Urbanistica. Limiti volumetrici e valutazione unitaria nel condono edilizio per ampliamenti
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Cass. Sez. III n. 26444 del 15 luglio 2026 (CC 2 luglio 2026)
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo
Urbanistica. Limiti volumetrici e valutazione unitaria nel condono edilizio per ampliamenti
In tema di condono edilizio ex lege n. 724 del 1994, qualora l'abuso consista in un ampliamento di un immobile preesistente, la sanabilità è subordinata al rispetto congiunto, e non alternativo, di due limiti: l'incremento non deve superare il 30% della volumetria della costruzione originaria né, in ogni caso, la cubatura complessiva di 750 metri cubi. Il Giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare l'effettiva sussistenza di tali requisiti nazionali, senza che la presentazione di una perizia giurata ex art. 28 L.R. Sicilia n. 16/2016, costituente mera semplificazione procedurale, possa esonerarlo da tale controllo. L'opera abusiva deve essere oggetto di una valutazione unitaria, non essendo logicamente né giuridicamente ammissibile la sanatoria frazionata di una porzione di immobile (come una sopraelevazione) che insista su strutture a loro volta abusive o realizzate in violazione dei vincoli di prosecuzione dell'attività edificatoria in pendenza di condono
Beni ambientali. Le pinete hanno grande valore paesaggistico
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Le pinete hanno grande valore paesaggistico
di Stefano DELIPERI
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Rifiuti. Poteri commissariali e criteri di localizzazione del termovalorizzatore di Roma
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Consiglio di Stato Sez. VII n. 4883 del 17 giugno 2026
Rifiuti. Poteri commissariali e criteri di localizzazione del termovalorizzatore di Roma
Il potere del Commissario straordinario per il Giubileo 2025, ai sensi dell’art. 13 d.l. n. 50/2022, include la localizzazione e realizzazione di impianti di gestione rifiuti volti a superare carenze strutturali, con un’efficacia destinata a protrarsi oltre il termine del 31 dicembre 2026. La scelta del sito è legittima ove fondata sull'accertamento dell’assenza di fattori escludenti di tutela integrale, non sussistendo un obbligo per l'amministrazione di comparare aree parimenti idonee o di motivare la preferenza per un sito rispetto ad altri. L'istruttoria localizzativa non deve essere sovrapposta a quella autorizzativa (VIA e AIA): le valutazioni su distanze da recettori sensibili, impatti cumulativi e fattori di attenzione progettuale appartengono alla successiva fase di definizione delle soluzioni tecnologiche. Tale disciplina è conforme al diritto dell’Unione Europea, poiché promuove la gerarchia dei rifiuti privilegiando il recupero energetico rispetto alla discarica e garantendo i principi di autosufficienza e prossimità territoriale.
Beni ambientali. Presupposti per l'ammissione alla prova nei reati paesaggistici ed edilizi
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Cass. Sez. III n. 25825 del 10 luglio 2026 (UP 8 lug 2026)
Pres. Di Stasi Rel. Corbetta Ric. PG in proc. Paluca
Beni ambientali. Presupposti per l'ammissione alla prova nei reati paesaggistici ed edilizi
In tema di sospensione del procedimento con messa alla prova, la prescrizione di condotte volte all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato, ai sensi dell'art. 168-bis, comma 2, cod. pen., costituisce un elemento indefettibile, prioritario e non surrogabile dal solo svolgimento del lavoro di pubblica utilità o dall'affidamento al servizio sociale. Tali obblighi riparatori hanno natura cumulativa e non alternativa, rappresentando una condizione necessaria sia per l'ammissione al beneficio che per il suo esito positivo. Ne consegue che, in fattispecie di reati ambientali o paesaggistici, il giudice non può limitarsi a imporre prescrizioni generiche o meramente pecuniarie, ma deve necessariamente prevedere condotte specifiche dirette al ripristino dello stato dei luoghi o alla mitigazione del danno ambientale, la cui mancata previsione vizia l'ordinanza di ammissione e la successiva sentenza di estinzione del reato.
Rifiuti. Recupero ambientale (R10) degli inerti e cessazione della qualifica di rifiuto
Rifiuti. Recupero ambientale (R10) degli inerti e cessazione della qualifica di rifiuto: sul rinvio «previo trattamento» della tipologia 7.1 del d.m. 5 febbraio 1998
di Matteo ROSSI
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Rifiuti. Diniego di ampliamento della capacità di trattamento rifiuti e affidabilità dell’operatore
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 4908 del 18 giugno 2026
Rifiuti. Diniego di ampliamento della capacità di trattamento rifiuti e affidabilità dell’operatore
In tema di autorizzazione alla gestione di impianti di recupero rifiuti, è legittimo il provvedimento con cui l’Amministrazione nega l’istanza di variante sostanziale volta all’incremento della capacità produttiva qualora l’istruttoria tecnica evidenzi una sistematica disfunzione nella gestione dei materiali di stoccaggio già ai regimi autorizzativi vigenti. La reiterata violazione delle prescrizioni, accertata mediante sopralluoghi che abbiano rilevato l’accumulo di materiali in aree non autorizzate, fonda un ragionevole giudizio prognostico di inidoneità della struttura organizzativa e gestionale a sostenere carichi di lavoro ulteriormente incrementati. Tale valutazione non è preclusa dalla eventuale rimozione delle irregolarità pendente il procedimento, né dall’apporto di soluzioni organizzative e progettuali formulate dall'istante in sede di osservazioni al preavviso di rigetto, qualora queste risultino generiche o tali da richiedere, per la loro incisività sul layout impiantistico, una nuova e autonoma istruttoria tecnica non esauribile nella fase conclusiva del medesimo procedimento
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