioso delle istanze di condono edilizio
  • Rifiuti. Responsabilità del custode nella bonifica e irrilevanza dell'esondazione prevedibile
  • Rifiuti. Natura di rifiuto, regime dei sottoprodotti e particolare tenuità del fatto
  • Rifiuti. Legittimazione del proponente e discrezionalità nella localizzazione degli impianti di rifiuti
  • Rifiuti. Gestione illecita e distinzione tra "attività" e "occasionalità"
  • Rifiuti. Natura temporanea della variante ex art. 208 d.lgs. 152/2006 e poteri conformativi comunali.
  • Urbanistica. Consolidamento della S.C.I.A. edilizia e termini per la tutela del terzo
  • Ambiente in genere.Un recepimento monco e un passo indietro di vent’anni nell’azione giudiziaria di tutela penale dell’ambiente.

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