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Cass. Sez. III sent. 7111 del 23 febbraio 2010 (Cc 17 novembre 2010)
Pres. Lupo Est. Fiale Ric. Capasso
Beni ambientali. Compatibilità paesaggistica ed esecuzione della sentenza
Nel caso in cui siano prodotti al giudice dell'esecuzione pareri positivi di compatibilità paesaggistica su tali documenti il giudice dell’esecuzione deve svolgere il suo potere-dovere di sindacato per verificare se sia legittimamente intervenuto accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi dei commi 1 ter e quater dell’art. 181 del D.Lgs, n. 42/2004, come modificati dalla legge n. 308/2004 e dal DLgs. n. 157/2006.
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Dottrina: Beni ambientali. Sanabilità dell’illecito ambientale
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Sanabilita` dell’illecito ambientale anche alla luce della giurisprudenza costituzionale sul condono edilizio (parte prima)
Paolo Dell’Anno
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TAR Puglia (LE) Sez. I n. 3363 del 30 dicembre 2009
Beni Ambientali. Autorizzazione paesaggistica e motivazione
Il provvedimento di assenso paesaggistico che ha ritenuto compatibile la realizzazione di una stazione radio base per telefonia cellulare con i valori paesaggistici di un sito si fonda sul compimento di una attività istruttoria da parte della autorità soprintendentizia. Qualora il contenuto di detta attività non venga in alcun modo illustrato, una carenza del genere impedisce al destinatario del provvedimento di conoscere appieno l’iter logico-giuridico percorso dalla p.a. e compromette la coerenza del provvedimento finale alle risultanze della attività istruttoria compiuta dal responsabile del procedimento, in palese contrasto finanche con quanto previsto dall’art 6 della legge 7 agosto 1990 n.241 sul procedimento amministrativo.
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TAR Campania (NA) Sez. VI n. 9315 del 22 dicembre 2009
Beni ambientali. Vincolo paesaggistico
Il vincolo paesistico non è affatto soggetto - in mancanza della tempestiva adozione dei piani paesistici regionali - alla sanzione della sopravvenuta perdita di efficacia allo scadere del termine del 31.12.1986, o comunque decorso un quinquennio. In generale, la (sopravvenuta) perdita di efficacia conseguirebbe, semmai, alla sola mancata corresponsione di un indennizzo. Il limite del quinquennio, per costante giurisprudenza, così orientata dalla Corte Costituzionale, non è per niente applicabile alla fattispecie delle misure di salvaguardia previste a tutela di vincoli paesaggistici . Come noto, questi ultimi rappresentano predicati intrinseci del bene e rispetto ad essi l’atto amministrativo autoritativo ha un mero valore ricognitivo che nulla aggiunge, in sostanza, ai limiti interni già presenti nel bene che ne conformano l’intero regime giuridico. Di tal che non si pone (né può in astratto prospettarsi) alcuna limitazione di efficacia, temporale o di altro tipo, alle misure disposte in via amministrativa che incidano sul diritto di proprietà che ha per oggetto gli stessi, stante la stretta connessione di detti interventi con la dimensione ontologica intrinsecamente posseduta dal bene.
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Dottrina: Beni Ambientali. Autorizzazioni
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Le autorizzazioni paesaggistiche devono sempre essere adeguatamente motivate.
di Stefano DELIPERI
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TAR Veneto Sez. II sent. 3635 del 18 dicembre 2009
Beni ambientali. Divieto sanatoria e sanzione alternativa
Nessuna contraddizione discende dalla contemporanea vigenza di un assoluto divieto di rilascio formale di autorizzazione paesaggistica in sanatoria (art. 146, comma 8, lett. c, d.lg. 22 gennaio 2004 n. 42) e della sanzione alternativa tra la demolizione dell'opera ed il pagamento di un'indennità equivalente alla maggior somma tra il danno arrecato ed il profitto conseguito (art. 167, d.lg. citato); deve osservarsi, infatti, come siano profondamente diversi gli ambiti operativi delle due norme, di tal che alcuna incongruenza logico-giuridica può desumersi dal loro confronto. Ed, invero, l'opzione della p.a. di optare per la sanzione pecuniaria in luogo della demolizione non è configurabile come una sorta di autorizzazione postuma implicita, presupponendo comunque l'accertamento di una violazione rispetto al valore paesaggistico, sia pure di consistenza tale da non imporre la demolizione dell'opera.
