Ambiente in genere. Il “concerto” tra Ministero dell’ambiente e Ministero della cultura nel procedimento per il rilascio della VIA
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Il “concerto” tra Ministero dell’ambiente e Ministero della cultura nel procedimento per il rilascio della VIACommento a Cons. Stato, sez. IV, 29 dicembre 2025, n. 10365
Rifiuti. Qualifica dei fanghi di depurazione e limiti al diniego dell’autorizzazione integrata ambientale
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 4880 del 17 giugno 2026
Rifiuti. Qualifica dei fanghi di depurazione e limiti al diniego dell’autorizzazione integrata ambientale
I fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue assumono la qualifica di rifiuto ex lege al termine del complessivo processo di depurazione (end of pipe), ai sensi dell'art. 127 cod. amb., e non possono essere classificati come sottoprodotti poiché non originano da un "processo di produzione", bensì da un'attività di pulizia delle acque. Il loro reimpiego, pur incentivato, costituisce un'operazione di recupero soggetta alla disciplina sulla cessazione della qualifica di rifiuto (end of waste) ex art. 184-ter cod. amb.. In sede di rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), la discrasia tra le materie prime effettivamente utilizzate e quelle dichiarate in sede di registrazione del fertilizzante non comporta il diniego automatico del titolo, essendo necessario l'accertamento di concrete criticità ambientali. Risulta pertanto illegittimo il provvedimento basato su un’istruttoria incerta o sull'applicazione analogica delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) previste per le bonifiche dei suoli, laddove il prodotto finale non sia destinato allo spandimento diretto sul terreno.
Urbanistica. Limiti volumetrici e valutazione unitaria nel condono edilizio per ampliamenti
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Cass. Sez. III n. 26444 del 15 luglio 2026 (CC 2 luglio 2026)
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo
Urbanistica. Limiti volumetrici e valutazione unitaria nel condono edilizio per ampliamenti
In tema di condono edilizio ex lege n. 724 del 1994, qualora l'abuso consista in un ampliamento di un immobile preesistente, la sanabilità è subordinata al rispetto congiunto, e non alternativo, di due limiti: l'incremento non deve superare il 30% della volumetria della costruzione originaria né, in ogni caso, la cubatura complessiva di 750 metri cubi. Il Giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare l'effettiva sussistenza di tali requisiti nazionali, senza che la presentazione di una perizia giurata ex art. 28 L.R. Sicilia n. 16/2016, costituente mera semplificazione procedurale, possa esonerarlo da tale controllo. L'opera abusiva deve essere oggetto di una valutazione unitaria, non essendo logicamente né giuridicamente ammissibile la sanatoria frazionata di una porzione di immobile (come una sopraelevazione) che insista su strutture a loro volta abusive o realizzate in violazione dei vincoli di prosecuzione dell'attività edificatoria in pendenza di condono
Beni ambientali. Le pinete hanno grande valore paesaggistico
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Le pinete hanno grande valore paesaggistico
di Stefano DELIPERI
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Rifiuti. Poteri commissariali e criteri di localizzazione del termovalorizzatore di Roma
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Consiglio di Stato Sez. VII n. 4883 del 17 giugno 2026
Rifiuti. Poteri commissariali e criteri di localizzazione del termovalorizzatore di Roma
Il potere del Commissario straordinario per il Giubileo 2025, ai sensi dell’art. 13 d.l. n. 50/2022, include la localizzazione e realizzazione di impianti di gestione rifiuti volti a superare carenze strutturali, con un’efficacia destinata a protrarsi oltre il termine del 31 dicembre 2026. La scelta del sito è legittima ove fondata sull'accertamento dell’assenza di fattori escludenti di tutela integrale, non sussistendo un obbligo per l'amministrazione di comparare aree parimenti idonee o di motivare la preferenza per un sito rispetto ad altri. L'istruttoria localizzativa non deve essere sovrapposta a quella autorizzativa (VIA e AIA): le valutazioni su distanze da recettori sensibili, impatti cumulativi e fattori di attenzione progettuale appartengono alla successiva fase di definizione delle soluzioni tecnologiche. Tale disciplina è conforme al diritto dell’Unione Europea, poiché promuove la gerarchia dei rifiuti privilegiando il recupero energetico rispetto alla discarica e garantendo i principi di autosufficienza e prossimità territoriale.
Beni ambientali. Presupposti per l'ammissione alla prova nei reati paesaggistici ed edilizi
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Cass. Sez. III n. 25825 del 10 luglio 2026 (UP 8 lug 2026)
Pres. Di Stasi Rel. Corbetta Ric. PG in proc. Paluca
Beni ambientali. Presupposti per l'ammissione alla prova nei reati paesaggistici ed edilizi
In tema di sospensione del procedimento con messa alla prova, la prescrizione di condotte volte all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato, ai sensi dell'art. 168-bis, comma 2, cod. pen., costituisce un elemento indefettibile, prioritario e non surrogabile dal solo svolgimento del lavoro di pubblica utilità o dall'affidamento al servizio sociale. Tali obblighi riparatori hanno natura cumulativa e non alternativa, rappresentando una condizione necessaria sia per l'ammissione al beneficio che per il suo esito positivo. Ne consegue che, in fattispecie di reati ambientali o paesaggistici, il giudice non può limitarsi a imporre prescrizioni generiche o meramente pecuniarie, ma deve necessariamente prevedere condotte specifiche dirette al ripristino dello stato dei luoghi o alla mitigazione del danno ambientale, la cui mancata previsione vizia l'ordinanza di ammissione e la successiva sentenza di estinzione del reato.
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