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Edizione 2009-2010
pagine XVI- 542

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Testo Unico Ambientale

Decreto Legislativo 152-2006
"Testo Unico Ambientale"
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Giurisp. Civ. Cass.: Caccia e animali. Danni da fauna selvatica
Caccia e Animali

Cass. Civ. Sez. III sent. 60 dell' 8 gennaio 2010
Pres. Varrone Est. Raffaella
Caccia e animali. Danni da fauna selvatica

La responsabilità aquiliana per i danni provocati da animali selvatici alla circolazione dei veicoli deve essere imputata all’ente, sia esso Regione, Provincia, Ente Parco, Federazione o Associazione, ecc., a cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna ivi insediata, sia che i poteri di gestione derivino dalla legge, sia che derivino da delega o concessione di altro ente (nella specie della Regione). In quest’ultimo caso, sempre che sia conferita al gestore autonomia decisionale e operativa sufficiente a consentirgli di svolgere l’attività in modo da poter efficientemente amministrare i rischi di danni a terzi, inerenti all’esercizio dell’attività, e da poter adottare le misure normalmente idonee a prevenire, evitare o limitare tali danni
 

Articolo inserito da God il Lunedi, 1 Febbraio 2010 (573 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Rifiuti. Rifiuti pericolosi e sanzioni amministrative
Rifiuti

Cass. Civile Sez. II sent. 659 del 18 gennaio 2010 (ud. 17 dic. 2009)
Pres.Elefante Est. Piccialli. Ric. Folgori ed altri
Rifiuti. Rifiuti pericolosi e sanzioni amministrative

Sulla responsabilità dell'azienda e dell'amministratore con delega a gestire l'impianto

Articolo inserito da God il Mercoledi, 27 Gennaio 2010 (985 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Rifiuti. Trasporto e formulario di accompagnamento
Rifiuti

Cass. Civ. Sez. n. 21260 del 5 ottobre 2009
Pres. Triola Rel. Bucciante
Rifiuti. Trasporto e formulario di accompagnamento

La Cassazione ha stabilito che il d.m. 1° aprile 1998 n. 145 ha legittimamene integrato l’elenco dei dati che devono risultare dal formulario di identificazione dei rifiuti durante il trasporto e di cui all’art. 15 del d.lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, prescrivendo, tra l’altro, anche l'indicazione degli orari del trasporto, utile ai fini di una completa "tracciabilità" del trasporto dei rifiuti.

Articolo inserito da God il Mercoledi, 28 Ottobre 2009 (1576 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Rifiuti. Raccolta
Rifiuti

Cass. Civ. SS.UU.  sent. n. 11832  del 21 maggio 2009 n. 11832
Pres. Vittoria Est. Oddo

Rifiuti. Raccolta

Omessa raccolta dei rifiuti solidi urbani- risarcimento danni- giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Articolo inserito da God il Martedi, 1 Settembre 2009 (1106 letture)
(Leggi Tutto... | 9132 bytes aggiuntivi | Voto: 5)

Giurisp. Civ. Cass.: Rifiuti. Abbandono
Rifiuti
Cass. Civile Sez. U, n. 4472 del 25/02/2009
Pres. Carbone Est. Rordorf
Cons. Bon. Agro Pontino (Guzzo ed altro) contro Commissario Prefettizio Com. Pontinia ed altri

In tema di abbandono di rifiuti, sebbene l'art. 14, comma 3, del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (applicabile "ratione temporis") preveda la corresponsabilità solidale del proprietario o dei titolari di diritti personali o reali di godimento sull'area ove sono stati abusivamente abbandonati o depositati rifiuti, solo in quanto la violazione sia agli stessi imputabile a titolo di dolo o colpa, tale riferimento va inteso, per le sottese esigenze di tutela ambientale, in senso lato, comprendendo, quindi, qualunque soggetto che si trovi con l'area interessata in un rapporto, anche di mero fatto, tale da consentirgli - e per ciò stesso imporgli - di esercitare una funzione di protezione e custodia finalizzata ad evitare che l'area medesima possa essere adibita a discarica abusiva di rifiuti nocivi per la salvaguardia dell'ambiente; per altro verso, il requisito della colpa postulato da tale norma può ben consistere nell'omissione delle cautele e degli accorgimenti che l'ordinaria diligenza suggerisce ai fini di un'efficace custodia. (Fattispecie relativa ad ordinanza nei confronti di un Consorzio di bonifica per provvedere alla rimozione, all'avvio al recupero, allo smaltimento ed alla messa in sicurezza dei rifiuti depositati lungo un fiume).
Articolo inserito da God il Giovedi, 9 Luglio 2009 (1220 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Ambiente in genere. Violazione obbligo di comunicazione di avvio del procedimento amministrativo
Ambiente in genere

Cass. Civile SS.UU. sent. n. 14878 del 25 giugno 2009
Pres. Vittoria Rel. Oddo
Ambiente in genere. Violazione obbligo di comunicazione di avvio del procedimento amministrativo

