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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Rifiuti.Principi della responsabilità condivisa e chi inquina paga

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 15 Giugno 2022
Visite: 2525

Cass. Sez. III n. 20734 del 27 maggio 2022 (CC 28 apr. 2022)
Pres. Di Nicola Rel. Galterio Ric. Troiano
Rifiuti.Principi della responsabilità condivisa e chi inquina paga

Nel settore dei rifiuti vige il principio, sotteso all’esigenza di assicurare un elevato livello di tutela dell’ambiente di diretta derivazione dalla normativa comunitaria basata sulla regola del “chi inquina paga”, della “responsabilità condivisa” e della vicendevole cooperazione per la corretta gestione dei rifiuti, sancito dal combinato disposto degli artt. 178 e 188 d. lgs. 152/2006, che grava su tutti i soggetti coinvolti a qualunque titolo nel ciclo della gestione dei rifiuti, comprensivo di tutte le attività di produzione, detenzione, trasporto e smaltimento, e che si estende al di là della sfera di operatività della condotta del singolo, chiamato a rispondere per omesso controllo anche dell’operato di tutti i soggetti le cui condotte si intersechino con la propria

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Urbanistica.Differenza tra piano di recupero e piano particolareggiato

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 15 Giugno 2022
Visite: 3996

TAR Lazio (RM) Sez. II-quater n. 5917 del 12 maggio 2022, n. 5917
Urbanistica.Differenza tra piano di recupero e piano particolareggiato

Il piano di recupero è uno strumento pianificatorio attuativo che assolve ad una funzione “riparatoria” del tessuto urbano, fronteggiando una situazione creatasi in via di fatto e tenendo conto, oltre alla esigenza di recupero dei nuclei abusivi, anche delle generali esigenze di pianificazione del territorio comunale e dunque, a differenza del piano particolareggiato, è finalizzato piuttosto che alla complessiva trasformazione del territorio, al recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente con interventi rivolti alla conservazione, ricostruzione e alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso. In particolare, lo stesso costituisce lo strumento individuato dal legislatore per attuare il riequilibrio urbanistico di aree degradate o colpite da più o meno estesi fenomeni di edilizia "spontanea" e incontrollata, legittimati, appunto, ex post. Essi, cioè, hanno sì l'obiettivo di "recupero fisico" degli edifici, ma collocandolo in operazioni di più ampio respiro su scala urbanistica, in quanto mirate alla rivitalizzazione di un particolare comprensorio urbano

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Rifiuti.Illecita gestione acque di vegetazione delle olive

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 14 Giugno 2022
Visite: 2361

Cass. Sez. III n. 20236 del 25 maggio 2022 (UP 10 feb. 2022)
Pres. Petruzzellis Rel. Zunica Ric. Montanari
Rifiuti.Illecita gestione acque di vegetazione delle olive

La fattispecie di cui all’art. 256 comma 1 lett. a) del d. lgs. n. 152 del 2006, sanziona la condotta di chiunque “effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 208, 209, 210, 211, 212, 214, 215 e 216”. Tale fattispecie deve ritenersi ragionevolmente ascritta al contitolare di un oleificio, considerando che, trattandosi di un reato di natura contravvenzionale, lo stesso può essere integrato anche dalla colpa, nel caso di specie costituita dall’omessa vigilanza sulla sorte riservata alle acque di vegetazione non regolarmente smaltite, ma lasciate immettere in gran parte in un fiume utilizzando un tubo di gomma il cui impiego è chiaramente indicativo della volontà di disfarsi delle acque di vegetazione medesime.

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Beni ambientali.Sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità del Ministero in materia di parere paesaggistici

Dettagli
Categoria principale: Beni Ambientali
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 14 Giugno 2022
Visite: 2934

TAR Veneto Sez. II n. 809 del 27 maggio 2022
Beni ambientali.Sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità del Ministero in materia di parere paesaggistici

Ricorso avverso provvedimento con il quale la Soprintendenza si è espressa negativamente sul progetto di P.U.A. presentato dalla società ricorrente, che prevede - in zona destinata dal P.R.G. al c.d. “atterraggio” di diritti edificatori, posta a margine di un’area edificata presso il limite della zona sottoposta a vincolo paesaggistico - la realizzazione di tre villette a schiera ad un piano fuori terra e sottotetto, aventi la superficie di 200 mq ciascuna (segnalazione Avv. E. Gaz)

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Urbanistica.Adempimenti del richiedente e del comune per la richiesta di titoli edilizi

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 14 Giugno 2022
Visite: 2425

Consiglio di Stato Sez. IV n. 3518 del 10 maggio 2022
Urbanistica.Adempimenti del richiedente e del comune per la richiesta di titoli edilizi

Colui che, nella veste di proprietario o avente la materiale disponibilità del bene, richieda un titolo edilizio deve necessariamente allegare e dimostrare di essere legittimato alla realizzazione dell’intervento che ne costituisce oggetto e il Comune conserva il potere di verificare la legittimazione del richiedente e accerta se egli sia il proprietario dell’immobile oggetto dell’intervento costruttivo o se, comunque, abbia un titolo di disponibilità sufficiente per eseguire l’attività edificatoria

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Rifiuti.Natura istantanea o permanente del deposito incontrollato

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 13 Giugno 2022
Visite: 2243

Cass. Sez. III n. 20713 del 27 maggio 2022 (UP 25 gen. 2022)
Pres. Di Nicola Rel. Noviello Ric. Messina
Rifiuti.Natura istantanea o permanente del deposito incontrollato

A fronte di due apparenti diversi orientamenti, che propongono, quanto alla natura del reato contestato, rispettivamente una ricostruzione nel senso di una fattispecie di tipo permanente oppure un reato meramente istantaneo si è chiarito come il descritto contrasto sia da considerarsi più apparente che reale, dovendosi verificare, piuttosto, le concrete circostanze che connotano la presenza in loco dei rifiuti, per cui ogni qualvolta l'attività di abbandono ovvero di deposito incontrollato di rifiuti sia prodromica ad una successiva fase di smaltimento o di recupero del rifiuto stesso, caratterizzandosi essa, pertanto, come una forma – pur elementare - di gestione del rifiuto, la relativa illiceità penale caratterizza l'intera condotta, integrando una fattispecie penale di durata, la cui permanenza cessa soltanto con il compimento delle fasi ulteriori rispetto a quella di rilascio. Ove, invece, siffatta attività non costituisca l'antecedente di una successiva fase volta al compimento di ulteriori operazioni, ma racchiuda in sé l'intero disvalore penale della condotta, deve escludersi la natura di reato permanente. Essendosi il reato pienamente perfezionato ed esaurito in tutte le sue componenti oggettive e soggettive, così che risulterebbe irragionevole non considerarne cristallizzati gli effetti fin dal momento del rilascio del rifiuto

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  • Rifiuti.LEGGE 17 maggio 2022 n. 60
  • Aria.Danno alla salute per sforamento limiti PM10
  • Urbanistica.Differenza tra tenda retrattile e pergotenda
  • Ambiente in genere.In tema di obbligatorietà dell’indicazione delle prescrizioni estintive delle contravvenzioni ambientali
  • Danno ambientale.Legittimazione degli enti esponenziali di interessi diffusi in materia ambientale
  • Acque.Nozione di scarico
  • Rifiuti.Competenza statale
  • Urbanistica.Ordine di demolizione impartito dal giudice con la sentenza di condanna
  • Urbanistica.Destinazione agricola
  • Ecodelitti.Natura del delitto di attività organizzate per il traffico di rifiuti

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