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Corte dei Conti: Danno ambientale. Relazione Procuratore Corte dei Conti 2010
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Adunanza delle SS.RR. del 17 febbraio 2010
Presidente Tullio Lazzaro
CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2010 RELAZIONE SCRITTA DEL PROCURATORE GENERALE MARIO RISTUCCIA
Stralcio relativo al paragrafo dedicato al danno ambientale
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TAR Veneto Sez. III sent. 3460 del 4 dicembre 2009
Danno ambientale. Imposizione di fidejussione
E' vero che le norme del D. Lgs 152/2006 non prevedono espressamente la possibilità per l’amministrazione di ordinare al presunto debitore il rilascio di una fideiussione a garanzia dei danni o delle opere da eseguire in sostituzione del responsabile di violazioni di norme ambientali. Tuttavia nulla vieta che l’amministrazione possa intimare, pur senza disporre di un effettivo potere coercitivo, il deposito, in via cautelare, di garanzie su somme che la stessa amministrazione ritiene di ascrivere al danno ambientale ovvero di dover essa stessa impiegare nell’esercizio del potere sanzionatorio o surrogatorio per gli interventi che la legge le impone di eseguire in danno del responsabile (nello specifico a seguito della violazione dell’art. 192 del D.Lgs 152/2006). Ciò, beninteso, a condizione che il provvedimento cui inerisce la richiesta di garanzie fideiussorie preveda di porre a carico (o ponga a carico) del soggetto onerato la realizzazione di interventi previsti dalla legge a titolo di sanzione per la violazione delle norme ambientali e in particolare quando è previsto il potere di esecuzione in danno del responsabile, e sussista un ragionevole rapporto tra l’importo che l’amministrazione richiede e che è garantito dalla fideiussione e quello stimato dall’amministrazione come costo delle stesse operazioni o ovvero come misura del danno ambientale.
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Cass. Sez. III n. 755 del 11 gennaio 2010 (Ud. 28 ott. 2009)
Pres. Onorato Est. Gentile Ric. Ciaroni
Danno ambientale. Rapporti tra d.lv. 152-2006 e codice civile
La disciplina normativa di cui all’art. 311, 1 comma, D.L.vo 152/06, secondo cui “il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio agisce, anche esercitando l’azione civile in sede penale, per il risarcimento del danno ambientale in forma specifica e, se necessario, per equivalente patrimoniale, oppure procede ai sensi delle disposizioni di cui alla parte sesta del presente decreto” non esclude e comunque non è incompatibile con la disciplina generale prevista dall’art. 2043 cc, in virtù della quale qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.
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Dottrina: Danno ambientale.Siti di interesse nazionale
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Danno ambientale e siti di interesse nazionale:il comma 437 della Finanziaria 2006 e il rinvio alla «vigente disciplina in materia»
di MATTEO BENOZZO
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Dottrina: Danno ambientale. Legittimazione
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Sulla pronuncia del Tar Palermo, sez. I, sent. n. 1633/2009 con cui si estromette, per mancanza di legittimazione processuale, Legambiente Comitato Regionale Siciliano dal giudizio .
di Nicola Giudice
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Giur.Amm. T.a.r.: Danno Ambientale. Legittimazione delle articolazioni territoriali di associazioni ambientaliste
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TAR Sicilia (PA) Sez. I sent. 1633 del 19 ottobre 2009
Danno Ambientale. Legittimazione delle articolazioni territoriali di associazioni ambientaliste
le articolazioni territoriali di associazioni ambientaliste riconosciute ai sensi dell'art. 13, l. 8 luglio 1986 n. 349, che ripetono il loro titolo legittimante da quello conferito all'Associazione nazionale di cui fanno parte, non sono dotate di autonoma legittimazione ad agire in giudizio nemmeno per l'impugnazione di provvedimenti ad efficacia territoriale circoscritta.
