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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Beni ambientali. Silenzio assenso orizzontale e parere Sovrintendenza

Dettagli
Categoria principale: Beni Ambientali
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 13 Gennaio 2026
Visite: 1368

Consiglio di Stato Sez. IV n. 9730 del 10 dicembre 2025
Beni ambientali. Silenzio assenso orizzontale e parere Sovrintendenza

Va ritenuto applicabile l’istituto del silenzio – assenso c.d. orizzontale anche al parere della Soprintendenza coinvolta nella conferenza di servizi. L'art. 17-bis della legge n. 241 del 1990 può infatti essere applicato ai procedimenti caratterizzati da una fase decisoria pluristrutturata e, dunque, anche nei casi in cui l’atto da acquisire, abbia valenza co-decisoria.In tal modo si assicura il giusto bilanciamento tra esigenze di semplificazione e celerità dell'azione amministrativa ed esigenze di tutela degli interessi pubblici che possono trovare concreta valorizzazione da parte dell’Amministrazione procedente in luogo dell'amministrazione rimasta inerte. A tale bilanciamento non si sottraggono gli interessi sensibili, la cui tutela rafforzata non viene pregiudicata dall’operatività degli istituti di semplificazione di cui agli artt. 14-bis e 17-bis della legge n. 241 del 1990. In tal senso è significativo che le Amministrazioni preposte “alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute e della pubblica incolumità dei cittadini”, in caso di dissenso, possano solo contrastare la determinazione della conferenza medesima mediante opposizione al Presidente del Consiglio dei ministri (art. 14 – quinquies, comma 1, della l. n. 241/90).

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Rifiuti.La necessità di recuperare un rifiuto di un ciclo di consumo

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 12 Gennaio 2026
Visite: 1379

La necessità di recuperare un rifiuto di un ciclo di consumo

di Mauro SANNA

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Urbanistica.Brevi riflessioni in tema di verande, logge, pergotende e chiusure VE-PA

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 12 Gennaio 2026
Visite: 1169

Brevi riflessioni in tema di verande, logge, pergotende e chiusure VE-PA

di Massimo GRISANTI

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Rifiuti.provvedimento di aggiornamento del corrispettivo ex art. 15 dlv 36-2003

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 12 Gennaio 2026
Visite: 973

Consiglio di Stato Sez. IV n. 9814 del 11 dicembre 2025
Rifiuti.provvedimento di aggiornamento del corrispettivo ex art. 15 dlv 36-2003

Il provvedimento di aggiornamento del corrispettivo ex art. 15 del d. lgs. n. 36 del 2003 ha natura individuale e non generale, come accade invece per i provvedimenti tariffari, in quanto è parte del titolo autorizzatorio rilasciato in favore del gestore della discarica (cfr. art. 8, comma 1, lett. m) ed allegato II paragrafo 6 del d. lgs. n. 36 del 2003): ne discende che l’avvio del relativo procedimento, su impulso di parte, non deve essere comunicato ai soggetti conferenti, in quanto il procedimento ha ad oggetto la modifica non sostanziale dell’AIA – di cui il piano economico finanziario è parte integrante - rispetto alla quale i soggetti conferenti non sono controinteressati.

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Rifiuti.Consegna dei rifiuti a persona priva di autorizzazione al loro smaltimento

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Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 09 Gennaio 2026
Visite: 1398

Cass. Sez. III n. 41051 del 22 dicembre 2025 (UP 24 set 2025)
Pres. Ramacci Rel. Aceto Ric. Mele
Rifiuti.Consegna dei rifiuti a persona priva di autorizzazione al loro smaltimento

La consegna dei rifiuti a persona priva di autorizzazione al loro smaltimento e in assenza, come nel caso di specie, della necessaria documentazione integra il reato di cui all’art. 256, primo comma, d.lgs. n. 152 del 2006, non rilevando la circostanza che il rifiuto venga conferito ad un centro autorizzato a riceverlo. Ed invero, l'affidamento di rifiuti a soggetti terzi al fine del loro smaltimento comporta per il soggetto che li conferisce precisi obblighi di accertamento (in particolare, la verifica sia dell'affidabilità del terzo che dell'esistenza in capo al medesimo delle necessarie autorizzazioni e competenze per l'espletamento dell'incarico) la cui violazione giustifica l'affermazione della responsabilità penale per il mancato controllo a titolo di "culpa in eligendo"

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Urbanistica.Conseguenze della perentorietà del termine di 90 giorni per la demolizione di opere abusive  

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 09 Gennaio 2026
Visite: 2402

Consiglio di Stato Sez. II n. 9409 del 1 dicembre 2025
Urbanistica.Conseguenze della perentorietà del termine di 90 giorni per la demolizione di opere abusive  

La perentorietà del termine di 90 giorni per la demolizione, desumibile dalla positivizzazione degli effetti dell’inottemperanza (l’acquisizione del bene), ne fa il limite invalicabile entro il quale il proprietario può adempiere spontaneamente, ovvero chiedere di sanare ex post l’intervento realizzato sine titulo. Una volta che tale termine sia decorso -ovvero sia decorso quello ulteriore accordato in proroga dal Comune, come in passato ammesso in via di prassi, ora consentito dalla norma medesima «fino a un massimo di duecentoquaranta giorni nei casi di serie e comprovate esigenze di salute dei soggetti residenti nell’immobile all’epoca di adozione dell'ingiunzione o di assoluto bisogno o di gravi situazioni di disagio socio-economico, che rendano inesigibile il rispetto di tale termine», il privato non può più né demolire l’abuso, né modificarlo, né, men che meno, sanarlo. Alla scadenza del termine di 90 giorni, infatti, l’Amministrazione è dunque ipso iure proprietaria del bene abusivo ed il responsabile non è più legittimato a proporre l’istanza di accertamento di conformità. La ricostruzione delle scansioni procedimentali che connotano l’acquisizione al patrimonio, mette in luce una fase perfezionativa dell’effetto traslativo, immediatamente connessa alla mera decorrenza del termine, e una successiva, a carattere ricognitivo, che può sopravvenire -recte, spesso sopravviene, per deplorevole inerzia dei Comuni - a distanza di anni, senza che tuttavia ciò comporti un differimento di conseguenze già prodottesi e soprattutto senza che per il suo tramite si addivenga alla rimessione in termini per la demolizione, onde scongiurare l’ablazione del bene, o addirittura per la legittimazione postuma della permanenza sul suolo delle opere abusive. 

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  • Urbanistica.La fiscalizzazione dell'abuso edilizio si applica solo alle parziali difformità
  • Ambiente in genere.Giustizia climatica, ambiente e paesaggio: profili generali
  • Urbanistica.Limiti alla impugnabilità della ingiunzione a demolire
  • Urbanistica.Reati previsiti dal Codice della navigazione e ordine di demolizione o rimessione in pristino 
  • Elettrosmog.Distanze minime tra stazioni radio base e siti sensibili 
  • Urbanistica.L'accatastamento non è una semplice registrazione ai fini fiscali ma presuppone la regolarità urbanistica ed edilizia 
  • Urbanistica.Art. 36-bis del Testo Unico dell’Edilizia e tutela paesaggistica: coordinamento normativo, indirizzi ministeriali e primi arresti giurisprudenziali sul “Salva Casa” nelle aree vincolate
  • Urbanistica.Abuso edilizio e tutela della proprietà
  • Ambiente in genere.Partecipazione civica e legittimazione alla luce della sentenza TAR Campania n. 7451 del 2025
  • Sviluppo sostenibile.La Corte costituzionale definisce il riparto di competenze in materia di ubicazione degli impianti energetici da fonti rinnovabili

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