Facendo per la prima volta applicazione dell'art. 21 octies della legge n. 241 del 1990, le S.U., pronunciandosi in ordine alle conseguenze derivanti dalla violazione dell'obbligo di comunicazione dell'avvio del procedimento ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti e ai soggetti che per legge debbono intervenirvi (art. 7 della stessa legge), hanno distinto a seconda che il provvedimento finale sia o meno vincolato. Per i provvedimenti di natura vincolata, l'annullabilità è esclusa nel caso di evidenza della inidoneità dell'intervento dei soggetti ai quali è riconosciuto un interesse ad interferire sul loro contenuto; per quelli di natura non vincolata, subordinatamente alla prova, da parte dell'Amministrazione, che il provvedimento non avrebbe potuto essere diverso anche in caso di intervento di detti interessa (fattispecie relativa a ordine di demolizione di immobili occupanti un’area demaniale senza titolo)

Articolo inserito da God il Lunedi, 6 Luglio 2009 (1031 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Ambiente in genere. Demanio marittimo (arenile)
Ambiente in genere

Cass. Civile Sez. II n. 10817 dell’11 maggio 2009
Pres. Rovelli Est. Giusti Ric. Orazio
Ambiente in genere. Demanio marittimo (arenile)

Nel demanio marittimo è incluso, oltre il lido del mare e la spiaggia, anche l'arenile, ovvero quel tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque, e la sua natura demaniale - derivante dalla corrispondenza con uno dei beni normativamente definiti negli artt. 822 cod. civ. e 28 cod. nav. - permane anche qualora una parte di esso sia stata utilizzata per realizzare una strada pubblica, non implicando tale evento la sua sdemanializzazione, così come la sua attitudine a realizzare i pubblici usi del mare non può venir meno per il semplice fatto che un privato abbia iniziato ad esercitare su di esso un potere di fatto, realizzandovi opere e manufatti (oltretutto senza il permesso della competente Pubblica Amministrazione, come verificatosi nella specie). Del resto, per i beni appartenenti al demanio marittimo, non è possibile che la sdemanializzazione sia realizzabile in forma tacita, risultando necessaria, ai sensi dell'art. 35 cod. nav., l'adozione di un espresso e formale provvedimento della competente autorità amministrativa, avente carattere costitutivo.

Articolo inserito da God il Lunedi, 1 Giugno 2009 (1134 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Danno ambientale. Danno da disastro ambientale
Danno Ambientale

Cass. Civ. Sez. III n. 11059 del 13 maggio 2009 (Ud. 7 apr. 2009)
Pres. Preden Est. Amatucci Ric. Icmesa spa
Danno ambientale. Danno da disastro ambientale

Va riconosciuto il diritto al risarcimento del danno morale quale conseguenza del reato di disastro ambientale a coloro che risiedono nella zona interessata dall'evento quale ristoro per la lesione consistita dall'ansia per la propria salute dopo i controlli sanitari imposti in occasione dell'accertamento del reato (fattispecie relativa alla vicenda "Seveso" per la esposizione alla diossina nel 1976)

Articolo inserito da God il Mercoledi, 27 Maggio 2009 (1357 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Caccia e animali. Sinistro stradale cagionato da fauna selvatica
Caccia e Animali

Cass. Civile Sez. III n.27673 del 21 novembre 2008
Pres. Varrone Est. Filadoro
Caccia e animali. Sinistro stradale cagionato da fauna selvatica

In tema di responsabilità  extracontrattuale, in fattispecie relativa ad un sinistro stradale  verificatosi per l’entrata di un volatile nell’abitacolo di un veicolo  in corsa, la S.C. ha escluso la responsabilità della Regione, ex art.  2043 cod. civ., per mancata adozione delle cautele necessarie per la salvaguardia degli utenti delle strade, non essendo stato assolto l’onere probatorio in ordine all’abituale frequentazione, del luogo del  sinistro, da parte di animali selvatici ovvero sulla verificazione di incidenti similari, tali da allertare l’autorità preposta ed imporre l’apposizione di cartelli segnaletici

Articolo inserito da God il Giovedi, 4 Dicembre 2008 (1935 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Rifiuti. Sanzioni amministrative (rassegna giurisprudenza)
Rifiuti
Archivio Relazioni Civili della Corte di Cassazione
Autore Fimiani
Numero 20080137
Data 29/10/2008
SANZIONI AMMINISTRATIVE - DEPENALIZZAZIONE DI DELITTI E CONTRAVVENZIONI - IN GENERE -
Gestione dei rifiuti - Sanzioni amministrative - Rassegna di giurisprudenza.
Articolo inserito da God il Giovedi, 20 Novembre 2008 (2015 letture)
(Leggi Tutto... | 1088 bytes aggiuntivi | Voto: 5)

Giurisp. Civ. Cass.: Ambiente in genere. Cave (sanzioni aministrative)
Ambiente in genere
Archivio Relazioni Civili della Corte di Cassazione
Autore Fimiani - Numero 20080107  - Data 01/09/2008
SANZIONI AMMINISTRATIVE - IN GENERE -

Opposizione ad ordinanza ingiunzione di pagamento per violazione della normativa relativa alle cave - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza - Fondamento - Devoluzione da parte dell'art. 22-bis della legge 24 novembre 1981, n. 689 alla giurisdizione ordinaria dell'intera materia delle sanzioni amministrative - Inerenza della materia delle cave alla gestione del territorio secondo la definizione dell'art. 34 del d.lgs. 31 marzo 1998 - Irrilevanza - Ragioni - Oggetto del giudizio di opposizione - Atti e provvedimenti della P.A. relativi alla gestione del territorio - Esclusione - Situazione giuridica dell'opponente - Consistenza di diritto soggettivo - Sussistenza.
Articolo inserito da God il Giovedi, 9 Ottobre 2008 (1706 letture)
(Leggi Tutto... | 13486 bytes aggiuntivi | Voto: 4)