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TAR Sicilia (PA) Sez. I sent. 2013 del 16 dicembre 2009
Beni Ambientali. Apertura cave
L'art. 152 d.lv. 42/04 postula l’attribuzione di un potere discrezionale (tecnico) in capo all’Amministrazione che, nel contemperamento delle contrapposte esigenze di tutela del vicolo paesaggistico (non direttamente gravante sulle zone interessate dall’apertura della cava) e l’attività estrattiva, può condurre unicamente alla prescrizione di distanze, misure e variazioni progettuali. Per espressa revisione normativa, in detto bilanciamento occorre tenere in considerazione anche la rilevanza economica delle opere (in specie) da realizzare. In mancanza di vincoli diretti o indiretti sulla zona, ed ai sensi dei poteri concretamente esercitabili dall’Amministrazione ai sensi dell’art.152 cit., detto contemperamento non potrebbe giungere alla totale reiezione del progetto di coltivazione di una cava da ubicare in vista di zone sottoposte a vincoli paesaggistici.
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Giur.Amm. T.a.r.: Beni Ambienteli. Rimozione barriere architettoniche su bene vincolato
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TAR Campania (NA) Sez. VII sent. 8834 del 16 dicembre 2009
Beni Ambienteli. Rimozione barriere architettoniche su bene vincolato
Come si evince dai commi 1 e 2 dell’art. 4 della l. n. 13/1989, gli interventi per la rimozione delle barriere architettoniche “ove l'immobile sia soggetto al vincolo di cui all'articolo 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497” (cioè il vincolo paesaggistico, sussistente nel caso di specie), “le regioni, o le autorità da esse subdelegate, competenti al rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 7 della citata legge, provvedono entro il termine perentorio di novanta giorni dalla presentazione della domanda, anche impartendo, ove necessario, apposite prescrizioni” (comma 1). La mancata pronuncia nel termine di cui al comma 1 equivale ad assenso (comma 2). Atteso il tenore delle norme sopra citate, non può dubitarsi del fatto che il legislatore abbia previsto, nel caso di specie, un’ipotesi di silenzio assenso
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Giur.Amm. T.a.r.: Beni Ambientali. Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale
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TAR Sardegna Sez. II sent. 2054 del 14 dicembre 2009
Beni Ambientali. Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale
Le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, in assenza di atto applicativo, non comportano una lesione diretta e attuale della sfera giuridica dei privati proprietari delle aree coinvolte, salvo che l’interessato dimostri la diretta incidenza delle previsioni contestate sul bene di sua proprietà, anche senza l’interposizione di un atto applicativo
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TAR Campania (NA) Sez. I n. 43 dell'11 gennaio 2010
Beni ambientali. Nomina commissione
E' illegittimo il provvedimento con il quale il consiglio comunale ha ritenuto di dover procedere alla nomina di una nuova commissione beni ambientali, in ragione dell’essere venuta meno la rappresentatività politica di quella precedente in carica rispetto alla composizione attuale dell’assemblea
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Cons. Stato Sez. IV n. 7543 del 3 dicembre 2009
Beni Ambientali. Pianificazione paesistica
In sede di pianificazione paesistica, anche approvata in via sostitutiva, ben possono essere disciplinate le aree vincolate con provvedimento amministrativo e ben possono essere dettate prescrizioni “a regime”, come la prevalenza sugli strumenti urbanistici, che peraltro attua il generale principio della prevalenza dei piani paesistici, che continua ad essere tuttora vigente (art. 143, comma 9, d. lgs. n. 42/2004). Inoltre, risulta evidente che la procedura per l’approvazione del piano in via sostitutiva è di carattere eccezionale e risulta essere atipica rispetto al modello ordinario di procedimento, con la conseguenza che quel modello non può essere qui invocato e non può quindi essere applicata la fase partecipativa aperta prevista nel modello ordinario, che deve necessariamente essere adattata all’esercizio dei poteri sostitutivi eccezionali.
