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 Rifiuti Scarti vegetali Agricoli 
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Con la presente cortesemente vorrei un informazione da Qualcuno che conosce la materia.La mia famiglia Abita da 70 anni in una zona ormai mista residenziale agricola, abbiamo un terreno di 6000mq con relative abitazioni la mia e quella dei miei genitori. Da circa 4 anni i terreni confinanti su due lati dal nostro sono stati acquistati da un azienda agricola che coltiva orto a livello intensivo, lattuga in primavera estate e radicchio verze cavoli in autunno inverno.Durante la raccolta di questi ortaggi sempre sui terreni sopraccitati, gli scarti vengono regolarmente tutti lasciati copiosi e sparsi su tutto il terreno fino all’ultimazione della raccolta e successive arature che vuol dire per mesi interi, oltretutto portano poi sul terreno anche gli scarti della lavorazione finale fatta in capannone prima della vendita sempre buttati sul terreno alla rinfusa. Tali scarti di ortaggi, assai cospicui, lasciati a cielo aperto fanno si che dopo poco tempo anche se siamo nella stagione fredda vanno in decomposizione e oltre a rilasciare odori nauseabondi sono cibo prelibato per animali e lettiere per larve di mosche, mosconi, tafani e vari, infatti anche in pieno inverno le pareti e finestre esterne della mia casa soprattutto nelle giornate di sole sono invase da mosconi e tafani di qualsiasi misura.Premetto che le nostre abitazioni distano pochissimo da questi terreni trattati circa 7-8 metri. Ho già fatto presente varie volte in comune il problema ma non essendoci nel regolamento di polizia rurale degli articoli precisi a riguardo (distanze di rispetto orari o metodi di smaltimento di questi rifiuti) ma soprattutto secondo me competenze su queste specifiche problematiche, girano attorno al problema, li hanno richiamati al buon senso ma senza successo. Giunto a questo punto mi servirebbe qualche indicazione di legge attraverso la quale intraprendere azioni di avvertimento preciso nei confronti dell'agricoltore a queste mie problematiche, che al momento ha risposto solo e unicamente con parolacce e bestemmie e un invito che mi compri una casa in città alle mie lamentele. Con l’occasione oltre a scusarmi per la lunghezza di questa mia vi ringrazio e porgo i miei più cordiali Saluti. Grazie


19-02-2011 19:59
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Da quello che scrive la pratica di concimazione del suo vicino potrebbe anche essere esclusa dal campo di applicazione della gestione dei rifiuti.

Articolo 185
Esclusioni dall'ambito di applicazione
1....
f) le materie fecali, se non contemplate dal comma 2, lettera b), paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o
forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura
, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa
mediante processi o metodi che non danneggiano l'ambiente né mettono in pericolo la salute umana.

Direi che qui il problema potrebbe essere più sanitario. Visto che il comune si è dimostrato inerte e che mi dice non esservi alcuna norma nei regolamenti comunali a sua tutela /anche se ciò mi sembra strano) io farei una segnalazione scritta direttamente all'ASL e magari per conoscenza alla provincia, spiegando per filo e per segno quello che ha già scritto qui.
Eventualmente sarà la stessa ASL che se rileverà una problematica sanitaria scriverà poi al comune sollecitando un provvedimento ai sensi dell'art. 50 del Dlgs 267/2000. Da notare che se l'ASL dovesse scrivere al comune che c'è una situazione di pericolo per la salute allora, ordinanza sindacale a parte, ritornerebbe anche il gioco il discorso rifiuto-non rifiuto.

In alternativa potrebbe anche valutare se presentare una denuncia ai sensi dell'art. 674 C.P.


19-02-2011 21:10
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Grazie Alessio,secondo me infatti da quello che ho letto in giro questi non sono rifiuti che devono farseli smaltire essendo sottoprodotti del loro lavoro, contesto il metodo di smaltimento da quello che ho capito dovrebbero questi scarti accumularli in una concimaia o fare un compost (lontano dalle abitazioni)e poi adoperarli come concime nel momento di aratura, in poche parole dovrebbero trattarli come fosse letame. Il mio problema è proprio trovare questa normativa o articolo per poi segnalare agli organi competenti (comune o asl) visto che fino ad ora sembrano brancolare nel buio... Grazie ancora a chi mi può indirizzare per questa problematica.
ps nel prossimo post allego un articolo che tratta questa cosa.