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Corte di Giustizia
CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE JULIANE KOKOTT presentate il 22 ottobre 2009
Causa C‑378/08 Raffinerie Mediterranee SpA (ERG), Polimeri Europa SpA, Syndial SpA contro Ministero dello Sviluppo Economico e a. e cause riunite C‑379/08 e C‑380/08 Raffinerie Mediterranee SpA (ERG) Polimeri Europa SpA Syndial SpA contro Ministero dello Sviluppo Economico e a.
domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia (Italia]
«Direttiva 2004/35/CE – Sito di interesse nazionale di Priolo – Applicabilità ratione temporis – Responsabilità per la riparazione di danni ambientali – Principio “chi inquina paga” – Misure per l’eliminazione di danni ambientali – Misure supplementari disposte d’autorità – Affidamento di appalti pubblici»
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TAR Piemonte Sez. I sent. 2292 del 25 settembre 2009
Danno ambientale. Legittimazione associazioni ambientaliste
Nel processo amministrativo, come in quello civile, salve espresse tassative previsioni di legge, non ha cittadinanza l’azione popolare, intesa a conseguire un mero controllo oggettivo e generalizzato della legittimità dei provvedimenti amministrativi. Non sono ammesse, nel nostro ordinamento fondato sull’interesse legittimo differenziato e qualificato, sull’interesse a ricorrere e sulla personalità dell’azione, forme di controllo giurisdizionale e generalizzato dell’attività della P.A.
Più in particolare, in materia di azioni a salvaguardia del bene ambiente va ricordato che mentre è pacifica, perché positivizzata in norma, la legittimazione a ricorrere delle associazioni ambientalistiche riconosciute, in forza del combinato disposto dell’art. 13 e dell’art. 18, co. 5 della L. 18.7.1086 n. 349 istitutiva del Ministero dell’Ambiente, il titolo processuale legittimante delle associazioni non riconosciute va ricercato, con l’ausilio della più avvertita elaborazione del Giudice amministrativo, nel criterio fenomenico e fattuale dello stabile collegamento sul territorio e della rappresentatività dell’ente collettivo. Va ulteriormente precisato che nel nostro ordinamento opera un duplice sistema di accertamento della legittimazione ad agire delle associazioni ambientaliste, nel senso che il potere di individuazione ministeriale, conferito dall'art. 13 della L. 349 del 1986, non esclude il potere del giudice di applicare direttamente la norma di cui all'art. 18, accertando, caso per caso ed ex post, la sussistenza della legittimazione in capo ad una determinata associazione.
L'ultimo comma dell'art. 118 Cost. - in particolare il principio di sussidiarietà orizzontale - sancisce e conclude un percorso di autonomia non più collegato al fenomeno della entificazione, ma correlato più semplicemente alla società civile e al suo sviluppo democratico a livello quasi sempre volontario".Proprio il riferimento all'art. 118 Cost. rafforza la tesi giurisprudenziale in punto di attribuibilità della legittimazione ad agire ad associazioni diverse da quelle di cui all'art. 13 della legge 1986 n. 349, purché rappresentative dell'interesse azionato.
Il riconoscimento della legittimazione ad agire in giudizio a favore delle associazioni non riconosciute di protezione ambientale non può che predicarsi solo là dove delle stesse sia accertato: 1.il carattere non occasionale o strumentale alla proposizione di una determinata impugnativa; 2.lo stabile collegamento col territorio, consolidatosi nel tempo, che deve presuntivamente escludersi in caso di associazioni costituite pochi giorni prima della proposizione del ricorso; 3.la rappresentatività della collettività locale di riferimento, requisito quest’ultimo, che non può prescindere dalla considerazione, quanto meno indiziaria, del numero delle persone fisiche costituenti l’associazione.
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TAR Piemonte Sez. I n. 2258 del 4 settembre 2009
Danno ambientale. Legittimazione associazioni ambientaliste
L’omessa allegazione di un danno diretto all’ambiente non consente, in ultima analisi, di ritenere sussistente la speciale legittimazione di Legambiente, né a diverse conclusioni può pervenirsi in forza della previsione contenuta nel già citato art. 310 del codice dell’ambiente che, nel configurare una generale legittimazione delle associazioni di tutela ambientale, limita oggettivamente detta legittimazione all’impugnazione degli atti e dei provvedimenti adottati in violazione delle disposizioni di cui alla parte sesta del codice medesimo, mentre le censure dedotte nella fattispecie afferiscono alle norme che regolano il servizio di gestione dei rifiuti e alla ripartizione dei relativi costi.