Giurisp. Civ. Cass.: Tutela consumatori. Regolamento di competenza
Tutela Consumatori

Cass. Civile Sez. III Ordinanza n. 24262 del 26 settembre 2008
Pres. Vittoria Rel. Scarano

CONTRATTI - FORO DEL CONSUMATORE - DEROGABILITÀ - TRATTATIVA - ONERE DELLA PROVA
In tema di cd. contratti del consumatore, la Corte di Cassazione, in sede di regolamento di competenza, nell'individuare il giudice competente, ha affermato che il foro del consumatore é esclusivo e speciale sicché la clausola che stabilisca come sede del foro competente una località diversa da quella di residenza o di domicilio elettivo del consumatore, anche se il foro indicato come competente coincida con uno dei fori legali di cui agli artt. 18 e 20 cod. civ., é presuntivamente vessatoria e, pertanto, nulla. Inoltre, secondo la Suprema Corte, la disciplina di tutela del c.d. Codice del consumo (come quella di cui ai previgenti artt. 1469 bis e seguenti cod. civ.) può essere validamente derogata dalle parti soltanto con clausola oggetto di idonea trattativa - caratterizzata dai requisiti della individualità, serietà ed effettività -, precisando che incombe sul professionista il relativo onere probatorio. In particolare, poi, la Cassazione ha ritenuto che l'aggiunta a penna della clausola derogatoria del foro del consumatore, nell'ambito di un testo contrattuale dattiloscritto, o la mera approvazione per iscritto di una tale clausola sono inidonee ai fini della prova positiva della trattativa e che, inoltre, neppure il richiamo in blocco di tutte le condizioni generali di contratto e la sottoscrizione indiscriminata di esse apposta sotto la relativa elencazione in base al numero d'ordine è idonea a determinare, ai sensi dell'art. 1341, secondo comma, cod. civ., l'efficacia della clausola vessatoria in parola, essendo a tal fine necessario che la stessa risulti chiaramente e autonomamente evidenziata dal predisponente e specificamente e autonomamente sottoscritta dall'aderente.

Articolo inserito da God il Lunedi, 29 Settembre 2008 (2006 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Acque. Inquinamento
Acque
Cass. Civ. Sez. II n. 10751 del 24 aprile 2008 
Pres. Vella Est. Piccialli 
Com. Vercurago (Tagliarini ed altro) contro Prov. Lecco (Liguori ed altro)
Acque. Inquinamento

In tema di accertamento dell'illecito amministrativo previsto dai commi 3 e 4 dell'art. 54 d.lgs 11 maggio 1999 n. 152, consistente nel mancato rispetto, nella gestione di un impianto per la depurazione delle acque reflue urbane, dei limiti di accettabilità previsti dalla tabella A della legge n. 319 del 1976 nel periodo transitorio triennale finalizzato all' adeguamento degli impianti alla nuova disciplina, possono essere ancora utilizzati i criteri di prelevamento fissati dalla previgente normativa di cui alla legge 10 maggio 1976, n. 319, sia perché si tratta di criteri coerenti con la possibilità di ritenere applicabile la precedente disciplina in tema di limiti di accettabilità dei reflui sia perché le disposizioni tecniche relative ai prelievi non sono caratterizzate da efficacia preclusiva assoluta ma sono solo dei criteri direttivi di massima, dai quali gli operatori possono anche discostarsi, previe adeguate valutazioni tecnico-discrezionali.
Articolo inserito da God il Venerdi, 5 Settembre 2008 (1624 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Acque. Acque destinate al consumo umano
Acque
Cass. Civ. Sez. II  n. 10853 del 29 aprile 2008 
Pres. Pontorieri Est. Malzone
Iemmolo (Ruta ed altro) contro Com. Rosolini
Acque. Acque destinate al consumo umano

Le fattispecie contravvenzionali contenute nell'art. 21 d.P.R. 24 maggio 1988 n. 236 - normativa che ha dato attuazione alla direttiva CEE n. 80/778 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano - sono state depenalizzate dal d.lgs 30 dicembre 1999 n. 507 e, quindi, attualmente punite con la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 2, lett. b) del medesimo d.lgs (Nella specie la S.C. ha ritenuto correttamente applicata la sanzione pecuniaria "ex" art. 2 d.lgs n. 507 del 1999 ad un soggetto che aveva destinato al consumo umano acque sorgive in assenza delle prescritte autorizzazioni, così come richiesto da un Decreto dell'assessorato della Sanità della Regione Sicilia).