20-02-2011 11:43
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Ecco quello che ho trovato... soffermatevi nell'ultima parte

Utilizzo nella pratica agricola

Gli scarti vegetali derivanti dalla pratica agricola e da attività similari svolte presso la propria azienda o presso soggetti terzi, per i quali è previsto il riutilizzo nelle normali pratiche agricole o in impianti aziendali o interaziendali per produrre energia o calore, o biogas, non sono assoggettati alla disciplina dei rifiuti, in quanto, se ne ricorrono le condizioni, possono definirsi sottoprodotto.

In applicazione della DGRV n. 568 del 25 febbraio 2005, recante “Modifiche e integrazioni della DGRV 10 marzo 2000, n. 766 - Norme tecniche ed indirizzi operativi per la realizzazione e la conduzione degli impianti di recupero e di trattamento delle frazioni organiche e i rifiuti urbani ed altre matrici organiche mediante compostaggio, biostabilizzazione e digestione anaerobica”, punto 9 dell’allegato 1, “non è richiesta autorizzazione per i soggetti che trattano in conto proprio i residui verdi provenienti dalla propria attività agricola utilizzando direttamente nella stessa attività il materiale prodotto (ammendante compostato verde). Deve comunque sussistere connessione tra la produzione dei residui e l’attività di utilizzo del materiale che va rapportata alle esigenze agronomiche delle specie vegetali coltivate".

Pertanto la pratica agronomica del compostaggio trova nel documento sopracitato un preciso riferimento tecnico. In assenza di disposizioni relative ad altre “normali pratiche agricole”, deve farsi riferimento agli usi e alle attuali conoscenze sull'utilizzo agronomico degli scarti di cui trattasi.

A titolo esemplificativo, come normali pratiche agricole possono essere ammesse:
• triturazione - riduzione volumetrica degli scarti finalizzata all’impiego agricolo;
• l'impiego del verde di tipo ligneo cellulosico come pacciamante al posto della corteccia per la copertura del terreno;
• utilizzo delle potature di vite (trinciatura di vite) nell'interfilare così da agire nel controllo delle malerbe;
• l'interramento, limitatamente a particolari necessità del suolo e delle colture.

Tutti i casi sopra descritti sono comunque condizionati dal tipo di scarto e dalla compatibilità dello stesso con il terreno e le specie coltivate, con riguardo a tempi, modi, quantità di utilizzo. Inoltre va sempre valutato il rischio di diffusione di eventuali agenti patogeni.

In generale sono da evitare abusi; va ricordato, infatti, che un utilizzo che non abbia alcuna relazione con l'attività agricola (es.: abbandono o combustione sul campo) configura il reato di smaltimento illecito di rifiuti, sanzionato penalmente dall’art. 256, comma 1 del D. Lgs. 152/2006.


20-02-2011 11:46
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Materiali vegetali derivanti dalla potatura del verde o attività agricole escono ufficialmente dal regime dei rifiuti. Se riutilizzati in attività agricole o impiegati in impianti aziendali per produrre energia, calore e biogas, tali materiali possono infatti dallo scorso 19 agosto 2010 essere giuridicamente inquadrati come “sottoprodotti”e, di conseguenza, essere gestiti come comuni beni, secondo la legge 129/2010.
I dubbi sorgono quando lo scarto vegetale è di provenienza urbana. Infatti i materiali vegetali costituiti da sfalci e potature sono originati soprattutto da ambiti urbani che sono considerati rifiuti a tutti gli effetti; diverso è l’ambito agricolo (esempio sarmenti di vite, potature di frutteti, scarti dei vivai forestali, ecc.) sono inclusi nella categoria di sottoprodotti per fini energetici.
Sono sottoprodotti le sostanze e i materiali che soddisfano i seguenti criteri, requisiti e condizioni:
1) siano originati da un processo non direttamente destinato alla loro produzione;
2) il loro impiego sia certo, sin dalla fase della produzione, integrale e avvenga
direttamente nel corso del processo di produzione o di utilizzazione preventivamente individuato e definito;
3) soddisfino requisiti merceologici e di qualità ambientale idonei a garantire che il loro impiego non dia luogo ad emissioni e ad impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli autorizzati per l'impianto dove sono destinati ad essere utilizzati;
I materiali vegetali possono essere classificati come “sottoprodotti” solo se:
- sono provenienti da sfalci e potature di manutenzione del verde pubblico e privato, oppure da attività agricole;
- sono utilizzati nelle attività agricole, anche al di fuori del luogo di produzione, ovvero ceduti a terzi, o utilizzati in impianti aziendali o interaziendali per produrre energia o calore, o biogas.