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Dottrina: Danno ambientale. Abrogazione articolo 18 l. 349-86
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L’articolo 18 della legge n. 349/1986 e` stato realmente abrogato?
di Stefano LEONI
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Dottrina: Danno ambientale. Risarcimento enti territoriali minori
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Riconoscimento del diritto al risarcimento per danno ambientale agli enti territoriali ‘minori’
di Luca PARTESOTTI
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TAR Calabria (CZ) Sez. I n. 378 del 30 aprile 2009
Danno ambientale. Legittimazione associazioni
Il concetto di "beni ambientali o valori ambientali" alla cui salvaguardia sono legittimate le Associazioni, pur in mancanza di specifiche indicazioni da parte della legislazione statale e regionale, viene riferito sia a quello di "ambiente", quale risulta dalla disciplina relativa al paesaggio (oggetto della tutela conservativa), che a quello di "ambiente" preso in considerazione dalle norme poste a protezione contro fattori aggressivi (difesa del suolo, dell'aria, dell'acqua) ed anche a quello di "ambiente", oggetto di disciplina urbanistica e di tutela del territorio.
L'elemento unificante di tutte queste elaborazioni consiste nel fatto che l'ambiente, in senso giuridico, va considerato come un insieme che, pur comprendendo vari beni o valori, quali flora, fauna, suolo, acqua, etc.., si distingue ontologicamente da questi in quanto si identifica in una realtà priva di consistenza materiale
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Dottrina: Danno ambientale. Danno esistenziale da illecito ambientale
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Il danno esistenziale da illecito ambientale dopo la sentenza della Corte Cassazione SS.UU. n. 26972/2008
di Alfredo SCIALO'
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Cass. Sez. III n. 26107 del 23 giugno 2009 (Cc. 6 mag. 2009)
Pres. Onorato Est. Gentile Ric. Lancellotti
Danno ambientale. Sequestro conservativo in favore delle parti civili
Fattispecie relativa a provvedimento con il quale il Tribunale, all’esito di sentenza emessa in primo grado nei confronti di soggetto condannato alla pena di anni sei di reclusione in riferimento a molteplici reati in materia di smaltimento di rifiuti, su richiesta delle parti civili disponeva il sequestro conservativo avente per oggetto vari beni immobili sino alla concorrenza dei crediti vantati dalle parti civili medesime.
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Dottrina: Danno Ambientale. Rapporto tra bonifica e risarcimento
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Il rapporto tra bonifica e risarcimento del danno ambientale
di Gianni Taddei
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Cass. Civ. Sez. III n. 11059 del 13 maggio 2009 (Ud. 7 apr. 2009)
Pres. Preden Est. Amatucci Ric. Icmesa spa
Danno ambientale. Danno da disastro ambientale
Va riconosciuto il diritto al risarcimento del danno morale quale conseguenza del reato di disastro ambientale a coloro che risiedono nella zona interessata dall'evento quale ristoro per la lesione consistita dall'ansia per la propria salute dopo i controlli sanitari imposti in occasione dell'accertamento del reato (fattispecie relativa alla vicenda "Seveso" per la esposizione alla diossina nel 1976)
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TAR Lazio (RM) Sez. I sent. 3481 del 1 aprile 2009
Danno ambientale.Legittimazione associazioni ambientaliste
Le associazioni ambientaliste riconosciute, quindi, sono legittimate ad agire in giudizio a tutela di aree sulle quali sono posti vincoli di tipo paesaggistico - ambientale, mentre sono prive di legittimazione ad agire, in quanto la loro posizione è differenziata ma non è qualificata, quando l’interesse dedotto in giudizio attiene ad aree su cui non insistono vincoli di tal genere.