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TAR Lazio (RM) Sez. IIbis sent.11242 del 17 novembre 2009
Beni ambientali. Incendi boschivi
La definizione di “incendio boschivo” di cui all’art. 2 L- 353/2000 si riferisce ad aree (boscate, cespugliate o arborate) più ampie di quelle richiamate nel comma 1 dell’art.10 che limita, invece, l’applicazione dei divieti, prescrizioni e sanzioni soltanto a “zone boscate e pascoli i cui soprassuoli” sono stati percorsi dal fuoco, cioè un insieme di aree naturali e vegetali più delimitato rispetto a quello di cui sopra. Ne deriva che l’ambito oggettivo di applicazione della norma speciale è più limitato e riguarda le sole zone boscate e pascoli (e non le zone arborate).
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Dottrina: Beni Ambientali. Silenzio assenso
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Il silenzio assenso ex art. 13 L. 394/1991 è costituzionalmente illegittimo? Breve commento alla decisione del Consiglio di Stato n. 6591 del 2008.
di Fulvio Albanese
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Cass. Sez. III n. 46093 del 1 dicembre 2009 (Ud. 20 ott 2009)
Pres. Lupo Est. Petti Ric. Tagliaferri
Beni Ambientali. Estinzione reato e condono
A norma dell’articolo 39 comma ottavo della legge n 724 del 1994, l’estinzione del reato paesaggistico si determina solo a seguito del rilascio esplicito della concessione o dell’autorizzazione, posto che a norma dell’articolo 39 della legge n 47 del 1985 l’oblazione interamente versata e ritenuta congrua dall’amministrazione, in relazione all’immobile effettivamente realizzato, determina l’estinzione dei soli reati edilizi di cui all’articolo 38 della citata legge. Da ciò consegue che l’autorizzazione paesaggistica prevista per l’estinzione del reato di cui all’articolo 1 sexies della legge n 431 del 1985 non può ottenersi attraverso la formazione del silenzio assenso anche nel caso in cui il Comune sia stato subdelegato dalla Regione all’emissione del parere prescritto
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Cass. Sez. III n. 43863 del 17 novembre 2009 (Ud. 14 ott 2009)
Pres. Onorato Est. Mulliri Ric. Manzoni
Beni ambientali. Interventi in area boscata
Nessun rilievo assume, ai fini della configurazione del reato paesaggistico, la comunicazione di taglio di legna perché questa denuncia non autorizza il taglio a raso e tantomeno lo spianamento di un terreno ma solo il taglio di legna da ardere. Nell’area boschiva protetta ogni intervento modificativo deve essere autorizzato. Lo sradicamento di alberi ed il livellamento del terreno costituiscono a tutti gli effetti “lavori” ai sensi del’art. 181 D.L.vo 42/04.
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Cass. Sez. III n. 43731 del 16 novembre 2009 (Cc. 24 set 2009)
Pres. Onorato Est. Lombardi Ric. Napoli
Beni ambientali. Vincolo idrogeologico
Nel caso in cui risulti accertata l’esistenza soltanto di un vincolo idrogeologico interessante la zona ove è stata eseguita la costruzione abusiva, con esclusione di qualsiasi vincolo paesaggistico comunque imposto, non è configurabile il reato paesaggistico, né quello di cui all’ari. 734 c.p., che presuppone l’imposizione di un vincolo a tutela delle bellezze naturali e del paesaggio. Né tale principio di diritto è in contrasto con il consolidato indirizzo interpretativo secondo il quale anche il vincolo idrogeologico rientra tra quelli ostativi alla applicabilità delle disposizioni in materia di condono edilizio. Invero, il vincolo idrogeologico è, invece, previsto, quale causa di non suscettibilità di sanatoria degli abusi edilizi. dall’art. 33, comma primo lett. a), della L. n. 47/85 e dalla normativa successiva che richiama il capo IV di detta legge. E’, però, evidente che le disposizioni in materia di condono edilizio hanno carattere eccezionale e non possono trovare applicazione al di fuori dei casi da esse previsti, sicché il riferimento della ordinanza alle disposizioni sul condono, al fine di equiparate il vincolo idrogeologico agli altri vincoli tutelati dal D. Lgs. n. 42/2004, risulta palesemente errato.
