Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

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Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda perchim » 2 febbraio 2016, 13:27

Carissimi ...
che ne pensate della Sentenza n. 1870/2016 (la trovate su questo sito)?
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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda Cesare » 2 febbraio 2016, 14:05

Caro Perk,

Vuoi dire questa sentenza?:

http://www.lexambiente.it/materie/acque ... atore.html

La trovo un passo in avanti nella comprensione del T.U.A.

Il punto 5 ed ultimo afferma il principio::

"In materia di tutela delle acque dall'inquinamento lo scarico da depuratore <urbano> non ha una propria differente caratteristica rispetto a quella dei reflui convogliati ..." <rilasciati in fogna dalle industrie a monte del depuratore e convogliati tramite la rete fognaria al depuratore urbano>

Ne deriva che ...

La trovo un passo in avanti nella comprensione del T.U.A.!

Un saluto, Cesare.

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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda atena60 » 2 febbraio 2016, 16:18

perchim ha scritto:che ne pensate della Sentenza n. 1870/2016 (la trovate su questo sito)?

Oddio, dobbiamo quindi venire a sapere dalla Cassazione che nel frattempo è stato abrogato il sesto comma dell'art. 137 e nessuno ce l'aveva comunicato? 8O

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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda Cesare » 2 febbraio 2016, 17:27

Atena, scusami ...

Quand'é che é stato abolito il sesto comma dell'art. 137?

Questo:

6. Le sanzioni di cui al comma 5 si applicano altresì al gestore di impianti di trattamento delle acque reflue urbane che nell'effettuazione dello scarico supera i valori-limite previsti dallo stesso comma.

E per quanto riguarda i fenoli, quella l'imputazione nella sentenza, i fenoli sono ricompresi nelle 18 sostanze di cui alla tab. 5.

La novità nella Sentenza (con la S maiuscola) sta proprio nel principio di diritto:

"In materia di tutela delle acque dall'inquinamento lo scarico da depuratore <leggi: refluo in uscita dal depuratore> non ha una propria differente caratteristica rispetto a quella dei reflui convogliati ..." leggi: <reflui in ingresso al depuratore>

e quei reflui industriali (fenoli) non li hanno messi né il manutentore (lo conosco personalmente -un saluto- perché sono Lucano anch'io) né il gestore A.L. (li conosco);

a norma di Legge (art. 137 comma 6) quei fenoli avrebbero potuto far condannare penalmente il Gestore A.L., mai il manutentore (altro elemento di distinzione nella Sentenza) che aveva denunziato già altre volte lo scarico anomalo.

La Sentenza riportata da Perkim avrà una importanza enorme.

Un saluto, Cesare.

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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda atena60 » 2 febbraio 2016, 18:50

Il “favoloso” principio di diritto a cui arriva la Cassazione deve essere letto per intero:

"In materia di tutela delle acque dall'inquinamento lo scarico da depuratore
non ha una propria differente caratteristica rispetto a quella dei reflui
convogliati; ne deriva che gli impianti che depurano scarichi da pubblica
fognatura, ove non siano prevalentemente formati da scarichi di acque reflue
industriali (con prova a carico dell'accusa) devono ritenersi a natura mista e i
relativi reflui vanno qualificati come scarichi di acque urbane e non si applicano
le disposizioni penali dell'art 137, comma 5, del d. Igs 152 del 2006"


Tanto ragionamento per dire nella stessa frase un'ovvietà e uno strafalcione:
  • l'ovvietà: da un impianto di trattamento di acque reflue urbane deriva uno scarico di acque reflue urbane (ma va?! ma chi l'avrebbe detto... 8O )
  • lo strafalcione: al gestore di un impianto di trattamento delle acque reflue urbane che nell'effettuazione dello scarico supera i valori-limite previsti dal comma 5 dell'art. 137 [in questo caso, in riferimento ai fenoli] non si applicano le disposizioni penali dell'art. 137 comma 5 (mentre il comma 6 dice esattamente il contrario; a meno che – come scrivevo – non l'abbiano abrogato a nostra insaputa...)

