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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Beni Culturali.Sanzione di cui all’art. 160, comma 4 d.lgs. 42\2004

Dettagli
Categoria principale: Beni Culturali
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 14 Febbraio 2020
Visite: 7194

Consiglio di Stato Sez. VI n.320 del 13 gennaio 2020
Beni Culturali.Sanzione di cui all’art. 160, comma 4 d.lgs. 42\2004

La misura della sanzione pecuniaria, comminabile ai sensi dell'art. 160, comma 4, del d.lgs. n. 42 del 2004, è espressione di discrezionalità tecnica. L'Amministrazione, nel determinare il "valore della cosa perduta", deve avere riguardo, secondo i principi generali di ragionevolezza e gradualità, alla gravità della violazione e all'opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze.

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Rifiuti.Reato di cui agli articoli 242 e 257 d.lgs. 152/2006

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 13 Febbraio 2020
Visite: 3984

Cass. Sez. III n. 2686 del 23 gennaio 2020 (UP  20 nov 2019)
Pres. Lapalorcia Est. Ramacci Ric. Guarino

Rifiuti.Reato di cui agli articoli 242 e 257 d.lgs. 152/2006
ll reato di mancata effettuazione della comunicazione, prevista in caso di imminente minaccia di danno ambientale di un sito inquinato dal combinato disposto degli artt. 242 e 257 d.lgs. 152/2006, è configurabile soltanto nei confronti del responsabile dell’inquinamento

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Urbanistica.Standard massimo di edificabilità

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 13 Febbraio 2020
Visite: 2947

TAR Campania (NA) Sez. VII n.166 del 14 gennaio 2020
Urbanistica.Standard massimo di edificabilità

La volumetria preesistente ovvero assentita costituisce lo standard massimo di edificabilità, nel senso che sussiste la possibilità di utilizzare tale volumetria soltanto in parte, essendo intento del legislatore impedire aumenti della complessiva cubatura degli edifici (esistenti o assentiti), ma non diminuzioni della stessa.

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Rifiuti.Obbligo di rimozione di cui all’art. 255 TUA

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 12 Febbraio 2020
Visite: 8474

Cass. Sez. III n. 2199 del 21 gennaio 2020 (UP  19 nov 2019)
Pres. Aceto Est. Scarcella Ric. Trionfanti
Rifiuti.Obbligo di rimozione di cui all’art. 255 TUA

L'obbligo di rimozione cui si riferisce l’illecito contravvenzionale di cui all’art. 255, comma 3, TUA, sorge sia in capo al responsabile dell'abbandono, quale conseguenza della sua condotta, sia nei confronti degli obbligati in solido, quando sia dimostrata la sussistenza del dolo o della colpa, sia, infine nei confronti dei destinatari dell'ordinanza sindacale di rimozione che sono obbligati in quanto tali e che, in caso di inottemperanza, ne subiscono, per ciò solo, le conseguenze se non hanno provveduto ad impugnare il provvedimento per ottenerne l'annullamento o non hanno fornito al giudice penale elementi significativi per l'eventuale disapplicazione

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Urbanistica.Finalità della pianificazione

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 12 Febbraio 2020
Visite: 3194

Consiglio di Stato Sez. II n.8631 del 20 dicembre 2019
Urbanistica.Finalità della pianificazione

Il disegno urbanistico espresso da uno strumento di pianificazione generale, o da una sua variante costituisce estrinsecazione di potere pianificatorio connotato da ampia discrezionalità che rispecchia non soltanto scelte strettamente inerenti all'organizzazione edilizia del territorio, bensì afferenti anche al più vasto e comprensivo quadro delle possibili opzioni inerenti al suo sviluppo socio-economico; tali scelte non sono nemmeno condizionate dalla pregressa indicazione, nel precedente piano regolatore, di destinazioni d'uso edificatorie diverse e più favorevoli rispetto a quelle impresse con il nuovo strumento urbanistico o una sua variante, con il solo limite dell'esigenza di una specifica motivazione a sostegno della nuova destinazione quando quelle indicazioni avevano assunto una prima concretizzazione in uno strumento urbanistico esecutivo+

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Rumore.Modalità di accertamento del fenomeno disturbante

Dettagli
Categoria principale: Rumore
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 11 Febbraio 2020
Visite: 3358

Cass. Sez. III n. 2685 del 23 gennaio 2020 (UP  20 nov 2019)
Pres. Lapalorcia Est. Ramacci Ric. Margareci
Rumore.Modalità di accertamento del fenomeno disturbante

L’effettiva idoneità delle emissioni sonore ad arrecare pregiudizio alla quiete al riposo ed alle occupazioni di un numero indeterminato di persone costituisce un accertamento in fatto rimesso all'apprezzamento del giudice del merito, il quale non è tenuto a basarsi esclusivamente sull'espletamento di specifici accertamenti di natura tecnica, ben potendo fondare il proprio convincimento sulla base di altri dati fattuali suscettibili di valutazione ed oggettivamente sintomatici della sussistenza di un fenomeno oggettivamente disturbante (fattispecie relativa a  cassa acustica installata a bordo della sua autovettura)

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  • Rifiuti.Brevi note sull’ammissibilità dell’oblazione amministrativa in caso di abbandono di mozziconi e prodotti da fumo
  • Urbanistica.Mancata o irrituale comunicazione o notifica dell'ingiunzione di demolizione
  • Beni Ambientali.Interventi rilevanti ai fini paesaggistici
  • Urbanistica.Distanze tra fabbricati
  • Rifiuti.Ordinanza di rimozione e rapporti con art.244 dlv 152\06
  • Urbanistica.Lottizzazione confisca e prescrizione del reato
  • Urbanistica.Misure di salvaguardia
  • Ambiente in genere.Opere in fascia di rispetto di area demaniale e natura del reato
  • Urbanistica.Ordinanza di demolizione e motivazione
  • Sostanze pericolose.Omessa rimozione lastre di Eternit e omissione atti di ufficio

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