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Corte Costituzionale sent. 272 del 29 ottobre 2009
Oggetto: Paesaggio - Norme della Regione Liguria - Aree protette - Istituzione del Parco regionale delle Alpi Liguri - Finalità di tutela del patrimonio naturale, del patrimonio etnoantropologico e del paesaggio;
Piano del parco - Individuazione dei casi di interventi da assoggettare o meno al nulla osta regionale e ipotesi in cui il nulla osta possa essere acquisito mediante autocertificazione;
Territori qualificati come "paesaggio protetto"- Non operatività dei limiti e dei divieti all'attività venatoria di cui alle leggi quadro statali relative alle aree naturali protette di protezione della fauna selvatica.
Dispositivo: illegittimità costituzionale
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Cass. Sez. III n. 38921 del 7 ottobre 2009 (Ud 10 giu 2009)
Pres. De Maio Est. Petti Ric. Monti
Beni ambientali. Zone umide (elenco Ramsar)
Non costituiscono beni tutelati per legge le sole zone umide, non comprese nell’elenco Ramsar, allorché per le loro caratteristiche non sono assimilabili né ai laghi né alle acque demaniali marittime, perché se sono assimilabili a tali tipi di acque sono sottoposti alla relativa disciplina, a nulla rilevando che non siano inserite nell’elenco Ramsar, il quale,come sopra precisato, ha unicamente lo scopo di individuare e tutelare l’habitat di uccelli acquatici
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Dottrina: Beni Ambientali. La valutazione d’incidenza ex art. 5 del D.P.R. 357/1997
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La valutazione d’incidenza ex art. 5 del D.P.R. 357/1997 come parere obbligatorio, preventivo e vincolante.
di Fulvio Albanese
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Cass. Sez. III n. 37610 del 25 settembre 2009 (Ud 9 lug 2009)
Pres. Onorato Est. Sensini Ric. Castelmezzano
Beni ambientali. Violazione paesaggistica (natura del reato)
Il reato di cui all'art. 181 d.lgs. 2004 n. 42 ha natura di reato di pericolo e si consuma con la sola realizzazione dei lavori, attività o interventi in zone vincolate senza la prescritta autorizzazione paesaggistica e prescinde da ogni accertamento in ordine alla avvenuta alterazione, danneggiamento o deturpamento del paesaggio, in quanto, per la sua configurabilità è sufficiente che l’agente faccia del bene protetto dal vincolo un uso diverso da quello cui è destinato, essendo - il vincolo posto - prodromico al governo del territorio stesso. Pertanto, non ha alcun rilievo l’eventuale mancanza di danno ambientale, ancorché attestata dall’Ufficio Tutela del Territorio, con la sola eccezione di interventi di entità talmente minima da non essere in grado, neppure astrattamente, di pregiudicare il bene paesaggistico ambientale
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Cons. Stato Sez. VI sent. 5149 del 10 settembre 2009
Beni ambientali. Competenza regionale e statale
L’art. 144, co. 3, del codice dei BB.CC. e del paesaggio, sin dalla sua originaria versione, stabiliva che <<Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli articoli 143 e 156 sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa dell'adeguamento degli strumenti urbanistici e sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione>>.
Vi è dunque una norma primaria statale che consente ai piani paesaggistici, una volta affermatone il primato gerarchico rispetto ai piani urbanistici, di fissare norme di salvaguardia applicabili in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici rispetto alle previsioni dei piani paesaggistici.