Articolo inserito da God il Venerdi, 5 Settembre 2008 (1643 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Acque. Attività di fertirrigazione
Acque
Cass. Civ. Sez. II n. 11876 del 13 maggio 2008 
Pres. Vella Est. Piccialli
Campomaggio 86 Srl (Merlini ed altro) contro Com. Corridonia
Acque. Attività di fertirrigazione

In tema di illecito amministrativo da inquinamento delle acque, la mancata tenuta del registro di carico e scarico dei liquami utilizzati per la fertirrigazione dei terreni agricoli, imposta dall'autorità competente, all'esito della comunicazione preventiva dell'inizio dell'attività, non integra la violazione prevista dal settimo comma dell'art. 54 del d.lgs. n. 152 del 1999 relativa all'inosservanza delle prescrizioni operative, imposte dall'autorità che rilascia l'autorizzazione, perché tale obbligo sorge, in virtù della disposizione transitoria dettata dall'art. 62 del medesimo d.lgs., solo con l'emanazione del d.m. di attuazione.
Articolo inserito da God il Venerdi, 5 Settembre 2008 (1567 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Urbanistica. Cave (giurisdizione)
Urbanistica

Cass. Civile SS.UU. n. 18040 del 2 luglio 2008
Pres. Carbone Est. Triola
Urbanistica. Cave (giurisdizione)

GIURISDIZIONE - OPPOSIZIONE AD ORDINANZA INGIUNZIONE DI PAGAMENTO PER VIOLAZIONE DELLA NORMATIVA RELATIVA ALLE CAVE - GIURISDIZIONE ORDINARIA - SUSSISTENZA
Secondo le Sezioni Unite, l’intera materia delle opposizioni a sanzioni amministrative appartiene alla giurisdizione ordinaria, inclusa la causa di opposizione ad ordinanza ingiunzione di pagamento per violazione della normativa relativa alle cave, nonostante si tratti di materia inerente all’uso del territorio e quindi compresa in quella urbanistica per la quale l’art. 34 del d.lgs. 31 marzo 1998 prevede la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo; l’opposizione, invero, non genera una controversia nascente da atti e provvedimenti della P.A. relativi alla gestione del territorio, e la situazione giuridica di chi deduce di essere stato sottoposto a sanzione in casi e modi non stabiliti dalla legge ha consistenza di diritto soggettivo. Riferimenti normativi: Legge 31/03/1998 num. 80 art. 34, Legge 24/11/1981 num. 689 art. 23 22-bis (Fonte Corte di cassazione)

Articolo inserito da God il Sabato, 19 Luglio 2008 (1773 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Urbanistica. Espropriazione e strumenti urbanistici
Urbanistica Relazioni Civili della Corte di Cassazione n. 62-2008
Urbanistica. Espropriazione e strumenti urbanistici

Scheda informativa richiesta dal Primo Presidente sullo stato della giurisprudenza - A partire dall'anno 2006 - Relativamente a: A) La giurisdizione; B) L'occupazione acquisitiva ed usurpativa; C) La legittimazione alla procedura espropriativa; D) Il "quantum" dell'indennizzo; E) Il rapporto con gli strumenti urbanistici; F) Il "quantum" del risarcimento; G) L'occupazione legittima.
Articolo inserito da God il Martedi, 15 Luglio 2008 (1583 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Urbanistica. Attività estrattiva e giurisdizione
Urbanistica

Relazioni civili Cassazione n. 132
Urbanistica. Attività estrattiva e giurisdizione

Art. 4 del D.Lgs. n.80 del 1998 - Urbanistica ed edilizia - Nozione - Attivita' estrattiva - Ricomprensione nella nozione di "uso del territorio" - Sussistenza - Conseguenza in tema di giurisdizione sulle opposizioni alle ordinanze ingiuntive delle relative sanzioni amministrative.

Articolo inserito da God il Venerdi, 11 Luglio 2008 (1672 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Tutela consumatori. Azione collettiva
Tutela Consumatori

Cass. Civ. Sez. I n. 13051 del 21 maggio 2008
Pres. Proto Est. Salmé
Tutela consumatori. Azione collettiva

In tema di azioni collettive a tutela dei consumatori, l’associazione di professionisti che abbia provveduto all’elaborazione ed alla diffusione di clausole contenute in condizioni generali riguardanti contratti bancari ed abbia espresso parere positivo sulla loro utilizzabilità, deve ritenersi titolare della legittimazione passiva anche in ordine alle azioni collettive promosse prima della modifica dell’art. 1469 sexies cod. civ., intervenuta ai sensi dell’art. 6 della legge n. 14 del 3 febbraio 2003, con la quale è stata espressamente estesa la legittimazione passiva alle associazioni che “raccomandano” l’utilizzo di clausole o condizioni generali di contratto.

Articolo inserito da God il Mercoledi, 2 Luglio 2008 (2514 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Danno ambientale. Risarcimento danni da illecito
Danno Ambientale
Cass. Civ. Sez. III n. 10118 del 17 aprile 2008 (Ud. 10 mar. 2008)
Pres. Varrone Est. Massera Parti: Deodati ed altri contro Min. Ambiente
Danno ambientale. Risarcimento danni da illecito

Con riguardo ad azione di risarcimento del danno ambientale, promossa da un Comune a norma dell' art. 18 legge n. 349 del 1986, nella prova dell'indicato danno bisogna distinguere tra danno ai singoli beni di proprietà pubblica o privata, o a posizioni soggettive individuali, che trovano tutela nelle regole ordinarie, e danno all'ambiente considerato in senso unitario, in cui il profilo sanzionatorio, nei confronti del fatto lesivo del bene ambientale, comporta un accertamento che non è quello del mero pregiudizio patrimoniale, bensì della compromissione dell'ambiente, vale a dire della lesione "in sé" del bene ambientale. Pertanto si può verificare sia un danno prettamente patrimoniale ai singoli beni, pubblici o privati, sia un danno all'ambiente, bene di natura pubblicistica, unitario e immateriale.
Articolo inserito da God il Lunedi, 26 Maggio 2008 (3803 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Caccia e animali. Danni da fauna sevatica e legittimazione passiva della Regione
Caccia e Animali
Cass. Civ. Sez. III sent. 8953 del 7 aprile 2008
Pres. Federico Rel. Spirito