01-03-2011 23:35
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Per quello che ci dici, anche a mio giudizio siamo ampiamente fuori dal campo dei rifiuti.

Come diceva Alessio S., la questione ruota su comune e ASL che devono garantirti di vivere in condizioni dignitose la tua vita presso la tua abitazione. Potrebbe anche poi avere qualche cosa da osservare anche ARPA, ma valuterà nel caso ASL.
[quote="silva67"]Ho già fatto presente varie volte in comune il problema ma non essendoci nel regolamento di polizia rurale degli articoli precisi a riguardo (distanze di rispetto orari o metodi di smaltimento di questi rifiuti) ma soprattutto secondo me competenze su queste specifiche problematiche, girano attorno al problema, li hanno richiamati al buon senso ma senza successo. [/quote] hai fatto presente in forma scritta o solo verbale?
Il comune non ha un regolamento di igiene?

Fai una bella lettera indirizzata al tuo sindaco in primis, all'ufficio tecnico locale ed all'Asl competente nel tuo distretto dettagliando i problemi che hai rilevato e chiedendo di risolverti la problematica. La risposta ti deve arrivare obbligatoriamente.


02-03-2011 11:32
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è una normale pratica orticola quella di lasciare i resti o anche le piante intere (quando non conviene raccoglierle) sul campo. Concordo con Cumba e Alessio la questione va posto sotto il profilo igienico sanitario e potrebbe starci pure l'art. 674..


02-03-2011 12:04
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Grazie a tutti per le risposte. Vi spiego meglio la cosa... questo problema cè l'ho dal 2006... ho scritto anche al comune un paio di volte ma come vi ho già detto sono venuti a controllare hanno visto e "sentito" il mio problema,hanno richiamato al buon senso l'agricoltore ma senza successo, (anzi ha intensificato il lavoro di abbandono....) mi dicono che non essendo sti scarti considerati rifiuti come abbiamo detto anche quà non "sanno" come intervenire per proibirglielo, all'usl non mi sono rivolto per il momento perchè volevo risolverla non facendo denuncie o esposti,come sapete la maggior parte degli agricoltori sono "rognosi" hanno un senso della proprietà senza controllo...ed in parte vengono anche "aiutati" dal mio punto di vista dalle istituzioni, ho chiesto tramite email all'usl della mia citta (ufficio igiene) informazioni sulla falsariga di come ho scritto quà ma non ho avuto nessuna risposta (sono passati due mesi) per queste cose mi sembra che siano tutti un pò sordi... era per questo che ho voluto sapere anche un vostro parere a questo mio problema che vi assicuro è molto sgradevole per chi lo subisce. A sto punto mi rivolgerò ad un legale è che mi sembra assurdo dover spendere soldi per un diritto che dovrebbbe essere dettato solo dal buon senso del vivere civile visto da tutte le parti, e la cosa che mi fà inca*/*are noi abbiamo nel nostro comune la raccolta differenziata ed io devo impachettare i miei scarti vegetali della cucina come fossero rifiuti nucleari portarli fuori due volte la settimana col bidoncino (pagare per sto servizio) e questi al di là del confine scaricano quintali di scarti.Grazie a tutti, ogni eventuale ulteriore consiglio sarà ben accettato per questo mio disagio.


Ultima modifica di silva67 il 21-01-2012 03:32, modificato 2 volte in totale.



05-03-2011 18:07
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Mi sono dimenticato di citarvi che oltre all'usl ho mandato un email sempre due mesi fà per richiedere informazioni, all'ufficio ambiente della mia regione, al settore ambiente della coldiretti, ma nessuna risposta tutti sordi. Grazie e scusate per questa mia lagna.


05-03-2011 18:34
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[quote="silva67"]Mi sono dimenticato di citarvi che oltre all'usl ho mandato un email sempre due mesi fà per richiedere informazioni, all'ufficio ambiente della mia regione, al settore ambiente della coldiretti, ma nessuna risposta tutti sordi. Grazie e scusate per questa mia lagna.[/quote]
A meno che non abbia inviato le mail con la PEC a indirizzi PEC le consigio di mettere nero su bianco il suo problema.


