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TAR VENETO, Sez. III sent. 149 del 26 gennaio 2010
Rifiuti. Sottoprodotti
La nozione di rifiuto non dipende solamente dalla presenza o meno, nei residui da lavorazioni, di sostanze potenzialmente idonee ad un successivo utilizzo e dalla concorrente volontà di utilizzare dette sostanze.Pertanto affinché un residuo di produzione possa essere sottratto alla qualifica di rifiuto è necessario che esso sia riutilizzato in maniera certa nel corso del medesimo processo di produzione, in assenza di un trattamento preventivo o di trasformazioni preliminari, ed è quest’ultima condizione che difetta nel caso all’esame poiché, come sopra precisato, è pacifico che la ricorrente procede all’estrazione del ferro dai residui di produzione mediante il loro trattamento.
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Dottrina: Rifiuti. Tassa e tariffa rifiuti
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La Tassa e la Tariffa rifiuti alla luce del “mille proroghe” e della circolare Ifel-Anci del 2 marzo 2010
di Alberto PIEROBON
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Cass. Sez. III n. 8275 del 3 marzo 2010 (CC 25 nov. 2009)
Pres. Grassi Est. Marmo Ric. Rizzi
Rifiuti. Abbandono fuori dei contenitori per la raccolta
E’ vietato l’abbandono dei rifiuti fuori dagli appositi contenitori e vi è l’onere, per le imprese addette alla raccolta dei rifiuti, di controllare la corretta attività di smaltimento rivolgendosi ad altro luogo di conferimento nel caso in cui siano saturi i contenitori ai quali vengano destinati i rifiuti.
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TAR Sicilia (PA) Sez. I sent. 584 del 20 gennaio 2010
Rifiuti. Abbandono e responsabilità ente gestore strade
Nella peculiare ipotesi in cui l’abbandono abusivo dei rifiuti non pericolosi avvenga in prossimità dell’area stradale, è illegittimo l’ordine di rimozione intimato nei confronti dell’ente gestore quando non risulti riscontrabile un profilo soggettivo (di dolo o, quanto meno, di colpa). Ai fini dell'imposizione dell'obbligo di rimozione dei rifiuti, non è sufficiente una generica « culpa in vigilando »
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Cass. Sez. III n. 8300 del 3 marzo 2010 (CC 25 nov. 2009)
Pres. Grassi Est. Marmo Ric. Cadelano
Rifiuti. Trasporto
Il trasporto di rifiuti propri non pericolosi, ancorché effettuato in via eccezionale, integra il reato di cui all’art. 256 comma primo D.lgs. 152 del 2006, ove il produttore, non avvalendosi delle prestazioni di imprese esercenti servizi di smaltimento regolarmente autorizzate ed iscritte all’Albo nazionale dei gestori ambientali, abbia utilizzato mezzi propri non autorizzati
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TAR Sicilia (PA) Sez. I sent. 581 del 20 gennaio 2010
Rifiuti. Sansa di olive
L’art.1 D.P.C.M 8/10/2004 ha introdotto la nuova lett.f) al punto.1 dell’All..3 D.P.C.M.08/3/2002 n.23959. Secondo la nuova disposizione, quindi, la sansa di oliva disoleata avente le caratteristiche riportate nella tabella di cui allo stesso D.P.C.M., ed ottenuta dal trattamento della sanse vergini con n.esano per l'estrazione dell'olio di sansa destinato all'alimentazione umana, e da successivo trattamento termico, rientra tra le biomasse combustibili purché i predetti trattamenti siano effettuati all'interno del medesimo impianto. Le sanse disoletate, quindi, prodotte direttamente dall’impresa , che rispettano i parametri di cui al novellato D.P.C.M.08/03/2002 (come modificato dal D.P.C.M. 08/10/2004), sono individuate non già come rifiuti (con le connesse implicazioni anche in ordine alla tenuta dei relativi registri ed alle autorizzazioni necessarie) bensì quali combustibili: solo in tali evenienze non trovano di conseguenza applicazione le disposizioni di cui al D.Lgs.22/97 (oggi sostituito dal D.Lgs.152/06). Tuttavia, in mancanza dello specifico presupposto regolamentare (i.e.: accertamento del rispetto dei parametri stabiliti dal D.P.C.M. per le sanse esauste al fine di poter ascrivere queste ultime alla categoria di <combustibili> da fonti rinnovabili) non può che trovare applicazione la differente disciplina stabilita rispettivamente dal D.Lgs.22/97 (oggi abrogato e sostituito dal D.Lgs.152/06) e dal D.M.05/02/1998, considerato vieppiù che non risultano conducenti al caso qui in esame i richiami ai limiti di emissione di cui al D.Lgs.133/05, all.to 2 paragrafo “A” punto 3.1.2 (biomasse) in quanto inerenti alla diversa tipologia impianti di coincenerimento.
