art 137 c 11...?

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marcogio85
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art 137 c 11...?

Messaggioda marcogio85 » 12 gennaio 2016, 20:51

Ciao amici... forse, anzi sicuramente, questa mia discussione finirà con una risata e una tirata di orecchi dagli esperti in materia...mi sono imbattuto in un ambito da me sconosciuto per ignoranza cioè la parte III del TUA
Ho notato il comma 11 dell'art 137
In quale ambito operativo si colloca...?... solo per gli scarichi industriali e urbane..?
A mia conoscenza gli illeciti riguardanti scarichi di acque reflue domestiche non rientrano mai nella fattispecie penale o possono in taluni casi irientrarvi (limiti tabellari ecc)

scusate l'ignoranza

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Re: art 137 c 11...?

Messaggioda perchim » 13 gennaio 2016, 9:37

la norma punisce, penalmente (quindi severamente) chi non rispetta il divieto di scarico nel suolo e nel sottosuolo previsto dagli artt. 103, 104. ovviamente i predetti articoli prevedono delle deroghe al divieto che non rientrano nel casi penalmente punibili.
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Re: art 137 c 11...?

Messaggioda Gimi » 13 gennaio 2016, 9:46

L'articolo va letto in collegamento con il disposto degli artt. 100, 103 e 104.
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Cesare
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Re: art 137 c 11...?

Messaggioda Cesare » 13 gennaio 2016, 12:54

@MarcoGio,
ottima la tua domanda ed ottima la tua, sia pur brevissima, riflessione sullo scarico domestico; riporto la tua domanda:

“ … Ho notato il comma 11 dell'art 137 …”


<Art. 137 comma 11: “Chiunque non osservi i divieti di scarico previsi dagli art. 103 (scarichi sul suolo) e 104 (scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee) è punito con l’arresto sino a tre anni.”>

“In quale ambito operativo si colloca...?... solo per gli scarichi industriali e urbani..? … gli illeciti riguardanti scarichi di acque reflue domestiche non rientrano mai nella fattispecie …”.

Di seguito la riflessione di Cesare (ma SOLO di Cesare?):

“Il T.U.A. si riferisce SOLO alle aziende industriali (PMI o superiori) ovvero agli Enti Pubblici che possano immettere, a seguito della loro attività, il loro sottoprodotto (liquido, solido o aeriforme) in una qualsiasi delle tre matrici (aria, acqua, suolo)”.

Da questa riflessione discende quest’altra:

“Il privato (il singolo, il domestico: che non è soggetto a nessuna Autorizzazione ai sensi del TUA) non crea il RIFIUTO (non è punibile) ai sensi del T.U.A. in nessuna delle sue tre matrici” (ci sono sempre e comunque altre leggi –I Codici- o norme locali).

E concludo (ma sempre e SOLO alla Cesare):

Quel “chiunque”, nel TUA in tutte le sue TRE PARTI, si riferisce solo e soltanto a “chiunque sia soggetto, con la doverosa richiesta di autorizzazione alla sua attività, al rispetto” del TUA in tutte le sue TRE PARTI, che non sono più divisibili; e tra questi il privato -il domestico- non rientra.
Da questo discende la necessità e l’unicità dell’AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) che è obbligatoria solo per l’impresa e per gli Enti Locali (che devono essere BENE amministrati … altrimenti: a casa!).

Mi farebbe piacere sapere quanti pareri possano convenire e perché, così come quanti siano discordanti e perché.

Un saluto, Cesare.

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Re: art 137 c 11...?

Messaggioda ecoacque » 18 gennaio 2016, 13:26

Confermo quanto postato da PERK, il citato comma 11 dell'art. 137 del TUA punisce, penalmente, l'inosservanza ai divieti di scarico di cui agli articoli 103 e 104 del TUA. Afferisce quindi alle:

acque reflue domestiche di agglomerati con numero di abitanti equivalenti superiore a 2000 AE, in quanto rientranti nella definizione di acque reflue urbane;

acque reflue urbane (escluse quelle costituite dalle sole acque meteoriche di dilavamento collettate in reti fognarie separate e gli scaricatori di piena a servizio delle reti fognarie);

le acque reflue industriali (esclusi gli scarichi provenienti dalla lavorazione delle rocce o dagli impianti di lavaggio delle sostanze minerali).

Oltre le altre deroghe previste dagli stessi articoli.

Un saluto caro e buona settimana a tutti.

:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Luigi FANIZZI
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