05-03-2011 23:37
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Questo é invece, per quanto si tratti ugualmente di scarti vegetali agricoli, é un RIFIUTO.

Non é la sostanza, o la tipologia della sostanza che determina il rifiuto, bensì la modalità (legittima o illegittima) che metto in atto per disfarmene.

Cesare.


22-08-2011 17:55
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dopo aver letto questasono andato a rilegermi la definizione di rifiuto una ripassatina non fa mai male e leggendo un po più attentamente riporto quanto segue
Articolo 184-ter
Cessazione della qualifica di rifiuto
1. Un rifiuto cessa di essere tale, quando è stato sottoposto a un'operazione di recupero, incluso il riciclaggio
e la preparazione per il riutilizzo, e soddisfi i criteri specifici, da adottare nel rispetto delle seguenti
condizioni:
L'operazione di recupero può consis tere semplicemente nel controllare i rifiuti per verificare se soddisfano
i criteri elaborati conformemente alle predette condizioni. I criteri di cui al comma 1 sono adottati in
conformità a quanto stabilito dalla disciplina comunitaria ovvero, in mancanza di criteri comunitari, caso per
caso per specifiche tipologie di rifiuto attraverso uno o più decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. I criteri
includono, se necessario, valori limite per le sostanze inquinanti e tengono conto di tutti i possibili effetti
negativi sull'ambiente della sostanza o dell'oggetto.
La disciplina in materia di gestione dei rifiuti si applica fino alla cessazione della qualifica di rifiuto.
quindi se non ho capito male io anche la semplice operazione di controllodel materiale che verifica che non si tratti di sostanze pericolose fa si che il materiale non sia più rifiuto e quindi esce fuori dalla normativa sui rifiuti come in questo caso ?


22-08-2011 18:51
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Scusa Sea, visto che ti piace leggere, e riflettere sopra quello che hai letto; ma hai letto questo (nell'incipit del post):

silva67 Rispondi citando Messaggio Inviato: sabato 19 febbraio 2011 17:59

Rifiuti Scarti vegetali Agricoli

Tali scarti di ortaggi, assai cospicui, lasciati a cielo aperto fanno sì che dopo poco tempo, anche se siamo nella stagione fredda, vanno in decomposizione e, oltre a rilasciare odori nauseabondi, sono cibo prelibato per animali e lettiere per larve di mosche, mosconi, tafani e vari, infatti anche in pieno inverno le pareti e finestre esterne della mia casa soprattutto nelle giornate di sole sono invase da mosconi e tafani di qualsiasi misura. Premetto che le nostre abitazioni distano pochissimo da questi terreni trattati circa 7-8 metri.


Al di là della definizione attuale (illogica), non ti sembra essere VERAMENTE in presenza di un RIFIUTO? ... di scarti di ortaggi? Che, in putrefazione, origineranno mosche, mosconi e tafani? Che con la loro presenza in numero consistente denunzieranno l'inquinamento in atto?

Sono sicuramente quegli scarti di ortaggi sottoprodotti da attività agricola, ma ti sarebbe indifferente se venissero scaricati in tali quantità, come mps per la concimazione, a 7-8 mt da casa tua? Ovvero, al contrario, smaltiti sempre come mps, per allevamento bestiame lontano da abitazioni?

Ciao, Cesare.


23-08-2011 00:18
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prego Cesare io non mi volevo schierare assolutamente dalla parte dell'agricoltore,facevo solo una costatazione su come sono formulate le leggi dal nostro Governo, e come qualcuno aveva già detto sarebbe opportuno fare intervenire l'asl per la mancanza di igiene con la conseguente causa di possibili infezioni e malattie, e lasciare fuori dal discorso dei rifiuti.
spero che ora sia stato chiaro
ciao


23-08-2011 10:27
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@Sea, premetto quanto riportato nell'incipit di Silva67:

"... oltretutto portano poi sul terreno anche gli scarti della lavorazione finale fatta in capannone prima della vendita sempre buttati sul terreno alla rinfusa ..."