Caccia e animali. Danni da fauna sevatica e legittimazione passiva della Regione

Sebbene la fauna selvatica rientri nel patrimonio indisponibile dello Stato, poiché la legge n. 157 del 1992 attribuisce alle Regioni l'emanazione di norme relative alla gestione ed alla tutela di tutte le specie di fauna selvatica, le Regioni sono obbligate ad adottare tutte le misure idonee ad evitare che la fauna selvatica arrechi danni a terzi e sono responsabili dei danni provocati da animali selvatici a persone o a cose (Nella specie, relativa a danni subiti da un motociclista al quale era stata tagliata la strada da due caprioli, la S.C. ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva del Ministero dell'Economia e Finanze che era stato chiamato in giudizio, affermando il principio su esteso). Fonte Corte di cassazione
Articolo inserito da God il Mercoledi, 16 Aprile 2008 (2581 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Beni Ambientali. Danno al paesaggio
Beni Ambientali Cass. Civ. Sez. III sent. 7695 del 21 marzo 2008
Pres. Varrone Est. Lanzillo
Beni Ambientali. Danno al paesaggio

Il danno da alterazione delle bellezze naturali di luoghi sottoposti a tutela ambientale è in re ipsa solo se lamentato dalla pubblica amministrazione, per espressa disposizione di legge. Il privato che affermi di aver subito un danno nel godimento del proprio fondo, sottoposto a tutela, in virtù degli illeciti edilizi eseguiti sul fondo del vicino grazie ad autorizzazioni illegittimamente concesse, è tenuto invece a dimostrare l'esistenza e l'entità del danno. (Nella specie, l'azione di risarcimento danni proposta contro un sindaco, condannato nel giudizio penale anche al pagamento di una provvisionale, è stata rigettata perché priva di prova del pregiudizio concretamente arrecato al fondo dell'attore dalle costruzioni abusive erette sul terreno confinante ed a distanza significativa dal confine). (fonte Corte di Cassazione)
Articolo inserito da God il Giovedi, 3 Aprile 2008 (2223 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Beni Ambientali. Giurisdizione del giudice amministrativo
Beni Ambientali
Cass. Civ. SS.UU. n.6525 del 12 marzo 2008
Pres. Vittoria Est. Malpica
Beni Ambientali. Giurisdizione del giudice amministrativo

La controversia concernente le sanzioni amministrative per la violazione di autorizzazioni relative ad opere di movimento terra, di disboscamento, di mutamento del tipo di colture in atto ecc. spetta alla giurisdizione amministrativa (ex art. 34 del d.lgs. n. 80 del 1998, e successive modificazioni) in quanto rientrante nella materia urbanistica, essendo ricomprese le attività autorizzate nella disciplina dell’uso del territorio e non potendosi distinguere i provvedimenti sanzionatori, strumentali all’esercizio dei poteri di vigilanza strettamente connessi alle potestà autoritative. (fonte Corte Cassazione)
Articolo inserito da God il Martedi, 18 Marzo 2008 (1828 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Rifiuti. Installazione discariche e giurisdizione
Rifiuti
Cass. Civ. S.U. n. 27187 del 28 dicembre 2007
INSTALLAZIONI DI DISCARICHE – GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA – PRINCIPIO DI DIRITTO “NELL’INTERESSE DELLA LEGGE”

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite — dichiarato inammissibile un ricorso della Presidenza del Consiglio e del Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania avverso un'ordinanza del Tribunale di Salerno che aveva ordinato in via cautelare al Commissario straordinario di astenersi dall'installare e dal porre in esercizio un impianto di discarica dei rifiuti nel Comune di Serre, ritenendo tale attività potenzialmente lesiva del diritto alla salute dei cittadini e del diritto ad un ambiente igienicamente sicuro delle imprese casearie del medesimo territorio — ha pronunciato la prima sentenza “nell'interesse della legge”, ai sensi della nuova formulazione dell'art. 363, comma 3, c.p.c., formulando il principio di diritto da applicare in analoghe fattispecie.
La Corte ha stabilito che spettano all'esclusiva giurisdizione del giudice amministrativo le controversie relative alla installazione delle discariche di rifiuti — in quanto controversie in materia di gestione del territorio nell'interesse dell'intera collettività nazionale —, anche qualora sia denunciata una lesione ai diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione, quale il diritto alla salute (art. 32 Cost.), accertando la sussistenza in concreto dei diritti vantati e provvedendo in ordine al contemperamento o alla limitazione dei suddetti diritti in rapporto all'interesse generale pubblico all'ambiente salubre. Spetta allo stesso giudice amministrativo adottare, se ne ricorrono le condizioni, i provvedimenti cautelari per assicurare provvisoriamente gli effetti della futura decisione finale sulle richieste inibitorie, demolitorie ed eventualmente risarcitorie dei soggetti che deducono di essere danneggiati dai comportamenti materiali o dai provvedimenti autoritativi finalizzati all'installazione delle discariche.