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TAR Lazio (RM) Sez. I sent. 319 del 18 gennaio 2010
Rifiuti. Emergenza Campania
L’art. 9, comma 5, del decreto legge 90/2008, per l’evidente ragione che l’emergenza rifiuti in atto nella regione Campania richiede la compressione dei tempi e lo snellimento delle procedure amministrative, ha previsto una procedura per il rilascio della VIA in deroga alle norme nazionali e regionali vigenti. A tal fine, peraltro, va osservato come l’ordinamento comunitario attribuisca agli Stati membri un certo margine di discrezionalità, atteso che, ai sensi dell’art. 2, comma 1, della Direttiva 27 giugno 1985 n. 85/337/CE (Direttiva del Consiglio concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati), gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché, prima del rilascio dell’autorizzazione, per i progetti per i quali si prevede un notevole impatto ambientale, in particolare per la loro natura, le loro dimensioni o la loro ubicazione, sia prevista un’autorizzazione e una valutazione del loro impatto. La stessa Direttiva (art. 1, comma 5) stabilisce che le relative disposizioni non trovano applicazione relativamente “ai progetti adottati nei dettagli mediante un atto legislativo nazionale specifico, inteso che gli obiettivi perseguiti dalla presente direttiva, incluso l’obiettivo della disponibilità delle informazioni, vengono raggiunti tramite la procedura legislativa”. Proprio le disposizioni introdotte dal decreto legge 90 integrano, ad avviso del Collegio, quell’“atto legislativo specifico”, in presenza del quale, secondo quanto disposto dalla Direttiva di cui sopra, è consentita la derogabilità alle disposizioni aventi generale applicazione in tema di valutazione di impatto ambientale.
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Cass. Sez. III n. 8299 del 3 marzo 2010 (CC 25 nov. 2009)
Pres. Grassi Est. Marmo Ric. Del Prete
Rifiuti. Articolo 260 D.Lv. 152/06
L’avverbio “abusivamente” di cui al primo comma dell’art. 260 del Decreto Legislativo n. 152 del 2006 si riferisce a tutte le attività non conformi ai precisi dettati normativi svolte nel delicato settore della raccolta e smaltimento di rifiuti “pericolosi e non” analiticamente disciplinato dalla normativa.
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Corte Costituzionale sent. n. 83 del 5 marzo 2010
Oggetto: Reati e pene - Reati riferiti alla gestione dei rifiuti commessi nei territori in cui vige lo stato di emergenza ambientale dichiarato ai sensi della legge n. 225 del 1992 - Disciplina sanzionatoria.