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Cass. Sez. III n. 36218 del 18 settembre 2009 (Ud. 25 giu. 2009)
Pres. De Maio Est. Petti Ric. Mazzolini
Beni ambientali. Violazioni norme di tutela del paesaggio e buona fede
Nelle fattispecie contravvenzionali la buona fede può acquistare giuridica rilevanza solo a condizione che si traduca in mancanza di coscienza dell'illiceità del fatto (commissivo od omissivo) e derivi da un elemento positivo, estraneo all’agente, consistente in una circostanza che induca alla convinzione della liceità del comportamento tenuto. La prova della sussistenza di un elemento positivo di tal genere, però, deve essere data dall’imputato, il quale ha anche l’onere di dimostrare di avere compiuto tutto quanto poteva per osservare la norma violata (fattispecie in tema di violazione di norme di tutela paesaggistica)
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Cons. Stato Sez. VI sent. 5459 del 16 settembre 2009
Beni ambientali. Competenze
Sentenza in tema di riparto della competenza legislativa tra lo Stato e la Regione Sardegna sulla tutela del paesaggio
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Cass. Sez. III n. 34872 del 9 settembre 2009 (Ud. 9 giu 2009)
Pres. Lupo Est. Mulliri Ric. Deralvi ed altri
Beni ambientali. Pesca in area protetta
Chi si muove per mare (cosi come anche per terra) ha il preciso dovere di documentarsi sulle caratteristiche dei luoghi da percorrere e sull’esistenza di eventuali divieti e delimitazioni tanto più quando, come nella specie, le segnalazioni esistevano già a terra (fattispecie in tema di esercizio della pesca in area protetta).
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Cass. Sez. III n. 33534 del 1 settembre 2009 (Cc. 21 mag. 2009)
Pres. Grassi Est. Mulliri Ric. Spiniello
Beni ambientali. Bosco (individuazione)
La natura di zona boscata è determinata dalla presenza effettiva di bosco fitto di alto fusto o di bosco rado indipendentemente dal dato che la zona sia riportata come tale dalla Carta tecnica regionale.
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Cons. di stato Sez. V n. 5232 del 7 settembre 2009
Beni ambientali. Ambiente e Costituzione
La protezione del bene ambientale-paesaggistico risponde ad un interesse pubblico prevalente su quello privato per la rilevanza costituzionale che il primo presenta ex articolo 9 della Costituzione.
con nota di F. ALBANESE
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TAR Campania (NA) Sez. VII n. 3672 del 2 luglio 2009
Beni Ambientali. Poteri del Ministero BB.CC.
Il potere riconosciuto al Ministero per i beni Culturali ai sensi dell’articolo 82 del D.P.R. n. 616/1977 - ora articolo 159 del decreto legislativo n. 42/2004 - è da intendersi quale espressione non già di un generale riesame nel merito della valutazione dell’Ente delegato, bensì di un potere di annullamento per motivi di legittimità, riconducibile al più generale potere di vigilanza, che il legislatore ha voluto riconoscere allo Stato nei confronti dell’esercizio delle funzioni delegate alle Regioni ed ai Comuni in materia di gestione del vincolo, fermo restando che il controllo di legittimità può riguardare anche tutti i possibili profili dell’eccesso di potere
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TAR Campania (SA) Sez. II n. 3188 del 10 giugno 2009
Beni Ambientali. Poteri dell'Ente Parco
L’Ente parco, in sede di esercizio dei potere autorizzativo che l’ordinamento gli conferisce, assume a parametro di riferimento la tavola di valori ambientali che rende il giudizio di compatibilità di natura estetico-paesaggistico, pertanto sostanzialmente assimilabile a quello di pertinenza dell’Autorità competente in materia ambientale
