Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Cass. Sez. III n. 23744 del 26 giugno 2026 (CC 11 giugno 2026)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Carbone
Urbanistica. Inammissibilità della sanatoria per assenza di doppia conformità sismica
Il permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/01 è precluso qualora le opere siano state realizzate in violazione della disciplina antisismica senza la preventiva autorizzazione del Genio Civile. Il requisito della "doppia conformità" deve infatti riguardare non solo la disciplina urbanistica ma l'intera "disciplina edilizia", comprensiva delle norme tecniche e di sicurezza (artt. 64, 65, 94 d.P.R. 380/01). Poiché l'ordinamento non ammette una "sanatoria sismica" postuma, la mancanza dell'autorizzazione preventiva rende l'abuso insanabile, confermando la legittimità dell'ordine di demolizione. Inoltre, l'istanza ex art. 37 d.P.R. 380/01 (CILA/SCIA in sanatoria) non è equiparabile al permesso di costruire in sanatoria e non interrompe i termini per l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva al patrimonio comunale ex art. 31 d.P.R. 380/01. La disciplina speciale dell'art. 98 d.P.R. 380/01, che consente al giudice di impartire prescrizioni per la conformità sismica, ha carattere settoriale e non neutralizza l'obbligo di demolizione derivante dalla violazione delle norme urbanistico-edilizie generali.
Consiglio di Stato Sez. VII n. 4698 dell'11 giugno 2026
Urbanistica. Natura delle pertinenze edilizie e valutazione unitaria degli abusi
In materia edilizia, la qualifica di pertinenza è subordinata alla scarsa entità quantitativa del manufatto, tale da non alterare l'assetto del territorio, e all'esistenza di un collegamento funzionale oggettivo con l'opera principale, che ne escluda l'utilizzo autonomo. Interventi quali tettoie, container o fabbricati che, per dimensioni e caratteristiche costruttive, determinino nuovo volume e carico urbanistico, si configurano come "nuova costruzione" ex art. 3 D.P.R. 380/2001 e necessitano del previo rilascio del permesso di costruire. L'Amministrazione, nel sanzionare l'attività illecita, deve procedere a una valutazione unitaria e non atomistica delle opere realizzate, onde evitare che la frammentazione artificiosa degli interventi ne occulti il reale impatto edilizio complessivo
Il favor delle infrastrutture di comunicazione elettronica, la dequotazione della discrezionalità amministrativa e l’ingresso della IA
di Maurizio Maria LUCCA
Pubblicazione dell'Ufficio Studi della Giustizia amministrativa
Cass. Sez. III n. 23007 del 22 giugno 2026 (CC 11 giugno 2026)
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Lombardi e altro
Urbanistica. Abuso edilizio e interruzione della prescrizione
In tema di reati edilizi e paesaggistici, il principio di "immanenza" dell'abuso comporta che l'illiceità di un'opera permanga sulla struttura in modo persistente e ininterrotto, anche dopo la cessazione della consumazione del reato originario. Di conseguenza, qualsiasi attività edilizia sopravvenuta su un manufatto abusivo non sanato — ancorché materialmente "lieve" o qualificabile come mera "manutenzione" — costituisce prosecuzione dell'opera illecita e integra un'autonoma condotta abusiva. Tale intervento dà inizio a un nuovo corso della prescrizione, rendendo ininfluente l'eventuale maturazione del termine prescrizionale riguardante l'attività edificatoria iniziale
A proposito della riforma in itinere in materia di caccia
Massimo SICLARI
Consiglio di Stato Sez. IV n. 4610 del 8 giugno 2026
Urbanistica. Legittimità della variazione urbanistica e riduzione del consumo di suolo
È legittima la scelta pianificatoria dell'Amministrazione che trasforma la destinazione urbanistica di un'area da "pertinenza indiretta" (generatrice di diritti edificatori) a "area agricola di livello comunale" qualora tale modifica sia motivata dall'obiettivo strategico di ridurre il consumo di suolo e tutelare l'ambiente. La potestà di pianificazione territoriale costituisce espressione di un'ampia discrezionalità amministrativa, sindacabile in sede giurisdizionale solo per palese illogicità o travisamento dei fatti, e non richiede una motivazione puntuale per ogni singola area (c.d. polverizzazione della motivazione). La destinazione agricola assolve a una funzione di salvaguardia e presidio del territorio, indipendentemente dall'effettiva coltivazione del fondo, essendo volta a impedire processi di trasformazione incoerenti con la vocazione naturale. In assenza di convenzioni urbanistiche già stipulate, giudicati favorevoli o situazioni di interclusione, non è configurabile un legittimo affidamento del privato alla conservazione di facoltà edificatorie o perequative pregresse. Atti meramente preparatori o istanze presentate dopo l'adozione dello strumento urbanistico non radicano posizioni di vantaggio tutelabili, prevalendo l'interesse pubblico alla sostenibilità ambientale.
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