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Corte dei Conti Sez. Sardegna sent. 1830 del 18 settembre 2008
La Corte dei conti ha comunque giurisdizione nei confronti dei soggetti legati alla P.A. da rapporto di impiego o di servizio cui è imputabile un danno ambientale, ai sensi dell’art. 313, comma 6, del d. lgs. 3.4.2006 n. 152, secondo cui “nel caso di danno provocato da soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, anziché ingiungere il pagamento del risarcimento per equivalente patrimoniale, invia rapporto all'Ufficio di Procura regionale presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti competente per territorio.
Tale norma ha introdotto un chiaro discrimine nella giurisdizione in materia di danno ambientale, appartenente in via generale al giudice ordinario, salvo i casi in cui tale danno sia “provocato da soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti, nel qual caso il Ministero non può agire autonomamente, ma deve limitarsi ad inviare “rapporto all'Ufficio di Procura regionale”, per l’azione di competenza dinanzi alla Sezione giurisdizionale della stessa Corte.
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Cass. Sez. III n.41828 del 7 novembre 2008 (Ud. 30 set. 2008)
Pres. De Maio Est. Fiale Ric. Petri ed altri
Danno Ambientale. Nozione e nuova disciplina
Il contenuto stesso del danno ambientale viene a coincidere con la nozione non di danno patito bensì di donno provocato ed il danno ingiusto da risarcire si pone in modo indifferente rispetto alla produzione di danni-conseguenze, essendo sufficiente per la sua configurazione la lesione in sé di quell'interesse ampio e diffuso alla salvaguardia ambientale, secondo contenuti e dimensioni fissati da norme e provvedimenti. Il legislatore, invero, in tema di pregiudizio ai valori ambientali, ha inteso prevedere un ristoro quanto più anticipato possibile rispetto al verificarsi delle conseguenze dannose, che presenterebbero situazioni di irreversibilità. Per integrare il fatto illecito, che obbliga al risarcimento del danno, non è necessario che l'ambiente in tutto o in parte venga alterato, deteriorato o distrutto, ma è sufficiente una condotta sia pure soltanto colposa "in violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge", che l'art. 18 della legge n. 349/1986 specificamente riconosceva idonea a compromettere l'ambiente quale fatto ingiusto implicante una lesione presunta del valore giuridico tutelato. Il D.Lgs. n. 152/2006 (art. 318) ha espressamente abrogato (ad eccezione del comma 5) l'art. 18 della legge n. 349/1986; deve però rilevarsi al riguardo [anche con riferimento alla questione della attuale legittimazione degli enti territoriali minori] che, ai sensi dell'art. 303, comma l - lett. t), del D.Lgs. n. 152/2006, il legislatore, conformemente alle indicazioni della direttiva 2004/35/CE, ha escluso espressamente ogni possibilità di applicazione retroattiva delle disposizioni di nuova introduzione costituenti la parte sesta dello stesso D.Lgs. n. 152/2006.
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Giur.Amm. T.a.r.: Danno ambientale. Legittimazione ad agire delle associazioni ambientalistiche
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TAR Veneto Sez. II n. 1993 dell'11 luglio 2008
Danno ambientale. Legittimazione ad agire delle associazioni ambientalistiche
Non è possibile considerare processualmente legittimate ad agire le associazioni ambientalistiche che impugnino una qualsiasi deliberazione comunale incidente sulla gestione del territorio e non diretta espressamente a compromettere l'ambiente, proprio perché il concetto di bene ambientale ha una sua autonomia giuridica.
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Cass. Civ. Sez. III n. 10118 del 17 aprile 2008 (Ud. 10 mar. 2008)
Pres. Varrone Est. Massera Parti: Deodati ed altri contro Min. Ambiente
Danno ambientale. Risarcimento danni da illecito
Con riguardo ad azione di risarcimento del danno ambientale, promossa da un Comune a norma dell' art. 18 legge n. 349 del 1986, nella prova dell'indicato danno bisogna distinguere tra danno ai singoli beni di proprietà pubblica o privata, o a posizioni soggettive individuali, che trovano tutela nelle regole ordinarie, e danno all'ambiente considerato in senso unitario, in cui il profilo sanzionatorio, nei confronti del fatto lesivo del bene ambientale, comporta un accertamento che non è quello del mero pregiudizio patrimoniale, bensì della compromissione dell'ambiente, vale a dire della lesione "in sé" del bene ambientale. Pertanto si può verificare sia un danno prettamente patrimoniale ai singoli beni, pubblici o privati, sia un danno all'ambiente, bene di natura pubblicistica, unitario e immateriale.