Articolo inserito da God il Martedi, 8 Gennaio 2008 (1730 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Beni Ambientali. Esportazione intracomunitaria di opere d'arte
Beni Ambientali
Cass. Civ.. Sez. I Sent. 15298 del 6 luglio 2007
Presidente: Proto V. Estensore: Luccioli MG.
Lanucara (Lemme) contro Ass. Reg. Sicilia Bbccaa Pi (Avv. Gen. Stato)

ANTICHITÀ E BELLE ARTI - COSE DI INTERESSE ARTISTICO E STORICO - COSE DI PROPRIETÀ PRIVATA - ALIENAZIONE O TRASMISSIONE - IN GENERE - Dichiarazione di esportazione intracomunitaria di opere d'arte - Dichiarazione del valore da parte del proprietario - Diritto di prelazione per lo stesso prezzo da parte della P.A. (Assessorato della Regione Sicilia) - Annullamento parziale in sede amministrativa del decreto di prelazione limitatamente ad alcuni beni non compresi nella dichiarazione di esportazione - Determinazione assessorale del prezzo nella misura originaria - Perfezionamento dell'acquisto della P.A. per i beni oggetto di dichiarazione - Fattispecie.

In tema di diritto di prelazione della P.A. (nella specie l'Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana) per le opere di interesse storico ed artistico da esportare in ambito comunitario (per la disciplina anteriore al d.lgs. 29 ottobre 1999, n.490), l'effetto traslativo della proprietà in favore del prelazionario si verifica, ai sensi dell'art. 39 della legge 1 giugno 1939, n.1089 , secondo la regola dell'automaticità, con indennizzo pari al valore dichiarato dall'esportatore in apposita denuncia ed al momento in cui il decreto della P.A. assume il carattere della definitività, consumandosi a quell'epoca la facoltà per l'esportatore di rinunciare all'esportazione per così conservare la proprietà del bene.(Nella specie la S.C., confermando la sentenza del giudice d'appello, ha negato che l'ordine rivolto dal Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia al predetto assessorato in sede di giudizio di ottemperanza al fine di procedere ad una nuova determinazione del prezzo dovuto per effetto dell'accertato esercizio della prelazione su un novero di beni inferiore equivalesse a far retrocedere il procedimento amministrativo alla fase iniziale, con conseguente facoltà per il proprietario dei beni di accettazione o rifiuto del prezzo e quindi della alternativa attivazione della diversa procedura con ricorso alla commissione di esperti o della rinuncia alla esportazione; ciò sul presupposto che il prezzo dei beni, anche così ridotti (senza cioè due frontoncini, non rinvenuti in denuncia), era stato confermato con decreto dell'assessorato nella identica misura di quello, iniziale, con cui la prelazione era stata esercitata su un novero più ampio di beni ed era stato altresì nel frattempo incassato, con conseguente inammissibilità della domanda, svolta avanti al giudice civile, con cui il soggetto proprietario aveva chiesto le ulteriori somme e, in via riconvenzionale, la restituzione dei due beni già divenuti di proprietà della P.A.).


Articolo inserito da God il Lunedi, 17 Dicembre 2007 (1989 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Caccia e animali. Danni alla proprietà privata da parte della fauna selvatica
Caccia e Animali
Cass. Civ. Sez. III Sent. 21282 del 10 ottobre 2007
Presidente: Varrone M. Estensore: Massera M.
Regione Abruzzo (Avv. Gen. Stato ed altri) contro Di Marco (Appicciafuoco ed altri)
CACCIA - ORDINAMENTO AMMINISTRATIVO - REGIONI - IN GENERE - - Fauna selvatica - Compiti delle Regioni secondo la legge 11 febbraio 1992, n. 157 - Funzioni di programmazione e pianificazione - Conseguente obbligo di predisporre le misure idonee ad evitare che gli animali selvatici arrechino danni a persone o a cose - Danni alla proprietà privata da parte della fauna selvatica - Domanda di risarcimento - Legittimazione passiva della Regione - Sussistenza - Evento dannoso verificatosi all'interno di un'area protetta - Legittimazione passiva dell'Ente parco - Esclusione.

La legge 11 febbraio 1992, n. 157 ha attribuito alle Regioni la competenza ad emanare norme relative alla gestione ed alla tutela della fauna selvatica e ad esercitare le funzioni di programmazione e pianificazione al riguardo, per cui compete ad esse l'obbligo di predisporre le misure idonee ad evitare che gli animali selvatici arrechino danni a persone o a cose. Ne consegue che va proposta nei confronti della Regione la domanda di risarcimento del danno, il cui risarcimento non sia previsto da apposite norme, provocato alla proprietà privata dalla fauna selvatica. Non osta all'applicazione di tale principio l'art. 15 della legge n. 394 del 1991, in quanto la norma, significativamente intitolata "Acquisti, espropriazioni ed indennizzi", disciplina una materia diversa da quella del risarcimento dei danni cagionati alla proprietà privata dalla fauna selvatica (fattispecie relativa a danni ad un'autovettura causati da un cinghiale all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso).


Articolo inserito da God il Venerdi, 14 Dicembre 2007 (2600 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Caccia e animali.Sospensione della licenza di porto di fucile per uso caccia
Caccia e Animali
Cass. Civ. Sez. U Sent. 16411 del 25 luglio 2007
Presidente: Carbone V. Estensore: Malpica E.
Min. Interno (Avv. Gen. Stato) contro Montagnoli (Non Cost.)

GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - AUTORITÀ GIUDIZIARIA ORDINARIA - Sospensione della licenza di porto di fucile per uso caccia - Opposizione - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza.