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TAR Campania (SA) Sez. II sent. 3183 del 10 giugno 2009
Beni ambientali. Partecipazione al procedimento
L'art. 26 del decreto Legislativo 24 marzo 2006, n. 157, che ha sostituito l’art. 159 del decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ha espressamente confermato la necessità di rendere edotti gli interessati dell’attivazione del iter procedimentale di controllo, prescritto in materia paesaggistica, prevedendo che “l’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione dà immediata comunicazione alla soprintendenza delle autorizzazioni rilasciate, trasmettendo la documentazione prodotta dall’interessato nonché le risultanze degli accertamenti eventualmente esperiti. La comunicazione è inviata contestualmente agli interessati, per i quali costituisce avviso di inizio del procedimento, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990, n. 241”. La riforma normativa, testé riprodotta nel suo esatto tenore testuale, assume portata innovativa rispetto alla disciplina anteatta soltanto per il fatto che impone nei riguardi dell’Ente subdelegato il compito di effettuare detto adempimento informativo, in tal modo confermando la necessità di consentire la partecipazione al procedimento instaurato innanzi all’Autorità statale. Quest’ultima, per giunta, deve essere messa in condizioni di verificare che detto onere sia stato regolarmente espletato, atteso che la norma aggiunge che “nella comunicazione alla soprintendenza il Comune attesta di avere eseguito il contestuale invio agli interessati”. Ad ogni modo, la pretermissione del contraddittorio in sede di procedimento di secondo grado, che conduce all’esercizio del potere tutorio spettante all’Autorità statale sulle autorizzazioni paesaggistiche già rilasciate, non può non inficiare la legittimità del provvedimento emesso, a prescindere dall’Autorità sulla quale specificamente incombe il compito di notiziare tempestivamente l’interessato; né può ipotizzarsi la superfluità del momento dialogico, secondo il principio della dequotazione dei vizi formali sancito dall’art. 21 octies della l.n. 241/90, e ciò non solo - in astratto - per il carattere discrezionale delle valutazioni di pertinenza dell’organo di controllo in materia paesaggistica, ma anche alla luce delle specifiche ragioni poste a base del provvedimento oggetto di gravame a fronte degli articolati rilievi prodotti in sede di ricorso da parte attorea, tali da indurre a ritenere, in sede prognostica, che, se fossero stati previamente offerti all’attenzione della Soprintendenza, avrebbero potuto condurre a determinazioni di segno contrario.
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Giurisp.Penale Cass.: Beni ambientali. Ordine di rimessione in pristino dello stato dei luoghi e decesso del condannato
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Cass. Sez. III n. 16687 del 20 aprile 2009 (Cc 05 mar. 2009)
Pres. De Maio Est. Squassoni Ric. P.M. in proc. Romano ed altri
Beni ambientali. Ordine di rimessione in pristino dello stato dei luoghi e decesso del condannato
In tema di tutela paesaggistica, il decesso del condannato non giustifica la sospensione o la revoca dell'ordine di rimessione in pristino dello stato dei luoghi, in quanto tale statuizione, di natura reale, conserva la sua efficacia nei confronti di tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo, diventano proprietari del bene su cui esso incide. (Fattispecie nella quale l'istanza di sospensione/revoca era stata presentata dagli eredi del condannato, estranei al reato).