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Dottrina: Danno Ambientale. Discipina nel ''testo unico ambientale''
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La responsabilita` per danno all’ambiente nel TUA: un passo avanti e due indietro ... di Franco Giampietro
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Cons. Stato Sez. VI sent. 5453 del 19 ottobre 2007 Danno ambientale. Legittimazione a ricorrere
La generale legittimazione a ricorrere spetta all’associazione Legambiente, nella sua veste di associazione ambientalistica di livello nazionale, riconosciuta con apposito decreto ministeriale; tale non è il Circolo Gaia di Legambiente, che costituisce solo una struttura territoriale facente capo all’associazione nazionale, ma che, in quanto mera associazione d’ambito locale, in se e per se non riconosciuta, non può ritenersi legittimata alla proposizione del gravame; tale potestà spettando solo all’associazione nazionale riconosciuta in quanto tale e non alle sue strutture associative d’ambito locale; donde il difetto di legittimazione a ricorrere di detta associazione locale specie nel caso in cui non abbia dimostrato di patire un danno diretto e concreto a cagione dell’adozione dei provvedimenti impugnati
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Giurisp.Penale Cass.: Danno Ambientale. Risarcimento alla PA e irrilevanza del comportamento della ste
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Cass. Sez. III n. 39413 del 25 ottobre 2007 (Ud. 27 set. 2007) Pres. Papa Est. Sensini Ric. Amm.ne Prov.le Imperia in proc. Pizzimbone Danno Ambientale. Risarcimento alla PA e irrilevanza del comportamento della stessa
Eventuali carenze dell'attività di vigilanza della Pubblica Amministrazione non possono riflettersi negativamente, pena un percorso argomentativo logicamente viziato, sul risarcimento dei danni che l'Ente ha comunque diritto di conseguire per effetto del comportamento di terzi, lesivo del suo prestigio e della sua immagine. Invero, una volta affermata la penale responsabilità dei prevenuti, non è possibile elidere il danno in dipendenza del comportamento dell'Ente, comportamento che - a tutto voler concedere - potrebbe integrare soltanto un concorso di colpa (art. 2056 in relazione all'art. 1227 c.c.), incidente sulla quantificazione concreta del danno. Di nessuna incidenza è la mancata riscossione della polizza fidejussoria da parte della Amministrazione in considerazione del fatto che la mancata escussione non può in ogni caso riguardare la fonte del danno, ma piuttosto attiene ad un posterius, alla fase per così dire esecutiva e, pertanto, indipendente dalla prima. La riscossione della polizza fidejussoria presuppone che si sia verificato il danno a garanzia del quale la polizza è preordinata, ma la mancata riscossione è un elemento eventuale e, appunto, successivo, che non esclude il verificarsi del fatto garantito dalla polizza stessa.
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Dottrina: Danno Ambientale. Il danno ambientale nel T.U.