Considero:
Gli scarti da "lavorazione del prodotto agricolo" cié la parti non considerate commerciabili -tipo foglie appassite o deteriorate che vanno tolte dal prodotto vendibile, tipo frutti che non abbiano un aspetto accettabile, tipo prodotti che si siano deteriorati durante la raccolta ecc.- non possono essere considerati sottoprodotti, bensì prodotti mal riusciti e, quindi, da scartare; non possono essere "sottoprodotti" perché vengono selezionati manualmente e non derivano in continuazione del prodotto principale; devono essere considerati "prodotti deteriorati o mal riusciti"; ma comunque possono essere considerati mps nel contesto del riutilizzo come ammendante del terreno agricolo, secondo le regole del corretto spandimento agricolo; e le regole del corretto spandimento agricolo non possono dar luogo a disagio i confinanti: ergo questi sono da considerare un rifiuto (basterà guardare il superamento dei limiti delle tabelle, che devono necessariamente esistere)

Riporto ancòra quanto nell'incipit di Silva67:
Giunto a questo punto mi servirebbe qualche indicazione di legge attraverso la quale intraprendere azioni di avvertimento preciso nei confronti dell'agricoltore a queste mie problematiche, che al momento ha risposto solo e unicamente con parolacce e bestemmie e un invito che mi compri una casa in città alle mie lamentele.

Concludo: In certe occasioni non bastano le Leggi sanitarie, oltre a queste bisogna invocare il T.U.A. (molto più severo) perché si é in presenza di rifiuto e di conseguente inquinamento (da mosche).

P.S. Ho apprezzato molto la professionalità (spero non casuale) :alla interlucuzione di Cesare: "Scusa Sea, ...", Sea risponde: "Prego Cesare ..."

Un caro saluto; Cesare.


31-08-2011 17:21
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Salve a tutti dopo quasi un anno vi riscrivo il problema è il solito..nel frattempo tempo fà è venuto usl a fare un soppraluogo ma il controllore dice che possono fare questo tipo di smaltimento perche sono considerati sottoprodotti anche se avrebbe consigliato l'agricoltore a evitare di lasciare cumuli ma di spargerli...(di fatto pero l'agricoltore se ne frega e continua come prima) ho saputo però che l'addetto usl del nostro distretto è un po di parte per risolvere questo tipo di problema (e agricoltore anche lui...) e che ci sono gia state lamentele sul suo operato,infatti a mio avviso prima vedeva il lavoro del contadino e poi ragionava sul mio problema quando visto il titolo che ricopre doveva essere il contrario...A questo punto a chi mi devo rivolgere o chi denunciare per fare un soppraluogo da qualche altro organo ,perchè per quanto io faccia esposti viene sempre questo tipo a giudicare e il comune pende da quello che pensa questo... sono pronto a tutto anche a rivolgermi ad un legale o denunciare solo che non vorrei fare errori. Grazie


08-12-2011 13:28
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Ho scritto anche alla regione per questo problema e il dott. che mi ha risposto ha detto che non possono fare questo tipo di smaltimento vicino ad abitazioni e di rivolgermi all'usl del mio distretto e al comune per risolvere il prob. ma quando il controllore che viene valuta solo per il contadino... e quindi lui stesso...


08-12-2011 13:36
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Aggiornamento.... Usl dopo soppraluogo con foto proprio ieri mi ha confermato che che "abbandonare" gli scarti in questo modo diventano "rifiuti"
quindi dopo un anno di peripezie mi hanno confermato quello che ho sempre pensato... adesso il comune si sta attivando con le multe ma penso che visto che sta cosa mi ha fatto perdere molto del mio tempo di fare anche una denuncia nei confronti dell'agricoltore voi cosa ne pensate..


31-12-2011 11:33
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E.... aveva ragione Cesare il primo che ha capito la situazione, anche perchè per far "capire" usl ho dovuto chiedere aiuto ad un legale ma il regolamento dovrebbe essere uguale per tutti come la legge... invece Italia De Cachi come cantave una canzone...Buon Anno a tutti.


31-12-2011 11:45
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[quote="silva67"]Aggiornamento.... Usl dopo soppraluogo con foto proprio ieri mi ha confermato che che "abbandonare" gli scarti in questo modo diventano "rifiuti"
quindi dopo un anno di peripezie mi hanno confermato quello che ho sempre pensato... adesso il comune si sta attivando con le multe ma penso che visto che sta cosa mi ha fatto perdere molto del mio tempo di fare anche una denuncia nei confronti dell'agricoltore voi cosa ne pensate..[/quote]
Mandano per caso la Polizia Municipale?