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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda arthem-the-hero » 3 febbraio 2016, 9:16

sono d'accordo con Ate, comunque gli indirizzi della sentenza non sono proprio "nuovi" in quanto il tema della prevalenza era già stato affrontato dalla SC altre volte (es. CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. II, 25/05/2007, Sentenza n. 20681, su scarico da cartiera)...

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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda perchim » 3 febbraio 2016, 9:48

x ate & art ....
il concetto di prevalenza ... abbinato al depuratore "urbano" è una novità! (difatti la sentenza richiamata da art è su uno stab industriale)... provate a leggere il principio di diritto da un altro punto di vista ... collegando la definzione di acque reflue urbane ad un depuratore "non urbano" che tratta acque reflue domestiche & industriali ...
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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda Cesare » 3 febbraio 2016, 10:13

Solo le acque reflue di un Consorzio Industriale (A.S.I.) sono prevalentemente formate da scarichi di acque reflue industriali e la sentenza in oggetto esclude tale ipotesi: "... ne deriva che: gli impianti che depurano scarichi da pubblica fognatura, ove NON siano prevalentemente formati da scarichi industriali ..."

La novità nella Sentenza (con la S maiuscola) sta proprio in questo principio di diritto:

"In materia di tutela delle acque dall'inquinamento lo scarico da depuratore <leggi: refluo in uscita dal depuratore> non ha una propria differente caratteristica rispetto a quella dei reflui convogliati ..." leggi: <reflui in ingresso al depuratore>

Nella Sentenza l'imputato Copeti é rimasto assolto già al punto 3.3; il Copeti é conduttore dell'impianto non é il Gestore -A.L.- ed il 137 fà riferimento esplicito alla figura del Gestore.

Nella Sentenza al punto 3.3 secondo paragrafo sta scritto: " ... non esiste nella previsione normativa, piuttosto risulta di creazione giurisprudenziale quella di conduttore" e, qualora manchi l'elemento soggettivo ... " Gli imputati erano in buona fede, per la comunicazione dell'arrivo dei liquami <anormali>" gli imputati non potevano essere condannati.

Ma non é questa la novità; la novità sta proprio in quello che Atena dichiara ovvio; la verità é sempre lapalissiana.

Un saluto, Cesare.

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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda orione » 3 febbraio 2016, 15:36

Forse, dico e ripeto forse, il criterio adottato dalla cass potrebbe essere quello derivabile dalla tendenza, negli ultimi anni, del superamento della responsabilità oggettiva, ovvero dell'attribuzione delle sanzioni penali in assenza di colpa o dolo. Mi spiego meglio aldilà delle citazioni da manuale di diritto penale: al soggetto gestore del depuratore di acque reflue urbane, quale criterio di responsabilità per azione od omissione e a titolo di colpa o dolo potrebbe essere contestato se tale soggetto ha segnalato alle competenti autorità lo scarico anomalo accorgendosi tempestivamente dell'evento ed ha agito senza ritardo con tutti i mezzi tecnici ed economici a sua disposizione per abbattere la concentrazione dell'inquinante?

Il gestore del depuratore di acque reflue urbane non è un mago: se un malfattore scarica in barba alle leggi sostanze pericolose in concentrazioni e o quantità tali da alterare i normali equilibri del processo di depurazione ed il gestore degli impianti agisce con ogni mezzo possibile per risolvere il problema, pur non riuscendovi per carenze di tecnologie disponibili nel breve lasso di tempo che intercorre tra la ricezione dello scarico e l'uscita dell'effluente depurato, vogliamo davvero ritenerlo responsabile penalmente per azioni commesse da terzi, in assenza dimostrabile di sue azioni od omissioni? A costituzione (tutt'ora) fortunatamente vigente, non mi pare una bella cosa...
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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda atena60 » 3 febbraio 2016, 16:17

Caro Orione, il tuo ragionamento non fa una grinza e si sovrappone al senso di parecchie discussioni che - sul medesimo argomento - ricordo di avere più volte avuto anni fa: il significato giuridico di "dolo" e "colpa", l'elemento soggettivo del reato, la necessità di individuarlo per l'attribuzione di responsabilità penali nei confronti del gestore del depuratore. Non posso che essere ancora una volta d'accordo.