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Il danno all’ambiente nel T.U. tra interesse diffuso e posizioni soggettive di Luca Prati
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TAR Emilia Romagna (BO) Sez. I sent. 1618 del 6 luglio 2007 Danno ambientale. Azione popolare
L'azione popolare di cui all'art. 9 co. 1 T.U.E.L. ha natura sostitutiva o suppletiva, in quanto è volta ad assicurare la tutela dei diritti e degli interessi del comune o della provincia nel caso di inerzia degli amministratori locali in ordine all'esercizio di tale tutela; si tratta dunque di una azione di tipo eccezionale, esercitata da un soggetto diverso da quello che è titolare della situazione sostanziale tutelata e che non può trasformarsi in una azione di tipo correttivo, in cui il cittadino faccia valere una posizione contrastante con quella espressa dall'ente esponenziale della collettività; in altre parole, l'azione popolare ex art. 9 presuppone che il comune o la provincia abbia omesso di esercitare le azioni ed i ricorsi che gli competevano e non può essere invece utilizzata dal cittadino per opporsi alla volontà manifestata dall'ente locale, perché ciò concreterebbe un evidente vulnus del principio di rappresentatività
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Dottrina: Gli obblighi dell'operatore ed i poteri ministeriali in tema di danno ambientale
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dan82 ha scritto "
Gli obblighi dell'operatore ed i
poteri ministeriali in tema di danno ambientale
di Daniele ESIBINI
"
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Cass. Sez. III n. 16575 del 2 maggio 2007 (Ud. 6 mar. 2007) Pres. Lupo Est. Fiale Ric. Min. Ambiente ed altro in proc. Antonini ed altri Danno ambientale. Risarcibilità alla luce del D.Lv. 152-06
Anche a fronte delle disposizioni introdotte con il D.Lv. 152-06 (che pure presentano difetti dì coordinamento sia tra loro sia con altre disposizioni dello stesso testo legislativo) debbono ribadirsi le conclusioni alle quali si è pervenuto - in materia di risarcimento per equivalente patrimoniale - nell'interpretazione dell'art. 18 della legge n. 34/1986. Va affermato – in particolare - che integra il danno ambientale risarcibile anche il danno derivante, medio tempore, dalla mancata disponibilità di una risorsa ambientale intatta, ossia le c.d. "perdite provvisorie", previste espressamente come componente del danno risarcibile dalla direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale) approvata il 21.4.2004 e considerate risarcibili dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione sotto forma di "modifiche temporanee dello stato dei luoghi". La risarcibilità delle perdite temporanee è giustificata dal fatto che qualsiasi intervento di ripristino ambientale, per quanto tempestivo, non può mai eliminare quello speciale profilo di danno conseguente alla perdita di fruibilità della risorsa naturale compromessa dalla condotta illecita, danno che si verifica nel momento in cui tale condotta viene tenuta e che perdura per tutto il tempo necessario a ricostituire lo status quo. Anche ai sensi dell'art. 313, comma 7 del D.Lgs. n. 152/2006 - "resta in ogni caso fermo il diritto dei soggetti danneggiati dal fatto produttivo di danno ambientale, nella loro salute o nei beni di loro proprietà, di agire in giudizio nei confronti del responsabile a tutela dei diritti e degli interessi lesi". Ne consegue che può essere risarcita la lesione alla reputazione commerciale e la diminuzione dell'attività di ricezione turistica di un albergo
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Cass. Sez. III n. 16575 del 2 maggio 2007 - depositata il 2 maggio 2007 Pres. Lupo Est. Fiale Ric. Antonini Danno Ambientale. Risarcibilità
A giudizio della Corte, le conclusioni raggiunte dalla giurisprudenza
di legittimità in tema di risarcimento per danno ambientale, in
particolare il superamento della funzione compensativa del
risarcimento, vanno ribadite anche dopo l’entrata in vigore delle nuove
disposizioni in materia ambientale, di cui al decreto legislativo 3
aprile 2006 n. 152, che ha espressamente abrogato l’art. 18 della legge
394 del 1986 (istitutiva del Ministero dell’Ambiente). In particolare
la Corte ha ritenuto che integri il danno ambientale risarcibile anche
il danno derivante medio tempore dalla mancata disponibilità di una
risorsa ambientale intatta, ovvero le cd. perdite provvisorie, già
previste quali componenti del danno risarcibile dalla Direttiva
2004/35/CE.
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Cass. Civile Sez. 1, Sentenza n. 9211 del 01/09/1995 Presidente: Cantillo M. Estensore: Carbone V. P.M. Di Salvo E. (Conf.) Smithwline Beecham Farm. (Guarino ed altro) contro Com. Senago ed altri (Romanelli ed altro) (Cassa con rinvio, App. Milano, 20 novembre 1992). PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - OGGETTO - Azione di risarcimento del danno ambientale - Promozione da parte di un Comune a norma dell'art. 18 legge n. 349 del 1986 - Prova del danno - Oggetto - Consulenza tecnica di ufficio - Ammissibilità.