Dispositivo: non fondatezza
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Corte dei Conti
Sezione giurisdizionale regionale per la Campania - Inaugurazione dell'anno giudiziario 2010
Relazione del Procuratore Regionale dott. Arturo Martucci di Scarfizzi
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CONSIDERAZIONI SULLA INTERMEDIAZIONE DI RIFIUTI
di Giovanni TAPETTO
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Corte di Giustizia (Quarta Sezione) 4 marzo 2010
«Inadempimento di uno Stato – Ambiente – Direttiva 2006/12/CE – Artt. 4 e 5 – Gestione dei rifiuti – Piano di gestione – Rete adeguata ed integrata di impianti di smaltimento – Pericolo per la salute umana o per l’ambiente – Forza maggiore – Turbative dell’ordine pubblico – Criminalità organizzata»
Commissione europea contro Repubblica Italiana
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IL SISTRI, SISTEMA INFORMATICO DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI: UNA PRIMA RICOSTRUZIONE (parte terza)
di Alberto PIEROBON
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Dottrina: Rifiuti. Gestione rifiuti urbani
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AFFIDAMENTO DI SERVIZI PUBBLICI LOCALI – TAR VENETO SENTENZA N. 336/2010 – L’ART.23 BIS DEL D. L. 12/2008 PREVALE SUGLI ORDINAMENTI DI SETTORE CON ESSO INCOMPATIBILI, COMPRESO IL D.LGS. N.152/06. SERVIZIO PUBBLICO DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI
di Carlo RAPICAVOLI
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TAR Lombardia (MI) Sez. IV sent. 41 del 13 gennaio 2010
Rifiuti. Abbandono
Il trasgressore del divieto di “abbandono”e “deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo” è, bensì, “tenuto a procedere alla rimozione, all'avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull'area”, sempreché ad essi tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa. Ai fini dell'imputazione, al titolare di un diritto personale di godimento di una area, della responsabilità per i danni conseguenti all'abbandono di rifiuti nell'area stessa, con il conseguente obbligo di bonifica, deve sussistere quantomeno l'elemento della colpa, L’ordinanza gravata, per contro, pretende di addossare la responsabilità della discarica ai ricorrenti, senza supportare tale determinazione da una adeguata istruttoria, idonea - come tale - a rivelare gli elementi che avrebbero indotto la stessa amministrazione a ravvisare la responsabilità degli istanti.
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REGIONE VENETO - LEGGE REGIONALE 16 FEBBRAIO 2010 N. 11 – LEGGE FINANZIARIA REGIONALE PER IL 2010 – ART. 16 – IMPIANTI DI SMALTIMENTO E DI RECUPERO DI RIFIUTI SPECIALI - PRIME INDICAZIONI PER L’APPLICAZIONE DELLA NORMA
di Carlo RAPICAVOLI
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DECRETO 15 febbraio 2010
Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009, recante: «Istituzione del sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009».
(GU n. 48 del 27-2-2010 )
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Decisione della Commissione, del 23 febbraio 2010, recante modifica dell’allegato II della direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai veicoli fuori uso [notificata con il numero C(2010) 972]
GUCE L48 del 25 febbraio 2010
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Corte di Giustizia (Ottava Sezione) sent. 25 febbraio 2010
«Direttiva 2000/76/CE – Incenerimento dei rifiuti – Impianto di incenerimento – Impianto di coincenerimento – Complesso costituito da un impianto di gassificazione e da una centrale elettrica – Incenerimento nella centrale elettrica di gas non depurato derivato dal trattamento termico di rifiuti nell’impianto di gassificazione»
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Dottrina: Rifiuti. Sistri (parte seconda)
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IL SISTRI, SISTEMA INFORMATICO DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI: UNA PRIMA RICOSTRUZIONE . (seconda parte)
di Alberto PIEROBON
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TAR Campania (NA) Sez. V sent. 70 del 12 gennaio 2010
Rifiuti. Bonifiche (amianto)
La doverosità della funzione pubblica di bonifica ambientale dei siti inquinati (nella specie, per la presenza di amianto) non si traduce ipso facto nell’attribuzione di una pretesa tutelata dalla legge direttamente in capo ai singoli portatori dell’interesse diffuso ambientale, come tale suscettibile di essere fatta valere in sede procedimentale o in un successivo giudizio, con domanda o azione individuale, uti singulus. La tutela ambientale, anche allorché si traduca e si concretizzi in azioni dirette di bonifica di specifici siti contaminati, non determina, in capo ai soggetti che si trovino legati a quel territorio da un vincolo di prossimità, il sorgere di un diritto soggettivo o di un interesse legittimo pretensivo, idonei a fondare una legittimazione procedimentale propria di tali soggetti, siccome distinti e qualificati, rispetto all’interesse (semplice o di fatto) diffuso tra i componenti la collettività locale in vario modo interessata.