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| Martedì, 04 agosto | | · | Beni ambientali. Valutazione di incidenza |
| Lunedì, 03 agosto | | · | Beni Ambientali. Indennità |
| Giovedì, 30 luglio | | · | Beni ambientali. Condono in zone vincolate |
| Mercoledì, 29 luglio | | · | Beni ambientali. Regime transitorio |
| Venerdì, 24 luglio | | · | Beni ambientali. Notificazioni e comunicazioni |
| · | Beni ambientali. Codice ''Urbani'' |
| · | Beni Ambientali. ZPS e ZSC |
| Lunedì, 13 luglio | | · | Beni Ambientali. ZPS |
| Venerdì, 10 luglio | | · | Beni Ambientali. Demolizione e ricostruzione di un muro |
| · | Beni Ambientali. Valutazione di incidenza |
| Mercoledì, 08 luglio | | · | Beni ambientali. Esercizio della caccia in aree protette (elemento soggettivo) |
| Giovedì, 02 luglio | | · | Beni Ambientali. Proroga termini autorizzazione paesaggistica |
| Lunedì, 29 giugno | | · | Beni Ambientali. Annullamento ministeriale n.o. |
| Venerdì, 19 giugno | | · | Beni ambientali. Navigazione in riserva marina |
| Giovedì, 11 giugno | | · | Beni Ambientali. Potere di annullamento ministeriale del n.o. paesaggistico |
| Lunedì, 08 giugno | | · | Beni Ambientali. Autorizzazione ambientale |
| Mercoledì, 03 giugno | | · | Beni ambientali. Demolizione e ricostruzione, necessità dell'autorizzazione paesaggistica |
| Sabato, 30 maggio | | · | Beni Ambientali. Laghi artificiali |
| Giovedì, 21 maggio | | · | Beni ambientali. Taglio di bosco autorizzato e danneggiamento ceppaie |
| · | Beni Ambientali. Opere nella fascia di 150 metri dalla battigia |
| Martedì, 19 maggio | | · | Beni ambientali. ZSC e SIC |
| Giovedì, 14 maggio | | · | Beni Ambientali. Sanzioni applicabili |
| · | Beni ambientali. V.i.a. |
| Mercoledì, 13 maggio | | · | Beni ambientali. Sanatoria paesaggistica (legge 308-2004) |
| Martedì, 12 maggio | | · | Beni Ambientali. Controversie relative alla istituzione di enti parco nazionali |
| Domenica, 26 aprile | | · | Beni Ambientali. Rimessione in pristino stato dei luoghi |
| Giovedì, 23 aprile | | · | Beni Ambientali. Impianti eolici |
| · | Beni ambientali. Vincolo e controllo autorità statale |
| Lunedì, 13 aprile | | · | Beni Ambientali. Vincoli paesaggistici e urbanistici |
| Lunedì, 30 marzo | | · | Beni ambientali. Laghi naturali e artificiali |
| Venerdì, 20 marzo | | · | Beni ambientali. Condono |
| Mercoledì, 11 marzo | | · | Beni Ambientali. Vincoli generali |
| Giovedì, 05 marzo | | · | Beni ambientali. Legittimazione associazioni ambientaliste |
| Giovedì, 26 febbraio | | · | Beni Ambientali. Demolizione non equivale a ripristino |
| Giovedì, 19 febbraio | | · | Beni Ambientali. Indennità |
| Domenica, 15 febbraio | | · | Beni Ambientali. Condono paesaggistico |
| · | Beni Ambientali. Condono paesaggistico |
| Mercoledì, 11 febbraio | | · | Beni Ambientali. ZPS e ZSC |
| Sabato, 07 febbraio | | · | Beni Ambientali. ZPS e SIC |
| Giovedì, 29 gennaio | | · | Beni Ambientali. Suolo e campagne |
| Sabato, 24 gennaio | | · | Beni Ambientali. Parchi e riserve naturali |
| Giovedì, 15 gennaio | | · | Beni Ambientali. Nulla osta ente parco |
| Mercoledì, 07 gennaio | | · | Beni Ambientali. Proroga termini autorizzazione paesaggistica |
| Martedì, 23 dicembre | | · | Beni ambientali. Piani territoriali paesistici |
| Domenica, 21 dicembre | | · | Beni ambientali. Condono ambientale (esclusione applicabilità anche al vincolo archeologico) |
| · | Beni Ambientali. Sanzioni |
| · | Beni Ambientali. Abusiva occupazione di spazio demaniale |
| · | Beni Ambientali Condono ambientale |
| Giovedì, 18 dicembre | | · | Beni Ambientali. Ente Parco |
| Lunedì, 15 dicembre | | · | Beni Ambientali. Demolizione e ricostruzione in zona vincolata |
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La IOWA University (USA) a Roma
e Tivoli vedi
Keisuke Tsurumi Giappone
(Università
di Tokio) vedi
Prof. Hector Jorge Bibiloni (Univ.
Buenos Aires) vedi
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