Sulla opposizione proposta avverso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della licenza di porto di fucile per uso di caccia, irrogata dal questore, ai sensi dell'art. 32 della legge n. 157 del 1992, per avere esercitato la caccia in forma diversa da quella prescelta ai sensi dell'art. 12 comma 5, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di atto vincolato potenzialmente lesivo di posizioni di diritto soggettivo.


Articolo inserito da God il Giovedi, 13 Dicembre 2007 (2906 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Rifiuti. Incompleta tenuta dei registri di carico e scarico
Rifiuti
Cass. Civ. Sez. I Sen. 20324 del 27 settembre 2007
Presidente: Losavio G. Estensore: Plenteda D. Relatore: Plenteda D. P.M. Ceniccola R. (Conf.)
Errani ed altro (Vezzani ed altri) contro Prov. Ferrara (Non Cost.)
SANZIONI AMMINISTRATIVE - APPLICAZIONE - OPPOSIZIONE - PROCEDIMENTO - IN GENERE - Incompleta tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti - Accertamento - Verifica delle scritture contabili e dei formulari per la ricostruzione delle informazioni formalmente incomplete o inesatte ai fini della riduzione della sanzione - Onere dell'organo accertatore - Esclusione - Onere della parte privata - Sussistenza.

In tema di violazioni amministrative in materia di rifiuti (nella specie per irregolare tenuta del registro di carico e scarico, prevista e punita dagli artt. 12 e 52, comma 2, d.lgs. n. 22 del 1997) non rileva il fatto che gli agenti accertatori, nel controllare i registri, non abbiano svolto alcuna attività per verificare la impossibilità di ricostruire i movimenti di carico e scarico, dal momento che è onere della parte privata indicare e fornire gli elementi ricostruttivi necessari, pur sempre desumibili dagli atti formali previsti dall'art. 52, cit., comma 4.
In tema di violazioni amministrative in materia di rifiuti (nella specie per irregolare tenuta del registro di carico e scarico, prevista e punita dagli artt. 12 e 52, comma 2, d.lgs. n. 22 del 1997) il fatto che dal formulario dei rifiuti non risultino contraddizioni con il registro, non rende operante la riduzione della sanzione prevista dall'art. 52, cit., comma 4, per l'ipotesi in cui le informazioni formalmente incomplete o inesatte possano comunque ricavarsi da altre evidenze documentali, atteso che il formulario, dovendo indicare dati diversi da quelli che vanno inseriti nel registro, non contiene tutti gli elementi indispensabili per verificare se il registro stesso sia tenuto in modo regolare.
Articolo inserito da God il Mercoledi, 12 Dicembre 2007 (2843 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Rifiuti. Raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani ed assimilati.
Rifiuti Cass. Civ. Sez. U Ord. 17829 del 22 agosto 2007
Presidente: Criscuolo A. Estensore: Forte F. Relatore: Forte F. P.M. Gambardella V. (Diff.)
Com. Acireale (Manciagli Nunzio ed altro) contro Siet Spa (Mirone ed altro)
(Regola giurisdizione)
GIURISDIZIONE CIVILE - IN GENERE - Pagamento dei corrispettivi di un contratto di appalto di pubblici servizi - Giurisdizione del giudice ordinario - Fattispecie - Raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani ed assimilati.

La controversia relativa al pagamento dei corrispettivi di un contratto di appalto di pubblici servizi non rientra nella previsione di cui all'art. 33 del d.lgs. n. 80 del 1998 come successivamente modificato, che attiene solo alle concessioni e agli affidamenti di pubblici servizi, ovvero ad attività provvedimentali relative al servizio stesso; al contrario, deve ritenersi applicabile il principio generale di cui all'art. 113 della Cost., per il quale la tutela dei diritti soggettivi va chiesta al giudice ordinario. (Fattispecie in cui la S.C. ha qualificato come appalto e non come concessione di pubblico servizio, il rapporto tra una società affidataria del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani ed assimilati ed il Comune dalla stessa convenuto in giudizio per accertare la illegittimità delle decurtazioni operate in suo danno; a detta qualifica la S.C. è pervenuta sia per il contenuto delle clausole convenzionali, sia per la considerazione che non si era realizzata alcuna delega traslativa di poteri dal Comune al privato, il quale non poteva pretendere alcun prezzo dagli utenti per il servizio prestato, sia, infine, facendo leva sulla definizione normativa delle concessioni di pubblico servizio di cui all'art. 30 d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163).
Articolo inserito da God il Martedi, 11 Dicembre 2007 (2034 letture)
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Giurisp. Civ. Cass.: Acque. Canoni per le utenze di acque pubbliche
Acque
Cass. Civ. Sez. U Sent. 16796 del 30 luglio 2007
Presidente: Carbone V. Estensore: Bonomo M.
Endesa Italia Spa (Dell'Anno Paolo) contro Regione Lombardia (Fidani Viviana ed altro)
ACQUE - ACQUE PUBBLICHE - DERIVAZIONI E UTILIZZAZIONI (UTENZE) - CANONI - IN GENERE - Canoni per le utenze di acque pubbliche - Disciplina anteriore all'entrata in vigore del d.lgs. n. 152 del 2006 - Riduzione prevista dall'art. 18, comma 1, legge n. 36 del 1994 - Emanazione del decreto di cui all'art. 26, comma 4, d.lgs. n. 152 del 1999 - Necessità - Esclusione.