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Cass. Sez. III n. 6266 del 16 febbraio 2010 (Ud. 14 gen 2010)
Pres. Altieri Est. Marini Ric. Bellini
Rifiuti. Calcolo volumetrico rifiuti solidi
Non può condividersi l’interpretazione secondo la quale per i rifiuti solidi il calcolo volumetrico dovrebbe essere operato non tenendo conto degli spazi vuoti esistenti fra i diversi corpi, spazi ovviamente irregolari e diversi a seconda dei materiali; ciò che la legge individua è l’ingombro dei materiali abbandonati e non la quantità di materia che li compone.
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IL SISTRI (SISTEMA INFORMATICO DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI): UNA PRIMA RICOSTRUZIONE (PRIMA PARTE).
di Alberto PIEROBON
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TAR Veneto Sez. III n. 3810 del 23 dicembre 2009
Rifiuti. Attività di cava e riempimento
Nella prospettiva di prevenire la produzione di rifiuti da destinare allo smaltimento in discarica, l’art. 10 del decreto n. 117/08 permette agli operatori di utilizzare i rifiuti di estrazione, vale a dire i rifiuti prodotti nel corso o a seguito dell’attività estrattiva, per il riempimento dei vuoti e delle volumetrie causati dalle escavazioni, subordinando però tale possibilità a una serie di condizioni. La scelta del legislatore delegato concerne il riempimento, con rifiuti di estrazione, di vuoti e di volumetrie prodotti dall’attività estrattiva. L’art. 10 , intitolato, in modo assai generico, “vuoti e volumetrie prodotti dall’attività estrattiva”, non sembra distinguere in alcun modo, nemmeno nel comma 3, tra cave in esercizio e cave dismesse o abbandonate, tra vuoti e volumetrie (pre)esistenti e vuoti e volumetrie conseguenti a una attività di cava in esercizio. L’unica distinzione presente nell’art. 10 è quella tra rifiuti di estrazione e rifiuti diversi dai rifiuti di estrazione. La norma che assoggetta il riempimento alle disposizioni del decreto n. 36 del 2003 sulle discariche di rifiuti si applica perciò ai “vuoti di cava” relativi sia alle cave in esercizio, sia alle cave dismesse o abbandonate. Del resto, parrebbe illogico, oltre che contrario alla lettera della norma, interpretare l’espressione “riempimento” (o “ripiena”) “di vuoti o di volumetrie prodotti dall’attività estrattiva” (cfr. art. 10, commi 1 e 3) ritenendo l’espressione stessa riferibile, in via esclusiva -e in maniera restrittiva- a una attività estrattiva in corso: è invece vero che i rifiuti in questione devono essere prodotti della attività estrattiva, e ciò indipendentemente dal periodo in cui tale attività sia stata svolta.
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Cons. Stato Sez. IV n. 8532 del 21 dicembre 2009
Rifiuti. Localizzazione impianti di smaltimento
La disciplina normativa (articoli da 195 a 198 sulle competenze di Stato, Regioni, province e comuni in materia ambientale) in tema di localizzazione degli impianti prevede all’articolo 195 comma 1 lettera p) del D.Lgs.n.152 del 2006 che tra le competenze statali vi è la indicazione dei criteri generali relativi alle caratteristiche delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti. Si tratta quindi di una indicazione in negativo, che comporta la esclusione di una serie di aree da quelle potenzialmente allocatarie di impianti. Tale competenza statale è conforme ad una recente sentenza del giudice delle leggi, che ha sostenuto che la determinazione dei criteri generali per la individuazione delle caratteristiche delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti non risulta lesiva di alcuna competenza regionale, costituendo esercizio della competenza statale a dettare i principi fondamentali in tema di governo del territorio. Per le regioni, la legge prevede all’art. 196, comma 1 la competenza “alla definizione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, nel rispetto dei criteri generali indicati nell’articolo 195, comma 1, lettera p) (lettera o)”, ma prima ancora “la definizione di criteri per la individuazione, da parte delle provincie, delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, nel rispetto dei criteri generali indicati nell’articolo 195, comma 1, lettera p” (lettera n). Pertanto, non è in dubbio la competenza nei termini sopra previsti sia della Regione che della Provincia.