Peccato, però, che di tutto ciò nella sentenza in questione non c'è assolutamente nulla: nelle "considerazioni in diritto" (che sono quelle formulate dai Magistrati per arrivare alla sentenza) non esiste un solo riferimento alle questioni di cui sopra.
In breve, i punti cardine del ragionamento della Corte sono invece questi:
1) La condotta penalmente rilevante sarebbe quella relativa al superamento del valore-limite dei fenoli;
2) Il presupposto della stessa, però, sarebbe che lo scarico fosse industriale;
3) Lo scarico del depuratore ha invece le stesse caratteristiche dei reflui che vi affluiscono: acque reflue urbane entrano, acque reflue urbane escono;
4) Quindi lo scarico non è industriale e ne consegue che il presupposto di cui al punto 2 è falso.

Tutto qui. Come vedi, di valutazione dell'elemento soggettivo neanche l'ombra...
Per di più: l'esistenza del comma 6 dell'art. 137 viene citata solo en passant, quasi distrattamente, quando nelle premesse viene ricopiata in modo letterale l'imputazione per cui erano stati condannati gli imputati. Poi sparisce e non torna in nessun ragionamento della Corte.
Ed è per questo che ho parlato di "strafalcione".

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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda Cesare » 3 febbraio 2016, 18:06

A parere di Cesare i Giudici di Cassazione hanno avuto una intuizione di grandissima importanza applicando felicemente una Norma (il T.U.A.) scritta malissimo:

Questo il concetto basilare:

Il refluo “industriale” è tale (ed è, quindi, penalmente rilevante a norma dell’art. 137) solo e soltanto fino al pozzetto fiscale di “quella ben precisa industria”.

Questa l'intuizione di grandissima importanza:

Se quel refluo -in origine industriale- arriva all’impianto di depurazione con la fogna non è più penalmente attribuibile a nessuno, né al Gestore (ex comma 6) né tantomeno al manutentore, persona del tutto estranea; andranno iniziate le indagini fino a ritrovare il pozzetto fiscale responsabile.

Questa la Norma scritta malissimo:

Se quel refluo -in origine industriale- arriva all’impianto di depurazione con le autobotti (ecco il senso del comma 6): “Le sanzioni, di cui al comma 5 si applicano altresì al Gestore di impianti di trattamento delle acque reflue URBANE (comma 6) che nell’effettuazione dello scarico -di origine industriale- supera i valori-limite previsti dallo stesso comma 5”.

Ne avevamo già parlato qui: viewtopic.php?f=19&t=3482&start=25#p49306

Un saluto, Cesare.

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Messaggioda orione » 4 febbraio 2016, 0:01

nessuno di noi è nella testa dei giudici, ma obiettivamente mi pare che sia stata adottata una soluzione che "aggira" il nocciolo della questione, ovvero il comma 6 del art 137.
Forse andrebbe modificato il testo chiarendo che alle suddette sanzioni soggiace il gestore in caso di una sua responsabilità soggettiva sullo stabellamento... forse, ripeto, forse...
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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda atena60 » 4 febbraio 2016, 10:37

orione ha scritto:nessuno di noi è nella testa dei giudici, ma obiettivamente mi pare che sia stata adottata una soluzione che "aggira" il nocciolo della questione, ovvero il comma 6 del art 137.
Forse andrebbe modificato il testo chiarendo che alle suddette sanzioni soggiace il gestore in caso di una sua responsabilità soggettiva sullo stabellamento... forse, ripeto, forse...

