Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Cass. Sez. III n. 15055 del 27 aprile 2026 (CC 8 apr 2026)
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Ruocco
Urbanistica. Demolizione, diritto all'abitazione e principio di proporzionalità
Il principio di proporzionalità nell'esecuzione dell'ordine di demolizione di un immobile abusivo non può essere invocato per eludere la funzione ripristinatoria dell'ordine urbanistico o per legittimare ex post condotte criminose. Tale principio non incide sulla deliberazione dell'ordine, ma sulla sua fase esecutiva e richiede che i fatti a sostegno siano allegati e accertati rigorosamente dall'interessato. Il condannato non può trarre vantaggio dal tempo trascorso per propria inerzia, né invocare il diritto all'abitazione se ha agito nella piena consapevolezza dell'illegalità della costruzione. Elementi come l'età avanzata o il basso reddito non sono di per sé risolutivi e vanno bilanciati con la consapevolezza dell'abuso e il tempo avuto a disposizione per regolarizzare la posizione o trovare soluzioni alternative
Cass. Sez. III n. 15689 del 30 aprile 2026 (UP 22 apr 2026)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Gazzaroli
Caccia e animali. Detenzione di specie protette e rinvio a fonti internazionali.
In tema di tutela della fauna selvatica, il reato di detenzione di esemplari appartenenti a specie particolarmente protette (artt. 2 e 30, comma 1, lett. b, legge n. 157 del 1992) è configurabile non solo per le specie tassativamente elencate nelle lettere a) e b) dell'art. 2, ma anche per quelle individuate dalla lettera c) mediante rinvio a direttive comunitarie o convenzioni internazionali, come la Convenzione di Berna. La protezione legale prescinde dalla specifica verifica in concreto della minaccia di estinzione, essendo sufficiente l'inclusione della specie negli allegati delle fonti internazionali richiamate (nella specie, il Crociere, incluso nell'Allegato II della Convenzione di Berna). L'onere di provare la sussistenza di condizioni eccezionali o derogatorie che rendano lecita la detenzione spetta all'interessato, trattandosi di profili d'eccezione rispetto al divieto generale
ARERA: unitarieta’ del procedimento di approvazione tariffaria dei rifiuti nel MTR-3
di Luca VERGINE
Consiglio di Stato Sez. IV n. 3066 del 20 aprile 2026
Rifiuti. Legittimazione del CO.N.O.U. all'impugnazione di autorizzazioni ambientali
Il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (CO.N.O.U.) è legittimato a impugnare il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciato a una società consorziata per l'attività di rigenerazione. In quanto ente istituito dalla legge per il perseguimento di finalità di interesse generale, il Consorzio è titolare di situazioni giuridiche soggettive proprie, correlate al corretto espletamento dei compiti istituzionali e alla verifica della idoneità tecnica dei processi di trattamento dei rifiuti
Cass. Sez. III n. 15012 del 27 aprile 2026 (CC 26 marzo 2026)
Pres. Ramacci Rel. Calabretta Ric. Di Meo
Urbanistica. Poteri del giudice dell’esecuzione sul condono e limiti di autotutela
In sede di esecuzione, il giudice penale chiamato a valutare la legittimità di un condono edilizio ai fini del mantenimento dell'ordine di demolizione non è vincolato dai limiti posti all'autotutela amministrativa dall'art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990. Il sindacato del giudice sulla validità del titolo abilitativo in sanatoria ha natura incidentale ed è finalizzato esclusivamente alla verifica della sussistenza dell'elemento normativo della fattispecie, a tutela della corretta gestione del territorio. Pertanto, il superamento del limite volumetrico di 750 mc previsto dalla legge n. 724 del 1994 per singola istanza rende legittimo il diniego di efficacia del condono. Inoltre, l’impossibilità tecnica di eseguire la demolizione senza danneggiare parti lecite non rileva qualora la commistione strutturale tra opere abusive e legittime sia imputabile al condannato, non potendo tale condizione impedire il ripristino dell'assetto urbanistico violato
Cass. Sez. III n. 15697 del 30 aprile 2026 (CC 12 febbraio 2026)
Pres. Ramacci Rel. Andronio Ric. Donataccio Michele e altra.
Urbanistica. Natura e proporzionalità dell'ordine di demolizione e obblighi dell'acquirente
In tema di reati edilizi, l’ordine di demolizione del manufatto abusivo ha natura di sanzione amministrativa a carattere ripristinatorio e reale, non di "pena" in senso convenzionale (ex art. 7 CEDU). Ne consegue che tale misura non è soggetta alla prescrizione prevista dall'art. 173 cod. pen. ed è destinata ad operare nei confronti di chiunque sia in rapporto con il bene, compreso l'avente causa del condannato estraneo all'illecito. Nel bilanciamento tra l'interesse al ripristino della legalità e il diritto al domicilio (art. 8 CEDU), il giudice deve valutare la proporzionalità della demolizione considerando il tempo trascorso, la consapevolezza dell'abusività e l'effettiva disponibilità di alloggi alternativi. L'acquirente di un immobile ha l'onere di informarsi diligentemente sulla liceità urbanistica del bene al momento dell'acquisto e non può invocare la propria colpevole ignoranza o la mancata tempestiva conoscenza dell'ordine di demolizione per paralizzare l'esecuzione della misura ripristinatoria, le cui garanzie procedurali non si estendono automaticamente al terzo estraneo al processo penale.
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