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Corte dei Conti Sez. Giur. Campania n. 1492 del 9 dicembre 2009
Rifiuti. Raccolta differenziata
In tema di responsabilità del Sindaco del Comune di Marcianise (Caserta) e dei funzionari preposti al settore, per mancato raggiungimento della percentuale minima di raccolta differenziata dei rifiuti urbani
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TAR Veneto Sez. III n. 3803 del 23 dicemre 2009
Rifiuti. Ordinanza di rimozione (illegittimità)
E’ illegittima una ordinanza emessa ex art. 14, comma 3, del D.lg 5 febbraio 1997, n. 22, con la quale il Sindaco ha ordinato al proprietario di un’immobile di procedere all rimozione e all’avvio al recupero o allo smaltimento dei rifiuti ivi presenti, senza svolgere alcuna preventiva valida attività istruttoria finalizzata ad accertare ed individuare l’effettivo responsabile dell’abbandono dei rifiuti medesimi, atteso che gli adempimenti concernenti l’eliminazione dei rifiuti ed il ripristino dei luoghi non possono essere addossati indiscriminalmente al proprietario per il solo fatto di questa sua qualità, ma è necessario l’accertamento di un suo comportamento, anche omissivo, di corresponsabilità e quindi di un suo coinvolgimento doloso o quantomeno colposo
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TAR Toscana Sez. II n. 3973 del 18 dicembre 2009
Rifiuti. Bonifiche (sistema della barriera fisica)
In tema di bonifiche, riguardo alla scelta del sistema della barriera fisica, la scelta in parola richiede: a) un’attenta istruttoria circa gli effetti che l’indicata barriera avrebbe sortito sulle dinamiche idriche e geologiche dell’area sottostante; b) un’altrettanto attenta istruttoria sulle possibili interazioni tre le due tipologie di barriera (idraulica e fisica), onde impedire duplicazioni di interventi, con inutile aggravio dei costi, nonché interazioni negative comportanti aggravamento dei rischi che si intendevano scongiurare; c) un’analisi costi/benefici in merito alle quantità di materiale contaminato di cui la realizzazione dell’opera avrebbe richiesto la movimentazione. Vi è poi l’esigenza di sottoporre l’opera di confinamento fisico delle acque ad un’analisi dell’impatto che essa ha sul territorio circostante, onde scongiurare che produca sull’ambiente più problemi di quelli che tende a risolvere . L’opera è soggetta a procedura obbligatoria di valutazione di impatto ambientale, ai sensi sia del sopravvenuto d.lgs. n. 152/2006, sia del precedente art. 1, comma 1, lett. l) del d.p.c.m. n. 377/1988.
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Il caso di microraccolta di rifiuti.
di Rosa Bertuzzi
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TAR Liguria Sez. I sent. 3741 del 15 dicembre 2009
Rifiuti. Terre e rocce da scavo
Le rocce ed i materiali di scavo vanno considerati alla stregua di rifiuti, anche se appaiono come idonei all’utilizzo fatto in concreto, ove non siano state seguite le procedure per il loro riutilizzo (art. 186 del d.lvo 3.4.2006, n. 152).