04-01-2012 00:12
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[quote="Alessio S."][quote="silva67"]Aggiornamento.... Usl dopo soppraluogo con foto proprio ieri mi ha confermato che che "abbandonare" gli scarti in questo modo diventano "rifiuti"
quindi dopo un anno di peripezie mi hanno confermato quello che ho sempre pensato... adesso il comune si sta attivando con le multe ma penso che visto che sta cosa mi ha fatto perdere molto del mio tempo di fare anche una denuncia nei confronti dell'agricoltore voi cosa ne pensate..[/quote]
Mandano per caso la Polizia Municipale?[/quote]
Penso di si.. ho visto lunedì i vigili venire a fotografare.


07-01-2012 14:57
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Ciao, silva67! anch'io ho il tuo stesso problema. Ho provato in tutti i modi legali per interrompere questo abuso nei confronti di chi purtroppo abita vicino a questa gente, ma senza alcun risultato. Tu come hai fatto? Io non so più cosa fare, dammi TU un consiglio su come muovermi. Ciao grazie


08-01-2012 19:24
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Questa la novità:

Silva67 <il 31/12/11> ha scritto (cito Silva67 modificando poco):
Aggiornamento ... Usl, dopo sopralluogo con foto, proprio ieri mi ha confermato che: "abbandonare gli scarti <di prodotti agricoli> in questo modo, quegli scarti diventano rifiuti".

Concludo

Per la prima volta, mi sembra, é un Organo di Controllo (USL) che sancisce un principio fondamentale:

"Abbandonare gli scarti <di prodotti agricoli> in questo modo, quegli scarti abbandonati comportano l'incriminazione di attuazione del rifiuto <del contenimentto degli effetti nocivi>".

Il Rifiuto non é una sostanza, compresa o meno, in un elenco! Il Rifiuto non é il derivato di una tecnica industriale, é bensì il derivato di una pratica aziendale; più precisamente é l'abbandono (il vecchio concetto del mi disfo, ma anche il non riuscire a contenere, ma anche ...) ed in maniera indecente di grandi quantità (che risulterà dalle foto scattate) di sottroprodotti (nel caso in esame non sottoprodotti, bensì scarti di prodotti agricoli), ma anche di mps o prodotti scaduti o qualsiasi sostanza o forma energetica che sia stata immessa, dolosamente o colposamente, nell'ambiente circostante il punto di emissione (nel caso in esame dolosamente a distanza di 7-8 metri dal confine per dare fastidio al confinante)

Lascio a Silva67 la conclusione e la dovuta risposta a Peppone.

Cesare.


10-01-2012 01:22
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Ok, Cesare, ma se il contadino fa solo la lavorazione del prodotto che si trova nel campo, quindi senza portare scarto di altre lavorazioni e a me può dare fastidio anche la visione di ciò forse spinto da vecchi rancori nei suoi confronti, potrebbe secondo la tua opinione essere questo un buon appiglio per fargli pagare le angherie che ho subìto da lui?


10-01-2012 02:02
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[quote="peppone"]Ok, Cesare, ma se il contadino fa solo la lavorazione del prodotto che si trova nel campo, quindi senza portare scarto di altre lavorazioni e a me può dare fastidio anche la visione di ciò forse spinto da vecchi rancori nei suoi confronti, potrebbe secondo la tua opinione essere questo un buon appiglio per fargli pagare le angherie che ho subìto da lui?[/quote]
Ma io se avessi dei "veri" rancori li sistemerei in altra maniera... (non è detto però che lo faccia più avanti) nel mio caso si tratta di fare rispettare dei regolamenti che dovuti anche a mancanza di competenze in materia degli organi che dovevano giudicare e anche alla eccezionalità del mio caso, (chi è quel bifolco che ti scarica deliberatamente dei scarti davanti a casa facendoli credere alla comunità che quello è il metodo di lavoro.. senza sentirsi a sua volta una me**a) la mia soddisfazione visto 4 anni di angherie è fare capire che avevano torto legalmente,e poi una volta che gli avranno fatto capire come si vive civilmente.. mi levo delle altre soddisfazioni.. ormai ho imparato bene su questa materia,vedi tante volte andare a disturbare il cane che sembra buono o mansueto si può venire sbranati di colpo senza accorgerti perchè il buono puo imparare con il tempo a diventare esperto (cattivo) e difendersi.


15-01-2012 19:25
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