Con riguardo ad azione di risarcimento del danno ambientale, promossa da un Comune a norma dell'art. 18 legge n. 349 del 1986 (nella specie, nei confronti di imprese che si assumono responsabili di produzione, circolazione e sversamento di rifiuti speciali industriali senza l'adozione di idonee cautele), nella prova dell'indicato danno bisogna distinguere tra danno ai singoli beni di proprietà pubblica o privata, o a posizioni soggettive individuali, che trovano tutela nelle regole ordinarie, e danno all'ambiente considerato in senso unitario, in cui il profilo sanzionatorio, nei confronti del fatto lesivo del bene ambientale, comporta un accertamento che non è quello del mero pregiudizio patrimoniale, bensì della compromissione dell'ambiente, vale a dire della lesione "in sè" del bene ambientale, la cui sussistenza è valutabile solo attraverso accertamenti, eseguiti da qualificati organismi pubblici, in presenza dei quali non può fondatamente rigettarsi la richiesta del danneggiato di consulenza tecnica di ufficio, non sussistendo in ottemperanza di questi all'onere della prova ed essendo la consulenza finalizzata alla verifica di fatti essenziali per la decisione, rispetto ai quali essa si presenta come strumento tecnicamente più funzionale ed efficace d'indagine.
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| Martedì, 24 aprile | | · | Danno ambientale. Dolo o colpa |
| · | Danno ambientale. Giurisdizione |
| Venerdì, 16 marzo | | · | Danno Ambientale. Costituzione associaioni ambientaliste (regime transitorio) |
| Martedì, 30 gennaio | | · | Danno ambientale. Legittimazione |
| Martedì, 19 dicembre | | · | Danno ambientale. Legittimazione soggetto privato |
| Mercoledì, 13 dicembre | | · | Danno ambientale. Comitati e associaizoni |
| Lunedì, 13 novembre | | · | Danno Ambientale. Legittimazione associazioni ambientaliste |
| Lunedì, 12 giugno | | · | Il nuovo danno ambientale |
| Giovedì, 22 settembre | | · | Danno Ambientale. Commento allo schema di D.Lv. in materia di tutela risarcitori |
| · | la riforma della responsabilità ambientale - osservazioni |
| Venerdì, 02 settembre | | · | Danno ambientale. Associazioni ecologiste |
| Venerdì, 15 luglio | | · | Danno ambientale. Inquinamento da idrocarburi |
| Giovedì, 30 giugno | | · | Danno Ambientale. Responsabilità (smaltimento rifiuti) |
| Mercoledì, 12 gennaio | | · | Danno ambientale. Comune, diritto al risarcimento |
| Mercoledì, 24 novembre | | · | Dannoa Ambientale. Il danno ambientale come reato |
| Lunedì, 22 novembre | | · | Dannoa Ambientale. Villaggio Coppola |
| Martedì, 09 novembre | | · | Danno Ambientale. L'intervento in giudizio delle associazione di protezione ambi |
| Venerdì, 07 maggio | | · | Danno ambientale. Nuova direttiva comunitaria |
| Venerdì, 30 aprile | | · | Danno ambientale. Fondo di rotazione |
| Lunedì, 12 aprile | | · | Documento sulle bonifiche dei siti contaminati (archivio 1998 - 2003) |
| Domenica, 29 febbraio | | · | Danno ambientale. Valutazione |
| Martedì, 03 febbraio | | · | Danno ambientale.Evoluzione della normativa (archivio 1998 - 2002) |
| Lunedì, 29 dicembre | | · | Danno ambientale e amministrazioni comunali (archivio 1998-2002) |
| Venerdì, 11 luglio | | · | Danno Ambientale. Risarcibilità danno esistenziale |
| Lunedì, 07 luglio | | · | Danno Ambientale. Legittimazione alla costituzione di p.c. |
| Domenica, 04 maggio | | · | Danno Ambientale. Commento a Trib. Venezia n. 975 del 12 febbraio 2003. |
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La IOWA University (USA) a Roma
e Tivoli vedi
Keisuke Tsurumi Giappone
(Università
di Tokio) vedi
Prof. Hector Jorge Bibiloni (Univ.
Buenos Aires) vedi
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