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| Lunedì, 01 febbraio | | · | Rifiuti. Terre e rocce da scavo |
| · | Rifiuti. Bonifiche |
| Venerdì, 29 gennaio | | · | Rifiuti. Ceneri di pirite |
| · | Rifiuti. Divieto di abbandono |
| Mercoledì, 27 gennaio | | · | Rifiuti. Rifiuti pericolosi e sanzioni amministrative |
| · | Rifiuti. Bonifiche siti inquinati e responsabilità |
| Giovedì, 21 gennaio | | · | Rifiuti. Iscrizione all'Albo |
| Mercoledì, 20 gennaio | | · | Rifiuti. Ordine di smaltimento impartito dal giudice |
| · | Rifiuti. Abbandono ed utilizzabilità videoregistrazioni |
| Martedì, 19 gennaio | | · | Rifiuti. Riutilizzo della sansa di oliva disoleata quale combustibile |
| · | Rifiuti. Legislazione speciale e trasporto |
| · | Rifiuti. Ordinanza di rimozione (strada in concessione ANAS) |
| Domenica, 17 gennaio | | · | Rifiuti. Acque di falda emunte |
| Sabato, 16 gennaio | | · | Rifiuti. Discariche (regime transitorio) |
| Venerdì, 15 gennaio | | · | Rifiuti. Fanghi |
| Giovedì, 14 gennaio | | · | Rifiuti. SISTRI |
| · | Rifiuti. Gestione integrata |
| Mercoledì, 13 gennaio | | · | Rifiuti. Asfalto |
| Lunedì, 11 gennaio | | · | Rifiuti. Scheda di trasporto |
| · | Rifiuti. Deposito temporaneo |
| · | Rifiuti. Libera circolazione dei rifiuti speciali |
| · | Rifiuti. Bonifiche e disciplina transitoria |
| Venerdì, 08 gennaio | | · | Rifiuti. Stoccaggio provvisorio |
| Giovedì, 07 gennaio | | · | Rifiuti. Terre e rocce da scavo (campionamento e analisi) |
| · | Rifiuti. Accertamento della natura di rifiuto |
| Lunedì, 04 gennaio | | · | Rifiuti. Bonifiche |
| Domenica, 03 gennaio | | · | Rifiuti. Imprese di pulizia |
| Mercoledì, 30 dicembre | | · | Rifiuti. Granulato di plastica |
| · | Rifiuti. Poteri del sindaco |
| Martedì, 29 dicembre | | · | Rifiuti. Imprese di pulizia |
| Lunedì, 28 dicembre | | · | Rifiuti. Gestione e bonifica dei siti inquinati |
| Giovedì, 24 dicembre | | · | Rifiuti. Poteri extra ordinem del sindaco |
| Martedì, 22 dicembre | | · | Rifiuti. Rifiuti e inquinamento |
| · | Rifiuti. Malli di mandorle |
| Martedì, 15 dicembre | | · | Rifiuti. Trasporto |
| · | Rifiuti. Smaltimento rifiuti pericolosi |
| Lunedì, 14 dicembre | | · | Rifiuti. Appalti e requisiti richiesti |
| Domenica, 13 dicembre | | · | Rifiuti. Terre e rocce da scavo |
| Venerdì, 11 dicembre | | · | Rifiuti. Discrezionalità organo autorizzatorio |
| · | Rifiuti. Reato di omessa bonifica |
| Martedì, 08 dicembre | | · | Rifiuti. Regione Campania |
| Lunedì, 07 dicembre | | · | Rifiuti. Competenza all'emanazione dell'ordinanza di rimozione |
| Domenica, 06 dicembre | | · | Rifiuti. Raccolta RSU |
| Giovedì, 03 dicembre | | · | Rifiuti. Bonifiche |
| Lunedì, 30 novembre | | · | Rifiuti Tarsu |
| Domenica, 29 novembre | | · | Rifiuti. Siti contaminati |
| Venerdì, 27 novembre | | · | Rifiuti. Pile e accumulatori |
| · | Rifiuti. Acque da dialisi e fanghi termali |
| Mercoledì, 25 novembre | | · | Rifiuti. Responsabilità del direttore dei lavori |
| Venerdì, 20 novembre | | · | Rifuti. Rifiuti come merce... (seconda parte) |
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Keisuke Tsurumi Giappone
(Università
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Prof. Hector Jorge Bibiloni (Univ.
Buenos Aires) vedi
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