L'elemento soggettivo del reato è uno dei principi fondamentali e generali del nostro ordinamento ed è certamente noto ai giudici, che non hanno bisogno che venga di volta in volta ribadito e specificato in ogni singolo articolo di legge.
Sui fatti in oggetto conosciamo solo i pochi elementi che possiamo dedurre dalla sentenza e dobbiamo necessariamente limitarci a quelli, cioè al senso letterale del testo che li esprime.
Ed alla fine - mi scuso per il "tecnicismo", ma non posso evitarlo - ciò che conta è che la formula assolutoria è stata "Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste", che si utilizza quando il fatto storico che è stato ricostruito dalla pubblica accusa non rientra nella fattispecie di reato dal punto di vista degli elementi oggettivi [secondo la Corte, in questo caso mancherebbe il presupposto relativo al fatto che lo scarico fosse di acque reflue industriali, previsto dal comma 5 dell'art. 137].
Nel caso in cui, invece, i giudici fossero giunti alla conclusione che il fatto addebitato agli imputati è stato commesso proprio da loro (ed il comma 6 dell'art. 137 porterebbe a questa conclusione), ma non può essere considerato un illecito penale sotto il profilo dell'elemento soggettivo (mancanza di dolo e colpa), ad esempio perché l'impianto di depurazione era oggettivamente e tecnicamente impossibilitato ad intercettare la sostanza "anomala" ed a riportare le sua concentrazione entro il valore-limite previsto dalla legge ["Ad impossibilia nemo tenetur", diceva un brocardo latino], avrebbero usato la formula assolutoria "perché il fatto non costituisce reato".

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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda marcogio85 » 4 febbraio 2016, 11:17

Quoto Atena60... più che innovativa questa sentenza mi sembra un pasticcio dovuto al legisoatore (con la L minuscola) :?:

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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda Cesare » 4 febbraio 2016, 13:11

Già un legis-latore pasticcione!

Ma non legis-latore con la L minuscola, bensì –latore e basta senza il legis iniziale; latore e basta nel senso che porta le carte da una scrivania ad un’altra senza né leggere né capire, soprattutto senza firmarle (alla firma ci pensano dopo il Capo dello Stato, il Capo del governo, il Guardasigilli ed altri ma non il Legislatore che rimane anonimo).

Anche gli art. 232 bis e 232 ter sono sbagliati, o perlomeno non andavano inseriti nel T.U.A.

Lo dice Cesare? No! Lo dice il Dr. Aiello:

Rifiuti. Abbandono di mozziconi di sigarette e chewing gum
Qui: http://www.lexambiente.it/materie/rifiu ... g-gum.html

E Cesare concorda (il T.U.A. non può riferirsi al privato, ma SOLO agli Enti ed all’Impresa).

Anche la definizione di “rifiuto” è sbagliata!
Anche la definizione di “sottoprodotto” è sbagliata!
Anche la definizione di “abitante equivalente” (art 64 –Definizioni- comma a) è sbagliata! –il BOD 5=60 significano 60 gr di ossigeno consumati <dai microrganismi acclimatati dopo 5 gg>, ma non al giorno, bensì dopo 5 gg; la curva del BOD è asintotica-
Anche la tab 4 (scarichi idrici sul terreno) dell’allegato 5 alla parte terza del T.U.A. è assurda!

Si può andare avanti così?

Un saluto, Cesare.

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Re: Scarichi, concetto di prevalenza, Cassazione ...

Messaggioda Cesare » 15 marzo 2016, 13:45

Questo principio:

Il punto 5 ed ultimo afferma il principio:

"In materia di tutela delle acque dall'inquinamento lo scarico da depuratore <urbano> non ha una propria differente caratteristica rispetto a quella dei reflui convogliati ..." <rilasciati in fogna dalle industrie a monte del depuratore e convogliati tramite la rete fognaria al depuratore urbano>

Ne deriva che ..."


Questo principio é troppo importante per rimanere senza risposte.

Un saluto a tutti, Cesare.


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