La riduzione del canone relativo alle utenze di acqua pubblica, prevista dall'articolo 18, comma 1, lettera d) della legge 5 gennaio 1994 n. 36, nella misura del 50 per cento per ogni modulo di acqua assentito ad uso industriale, a favore del concessionario che restituisca le acque di scarico con le medesime caratteristiche qualitative di quelle prelevate, era immediatamente applicabile, a condizione che non fosse in contestazione la corrispondenza qualitativa delle acque restituite a quelle prelevate, anche prima che l'art. 26, comma 4, del d.lgs. 11 maggio 1999 n. 152 prevedesse che con un successivo d.m. sarebbero state definite le modalità per la relativa applicazione. (La S.C. ha escluso la rilevanza, nel caso di specie, dell'abrogazione, da parte dell'art. 175 del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152, sia dell'art. 18 della legge n. 36 del 1994 che dell'art. 26 del d.lgs. 152 del 1999, decorrendo tale abrogazione dalla data di entrata in vigore della parte terza del d.lgs. 152/2006 e restando validi ed efficaci, secondo l'art. 170, comma 11, d.lgs. 151/2006, fino all'emanazione dei corrispondenti atti adottati in attuazione della medesima parte terza, i provvedimenti e gli atti emanati in attuazione delle disposizioni di legge abrogate dall'art. 175).


Articolo inserito da God il Lunedi, 10 Dicembre 2007 (2376 letture)
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Edizione 2009-2010


IX edizione
completamente
aggiornata ed ampliata
Con CD-ROM
aggiornabile online

Informazioni sull'opera


Nelle pagine interne
Domenica, 09 dicembre
· Rifiuti. Attività di sbancamento, movimentazione terra e riutilizzo di materiali
Giovedì, 15 novembre
· Tutela consumatori. Danno da fumo
Mercoledì, 07 novembre
· Caccia e animali. Sanzioni amministrative
Martedì, 06 novembre
· Caccia e animali. Esercizio venatorio (condizioni)
Venerdì, 17 agosto
· Caccia e animali. Sanzioni amministrative, competenza Tribunale
Martedì, 17 luglio
· Tutela consumatori. Pubblicità ingannevole (sigarette)
Lunedì, 09 luglio
· Acque. Campionamento ed analisi dei reflui
Venerdì, 06 luglio
· Ambiente in genere. V.i.a. e tributi (giurisdizione)
Mercoledì, 27 giugno
· Acque. Sanzioni amministrative scarichi non autorizzati
Martedì, 19 giugno
· Acque. Scarichi in fognatura
· Acque. Scarico da depuratore
· Acque. Analisi di campioni
Lunedì, 04 giugno
· Urbanistica. Deliberazione condominiale di esecuzione di opera edile abusiva
Venerdì, 01 giugno
· Acque. Consorzi di bonifica
Martedì, 22 maggio
· Elettrosmog. Produzione di emissioni elettromagnetiche entro il limite consentit
Martedì, 24 aprile
· Rumore. Fissazione fasce orarie ad opera dei comuni
· Rumore. Disciplina attività rumorose
· Danno ambientale. Ammissibilità consulenza tecnica
· Danno ambientale. Dolo o colpa
· Danno ambientale. Giurisdizione
· Caccia e animali. Danni alla produzione agricola cagionati da fauna protetta
· Caccia e animali. Nozione di esercizio venatorio
· Caccia e animali. Fondi danneggiati da fauna selvatica
· Caccia e animali. Divieto venatorio per gli ufficiali e agenti di PG
· Caccia e animali. Danni causati da fauna selvatica
· caccia e animali. Sanzioni amministrative
· Caccia e animali. Risarcimento danni (enti locali)
· caccia e animali. Sanzioni amministrative
· caccia e animali. Sanzioni amministrative (competenza)
· Beni culturali. Espropriazione per vincolo archeologico
· Beni Culturali. Acquisto per prelazione artistica
· Beni Ambientali. Vincolo di inedificabilità
· Beni Culturali. Occupazione per ricerca archeologica
· Beni Culturali. Rinvenimento beni archeologici e indennità
· Beni Culturali. Rinvenimento beni archeologici
· Rifiuti. Registro carico e scarico (sanzioni amministrative)
· Rifiuti. Trasporto e sanzioni amministrative
· Rifiuti. Registro carico e scarico
· Acque. Limitazioni dell'utilizzabilità di acque in concessione
· Acque. responsabilità titolare dello scarico per violazione amministrativa
· Acque. Fognature applicazioni sanzioni mministrative
Martedì, 12 dicembre
· Rifiuti. Tenuta registri
Lunedì, 27 novembre
· Elettrosmog. Giurisdizione
Mercoledì, 14 giugno
· Aria. Immissioni (esalazioni maleodoranti)
Giovedì, 08 giugno
· Acque. Campionamento e analisi reflui
Martedì, 16 maggio
· Urbanistica. Risarcimento danni a seguito di annullamento concessione
Mercoledì, 22 marzo
· Caccia e animali. Detenzione esemplari di sepcie protette
Lunedì, 14 novembre
· Elettrosmog. Giurisdizione
Venerdì, 04 novembre
· Alimenti. Somministrazione bevande senza autorizzazione
Lunedì, 31 ottobre
· Alimenti. Etichettaura prodotti

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